Camillo di Christian RoccaRedazionalmente Corretto del 6 febbraio 2003

La
prima pagina di Repubblica (Rep.) di ieri, 5 febbraio, Giorno
II della Nuova Era Forte, Combat & Deceramizzata, si apriva
con il "primo sì all’indultino". Nella cronaca
si legge una dichiarazione di Luciano Violante: "Si passi
all’indulto" (Rep. non dà notizia che al momento
del voto, Violante è uscito dall’aula). Il titolo principale
è: "Guerra, Chirac minaccia il veto" (a pagina
2, correttamente, "Chirac non esclude il veto").
Rep. pubblica, con la Stampa, il testo dell’intervista di Tony
Benn a Saddam. E la fa commentare a un Magdi Allam più
bellicoso di Rumsfeld: 1) "Saddam soffre di una tendenza
maniaco-depressiva"; 2) "ha una indelebile personalità
schizofrenica"; 3) vuole bruciare i pozzi petroliferi; 4)
"si è macchiato di crimini contro l’umanità";
5) ha ucciso "due milioni di iracheni e iraniani".
Il lettore di Rep. a questo punto si è già arruolato.
Infine l’affondo di Allam: "E’ sconcertante sentire uno
così () ergersi a capofila dei pacifisti del mondo".
Sì, perché Saddam all’ultima domanda di Benn, ("desidera
rivolgere al movimento pacifista un pensiero che lo aiuti a portare
avanti la causa?"), risponde così: "Prima di
tutto ammiro lo sviluppo del movimento pacifista nel mondo. Noi
preghiamo Dio di conferire forza a tutti coloro che si operano
contro la guerra e per la causa della pace". Basta girare
pagina, e Rep. pubblica lo schemino con i destinatari italiani
delle preghiere di Saddam: Cofferati, Strada, Moretti, Correntone
Ds, Bertinotti, Cossutta, Pecoraro, Bindi. Saddam li "ammira",
ma Red. Corr. teme che il Correntone Ds sia troppo anche per
il feroce saladino.
Un boxino annuncia che Veltroni lascerà la politica. Rep.
avrebbe potuto rimandare la pubblicazione dell’articolo, in quanto
la data prevista del ritiro è il 2011. Ma per non far
scrivere Marco Travaglio, c’è da inventarsene una il giorno.
In realtà ieri Travaglio c’era, sotto forma di recensione
al suo libro su manette e affini. Il recensore è Claudio
Rinaldi, l’ex direttore dell’Espresso epurato da Libertà
& Giustizia. Secondo Rinaldi, "ripercorre, con l’aiuto
di una documentazione attentissima" eccetera eccetera. Be’,
attentissima mica tanto. Qualche tappa, diciamo, manca: una cosetta
tipo le arringhe dei difensori del Cav. Gli Avv. non hanno ancora
parlato, ma ai republicones non importa.
Liana Milella riprende "Casa Nitto Palma", soap sui
polisti che tramano per fottere i magistrati. Si parla di immunità,
e Rep. presenta "i costituzionalisti contro l’immunità".
Uno è Roberto Zaccaria.
Giorgio Bocca sostiene che il Polo fece "un tentativo di
dividere il pool con la corruzione, con l’offerta di ministeri
a Di Pietro". (Di Pietro è diventato ministro e senatore
con il centrosinistra). Una "marchetta vecchio stile"
su Libertà & Giustizia: "Era di scena una lezione
di diritto costituzionale del politologo" Giovanni Sartori.
In platea anche "volti noti quali Piero Ottone, Michele
Mirabella, David Sassoli e Daniela Poggi". La lezione del
Prof. è questa: "Bisogna tenere conto di Berlusconi".
Chiaro.
Un grande grafico denuncia le partecipazioni societarie di Fininvest,
ed è costruito come se il Cav. oltre al resto controllasse
anche Mediobanca, Corriere, Generali, Telecom, Capitalia, Olivetti
e le Coop rosse.
Infine un editoriale che Rep. titola "Il pasticciaccio dell’università".
Che altro ha combinato la Moratti? L’autore, Aldo Schiavone,
in realtà accusa Berlinguer, critica i giornali (Rep.)
che hanno montato un caso sulla riforma Moratti e loda il ministro
polista per "voler tornare alla nostra proposta originaria,
avanzata su questo giornale da Umberto Eco e da chi scrive".
(continua)