Camillo di Christian RoccaArchivio blog – Marzo 2003

Raccolta mensile del blog

Ex leader

Massimo D’Alema oggi: "Aprile è domani, oggi siamo ancora a marzo". Con questa battuta Massimo D’Alema liquida le polemiche nate all’interno dell’Ulivo sulle diverse posizioni nei confronti della guerra espresse da Cofferati e Berlinguer". Da ApBiscom.

31 marzo


"We can take it" (Ce la famo)

Peggy Noonan spiega perché americani e inglesi quando credono in un’impresa riescono sempre a superare le difficoltà.

31 marzo


Torna Letterman

Dopo la malattia che lo ha tenuto fuori dal suo show. Ieri però ho visto una replica del Late show condotto da Paul Shaffer. Buone le battute. Una su Michael Moore: il suo discorso contro Bush ha fatto così tanto incazzare i membri dell’Academy, che 10 minuti dopo lo hanno messo nel tradizionale tributo agli uomini di cinema morti quest’anno. Un’altra sul nuovo reality show condotto da Monica Lewinsky sulla Fox: hanno trovato un ottimo titolo dopo il successo di "Joe Milionaire", "Joe Blow".

31 marzo


Al Jazeera

Secondo il New York Times è un modello di televisione indipendente (indipendente?, ma se è di proprietà del ministro degli Esteri del Qatar) da tenere conto per il dopo guerra. Ma il Washington Post spiega che è una tv che diffonde odio e bugie.

30 marzo


L’imperialismo liberale

Esportare la democrazia si può, ma il modello da studiare è quello imperiale britannico in India, ideato da John Stuart Mill.

Il Foglio, 30 marzo


Tedeschi

I tedeschi, che già hanno mille uomini in Kuwait, inviano due incrociatori a difesa delle navi americane in rotta verso il Golfo.

30 marzo


Le mogli e i soldi di Saddam in esilio

Il Foglio, oggi in prima pagina, scrive che mogli e parenti del dittatore sono scappati a Damasco, Siria. Domani lo leggerete sugli altri giornali.

30 marzo


Comunisti/Mussi, Canfora, Vattimo

Alla riunione del Correntone Ds (non delle Brigate Rosse, dunque, ma del gruppo pù attivo del prrimo partito della sinistra italiana) continuano ad augurarsi la sconfitta americana. Secondo Luciano Canfora, Bush e Saddam sono due dittatori.

30 marzo


I Fedayn

Raccontati da Kanan Makiya, che si lamenta ancora (giustamente) che gli alleati non facciano partecipare alle operazioni gli esuli iracheni. Makiya interviene anche sul Washington Post.

30 marzo


Come è umano Bush

The New Republic, gran giornale neo liberal, spiega come la guerra dei "falchi-fanatici" sia la più cauta di sempre nei confronti degli avversari, e a causa di questa particolare attenzione molto pericolosa per le prorie truppe.

30 marzo


La spectre

I neoconservatori sotto tiro

Il Foglio, 30 marzo


Una notizietta di poco conto

E infatti non c’è sui giornali di oggi.

30 marzo


Hitchens stronca Fallaci

Camillo sta sia con Hitchens sia con Fallaci.

30 marzo


Balle for Columbine

Di Michael Moore, vincitore di un Oscar per il suo documentario "bowling at Columbine, se ne è occupato spesso Luca Sofri. e l’ultima volta ha segnalato questo studio su tutte le balle contenute nel sedicente documentario. Qui, invece, un vecchio articolo di Forbes, dove si spiega che finanche il titolo è frutto di un falso.
Mondadori, visto che in Italia c’è il regime, sta per pubblicare il suo libro "Stupid White Man" o "Dishonest White Men".

30 marzo


Ecco a cosa servono i blog

Qualche giorno fa qui segnalammo, su suggerimento di brodoprimordiale, un articolo del Boston Globe sul buon trattamento che i detenuti afghani ricevevano a Guantanamo. Oggi La Stampa racconta la stessa storia, ripresa proprio dal Boston Globe.
L’articolo non è on line (non si capisce perché).

29 marzo


Né con Luca Sofri né con Giuliano Ferrara

Patrizia Valduga su Repubblica (non online) interviene da par suo: "Né con Bush né con Saddam, io lo dico. To’. E aggiunge: né con Albertini né con la Colli, né con Albertini né con Formigoni, né con Galliani né con Sensi, né con Luca Sofri né con Giuliano Ferrara, né con Tom né con Jerry".

29 marzo


Comunisti/Berlinguer

"Riterrei sbagliato auspicare una rapida vittoria delle truppe e dei bombardieri angloamericani". Giovanni Berlinguer lo dice aprendo i lavori dell’Assemblea nazionale di Aprile. Berlinguer dice di comprendere "perché molte persone lo pensano", ma aggiunge di non giustificare "i politici che lo dicono". Secondo il leader della minoranza Ds, infatti, "nulla finirebbe. Il popolo iracheno passerebbe da un oppressione a un altra"
Da Ap Biscom.

29 marzo


Le pagelle ai sostituti di Letterman

Dave è ancora malato, chi lo sostituisce non è bravissimo. A Camillo era piaciuto John McEnroe. A Entertainment Weekly no.

29 marzo


Alcuni formidabili geni del jazz

Il Foglio, 9 marzo


Blix dixit

Al Guardian di Londra, il capo degli ispettori dice che se avessero continuato ancora e per alcuni mesi con le ispezioni non ci sarebbe stata la certezza di giungere a qualche risultato: "I could not have given them a guarantee that if they had waited a few months more there would have been results".

29 marzo


Pippo e pippe a parte

Con Luca Sofri

Renosubject, aprile


I comunisti

Il Manifesto è contro Saddam, ma "se si guarda allo specchio, pensa e spera" che muoiano migliaia di soldati americani. Era giusto tifare Ho Chi Min (ancora, nel 2003), ma su Saddam i radical chic hanno un dubbio:
"Tutti diciamo che sarebbe meglio un immediato cessate il fuoco o almeno una resa degli iracheni. Sacrificando sull’altare della vita umana la nostra battaglia politica. Come è giusto che sia.
Ma quando discutiamo con noi stessi, quando ci guardiamo allo specchio, le cose stanno diversamente: una parte di noi, nel senso di una parte di ognuno di noi, pensa e spera che gli iracheni resistano (per quanto nessuno a sinistra potrebbe mai identificarsi con il loro regime), che gli americani paghino cara la loro guerra, che il sacrificio di migliaia di soldati o civili possa servire a bloccare il progetto che l’amministrazione Bush sta cercando di praticare da un anno e mezzo in qua". Riccardo Barenghi, Il Manifesto.

28 marzo


DeLillo

Al New York Observer non è piaciuto Cosmopolis, il nuovo libro di Don DeLillo. C’è da fidarsi? Io mi fido. Per un motivo: la recensora ha lo stesso identico mio giudizio su The body artist, il libro precedente: meraviglioso, davvero meraviglioso, nelle prime 20 pagine. Ma inutile e noioso dal secondo capitolo in poi. Secondo Laura Miller, Cosmopolis è tutto inutile e tutto noioso, quasi una parodia della scrittura di DeLillo.

28 marzo


Carrére

L’Avversario di Emanuel Carrére è uno dei libri più belli del decennio. Ma mi dicono che il film, col solito Daniel Auteil, è parecchio brutto. Ne parla il Venerdì (non online).

28 marzo


Abbiamo perso?

Secondo i giornali avremmo già perso, senza neanche arrivare alle porte della nuova Stalingrado. Secondo l’Economist, anche se il regime non è caduto, sta andando piuttosto bene. Weekly Standard conta i giorni della guerra e spiega che è ridicolo il disfattismo all’ottavo giorno di guerra. Non esistono guerre che finiscono in 8 giorni (a meno che non le combattano gli israeliani). Per Grenada (1983) ci vollero 10 giorni. La prima guerra del golfo durò 43 giorni. Solo Saddam ci ha messo 8 giorni pe prendersi il Kuwait.
Avranno ragione?

28 marzo


Il diario di Kanan Makiya

L’intellettuale ed esule iracheno spiega perché gli iracheni non si sono ancora ribellati a Saddam: non c’entra il nazionalismo arabo, hanno paura dei fedayn, temono la repressione di Saddam (come nel 1991) e non capiscono bene le intenzioni degli americani. I quali sbagliano a non coinvolgere da subito l’Iraqi National Congress nelle trattative con l’esercito. Intanto sarebbe meglio bombardare la tv di Saddam.
Anche Michael Ledeen interviene sulla guerra di CIa e Dipartimento di Stato all’Iraqi National Congress, e al suo leader Ahmed Chalabi.

28 marzo


Al Boccà

Su un giornale iraniano, Giorgio Bocca viene preso a modello dagli ayatollah per spiegare ai fedeli il Satana americano. (Articolo di Tatiana Boutourline)
Lo stesso Bocca spiega oggi sull’Espresso che a Guantanamo gli americani violano la democrazia e le garanzie, Ieri, però, sul quotidiano più liberal d’America, il Boston Globe, 18 ex prigionieri afghani raccontano di essere stati trattati benissimo, meglio che a Kabul e di non potersi lamentare di nulla. Salvo il fatto che erano innocenti, e infatti sono stati rilasciati. (grazie a brodoprimordiale).
Ultima cosa su Al Boccà, qui di seguito una lettera che nel 1968 Goffredo Parise scrisse a Giosetta Fioroni (la ricorda oggi un lettore del Foglio), mentre si trovava a Saigon per seguire la guerra per il Corriere della Sera: "La guerra si sente soltanto la notte quando i cannoni fanno tremare i vetri. Sparano a 15-20 chilometri di distanza dalla città. Non badare a Bocca. E’ stato qui due giorni e l’ambasciatore mi dice che, come prima cosa, era lui che voleva insegnare all’ambasciatore come vanno le cose qui".

27 marzo


Se la sinistra fosse questa

Giampaolo Pansa. Oggi sull’Espresso (non ancora on line)

27 marzo


Il diario di Kanan Makiya

Il dissidente iracheno che ci piace

26 marzo


Chiuso il programma di Connie Chung

Avrebbe dovuto contrastare il destrorso Bill O’ Reilly Show di Fox News, ma era troppo noioso. Lei, incazzata, si è dimessa. Senza cantare Bella Ciao.

26 marzo


Panorama sindacale

Oggi è uscito Panorama, giornale che, come altri, sulla guerra ha preso posizione. La stragrande maggioranza dei giornali è per il NO, Panorama è per l’intervento in Iraq, come l’Economist.
Nelle pagine finali c’è un comunicato sindacale, del comitato di redazione (il sindacato dei giornalisti). Il testo è titolato: "Con l’Onu contro una guerra illegittima, evitabile, pericolosa". Bene. Anche perché il documento, con tesi e svolgimento da tema del liceo, è assolutamente innocuo. Qualcuno forse pensa che dopo questo comunicato from Segrate, Rumsfeld possa ordinare il dietro front?
Il punto infatti è un altro: invece che sprecare tempo a giocare al piccolo geopolitico, perché i sindacalisti di Panorama non si occupano di ottenere più soldi dal padrone berlusconiano?
A che cosa serve il sindacato? A difedere Saddam o a difendere i diritti dei lavoratori? O, come direbbe Guglielmo Epifani, né all’uno né all’altro?

26 marzo


The final straw. La nuova canzone dei Rem

Per le vittime irachene e le truppe americane.
"This is the strongest voice I could think of to send out there. We had to send something out there now.
We are praying and hoping for the lives of all people involved, the troops, the Iraqi civilians, refugees, pow’s, families of troops, the innocents–that they are safe and okay. Safe home, all".
Michael Stipe

26 marzo


Andrew Sullivan (in italiano) sulla guerra

Il Foglio, 26 marzo


Il sessantottino Cohn-Bendit dà di rivoluzionario al conservatore Perle

Dialogo tra il franco tedesco, pacifista intelligente, e l’americano falco.

Il Foglio, 26 marzo


Red. Corr. fa un po’ di danni a Rep.

Il Foglio, 26 marzo


Francesco Merlo non è né bravo né scarso: è bravissimo

26 marzo


Il punto sulla guerra

Ogni giorno, il primo articolo della prima pagina del Foglio fa il punto della giornata.

26 marzo


Appunti sul Canada

26 marzo


Di mattina combatte, di sera fa il blog

Poteva mancare? E infatti non manca. Kevin, soldato americano in missione in Iraq, ha un bellissimo blog

25 marzo


Ritratto dell’Iraq senza Saddam

Kanan Makiya, esule iracheno, spiega come dovrà organizzarsi il nuovo Iraq: federale, non arabo, e demilitarizzato.

Il Foglio, 25 marzo


Da ieri Camillo ha un contatore di accessi

(grazie a una persona di buona volontà).
Siete stati qui in 920 e 1482 volte.

25 marzo


Statiste

Nicole Kidman

24 marzo


Quel cretino di Michael Moore (corsivo, a là Ballarò) fischiato alla cerimonia degli Oscar

Però gli hanno dato un premio. In Italia arriverà a breve il suo libro sulla generazione Bush: "Stupid white man". Siccome c’è il regime, lo pubblicherà Mondadori.

24 marzo


A che servono i partiti del centrodestra?

A niente, niente, niente.

Polemiche, Il Foglio 24 marzo


I giornali di oggi

Prima pagina, rassegna degli editoriali americani di oggi

Il Foglio, 23 marzo


L’editoriale del New York Post che cita Il Foglio

23 marzo


Letterman

Signor direttore – L’ex leader della sinistra, Massimo D’Alema, ha dettato a Sette queste parole: "Io sono uno dei conoscitori di letteratura contemporanea più importanti che ci siano in Italia". Letterman purissimo.

Il Foglio, 23 marzo


Michele Serra è per il pareggio

Redazionalmente Corretto.

Il Foglio, 23 marzo


Chi ha inventato shock and awe?

Maurizio Molinari, il più bravo corrispondente italiano in America, intervista Harlan Ullman, il professore che ha inventato la strategia "scuoti e intimorisci".
Il Riformista, che peraltro oggi pubblica un articolo di Bernard Lewis già apparso l’11 marzo dal Foglio, fa un bel catalogo di come i giornali italiani hanno tradotto "shock and awe". Si è perso però l’odierna cavolata del prestigioso Luigi Pintor del Manifesto: "Colpisci e uccidi".

23 marzo


La dottrina sulla Sicurezza Nazionale

Analisi del documento strategico di Bush, ora che c’è la guerra

Il Foglio, 23 marzo


Il filosofo del terrore islamico

Lunghissimo ritratto di Sayyid Qutb, il Karl Marx di Al Qaida. Sul Magazine del New York Times

23 marzo


La balla

Gli americani hanno armato Saddam?
Uno studio del prestigioso think tank liberal, Center for Strategic & International Studies, citato dal Times di Londra, smentisce il tam tam su "gli americani hanno armato Saddam".
Nel periodo 1973-91, cioè fino a quando era legale commerciare con l’Iraq,
gli Stati Uniti hanno esportato in Iraq armi per 5 milioni di dollari;
la Germania per 995 milioni di dollari;
la Cina per 5.500 milioni di dollari;
la Francia per 9.240 milioni;
la Russia per 31.800 milioni di dollari.

22 marzo


"Siete in ritardo. Perché ci avete messo così tanto? Dio vi aiuti a vincere"

Il Guardian, bibbia del leftism britannico, racconta l’accoglienza irachena alle truppe angloamericane.
I palestinesi, intanto, chiedono a Saddam di "bruciare Tel Aviv".

22 marzo


Il Los Angeles Times

Al terzo giorno di guerra i 5 editoriali trattano i seguenti argomenti
1) vivibilità delle città e sviluppo intelligente
2) la guerra in televisione
3) politiche ambientali di San Francisco
4) tagli alla scuola
5) esami di Stato

22 marzo


Il corsivo-porcheria di Ballarò (porcheria è in corsivo)

"Istruzioni per l’uso. Per portare la democrazia in Iraq, servono: un po’ di esplosivo, una spoletta e un aeroplano. Più grande è la bomba, più in fretta arriva la democrazia. Guardate Baghdad per l’ultima volta, perché poi non la vedrete più. E, quanto agli iracheni ­ beh, lo facciamo per il loro bene!!! ­ al massimo diventeranno democratici da morti. Abbiamo armi di democratizzazione di massa (30 secondi di immagini: un gruppo di bambini, di notte, in un rifugio) Ricordatevi questo nome, Moab. E’ la bomba più grande del mondo. Quando casca fa un buco grande come tre campi di calcio. Ce n’è un’altra più romantica. Si chiama Blu 82, tagliamargherite. Nitrato di ammonio e polvere di alluminio. Scoppia e risucchia l’aria. Occhio la democrazia è altamente infiammabile (altri 30 secondi di immagini e musica, un uomo abbracciato a una scimmia sotto i bombardamenti, tratto da ‘Underground’, Kusturica. Corsivo puro, in effetti) Un tocco di classico, la vecchia cara CBU-72, un bell’aerosol di ossido di etilene e poi una fiammata. Le altre sono cluster-bombs, lasciano sul terreno tante bombette gialle. Gialle. Come i sacchetti degli aiuti umanitari, così per i bambini iracheni è sempre Halloween: dolcetto o scherzetto?! (ancora 40 secondi di immagini corsive, con upsound. Soldati americani che cantano, un vecchio inturbantato che mangia un ciuffo d’erba e piange, George W. Bush che dice: ‘Freedom is a precious gift that one generation can pass to the next’) Ecco dovrebbe bastare, e se non basta ci sono le mini-cube piccole atomiche tascabili. Non fate quella faccia!!! E’ per la democrazia. Però bisogna portarle in aereo. E’ facile: si decolla, si sgancia e poi si torna alla base. Per esempio, in Kuwait. Lì la democrazia ce la portiamo un’altra volta. Ok?"(trascrizione integrale del brano firmato dalla coppia Freeman/Robecchi) Conversazioni tivù, Il Foglio

22 marzo


I giapponesi

"Gli Stati Uniti sono l’unico alleato che aiuta Tokyo con la sua forza di deterrenza contro ogni Stato straniero che possa minacciare la sicurezza regionale, come la Nord Corea, e il popolo giapponese non dovranno mai dimenticarlo"
Junichiro Koizumi, primo ministro giapponese.

22 marzo


Polemiche

Sull’ex leader della sinistra Massimo D’Alema.

Il Foglio, 22 marzo


Chi l’ha detto?

E’ inutile "appellarci all’Onu", per di più "paralizzato dal sistema dei veti". Il Cav., Rumsfeld, Topo Gigio o Walter Veltroni?
Lo svela Pierluigi Battista sulla Stampa.

22 marzo


Intellettuali pro e contro Bush chiedono un Iraq democratico

Il Foglio, 22 marzo


L’ex autore della Rai di Baldassarre

Redazionalmente Corretto, 22 marzo


I conti in tasca al campione della pace

Accusa del governo inglese: l’anno scorso i francesi hanno violato l’embargo.

22 marzo


Rifare il Medio Oriente

Bellissimo articolo sulla prima del Wall Street Journal sul progetto/sogno di liberare il mondo islamico e avviare il processo democratico. Qui ne avevamo parlato ampiamente. Qui e qui.

21 marzo


Uno dei morti di Baghdad era un terrorista palestinese

Lo dice Michael Ledeen, citando un comunicato del Fronte della Liberazione della Palestina (il gruppo di Abu Abbas). Si chiamava Al–Baz.

21 marzo


Michele Serra tifa per "l’orrido Saddam"

Redazionalmente Corretto

21 marzo


Non è il sosia di Saddam, è il sosia di Teo Teocoli che fa Felice Caccamo

21 marzo


Il diario di Kanan Makiya/2

Intellettuale e dissidente iracheno. E l’architetto del nuovo, si spera, Iraq libero e democratico. Scrive un diario di guerra per il settimanale di sinistra The New Republic. Questa è la seconda puntata.

21 marzo


Poteva fare Geppetto però

Dal Giappone stroncatura solenne di Pinocchio.
(Grazie a Klamm)

20 marzo


Finalmente Saddam disarma

E lancia sei missili Scud sul Kuwait. Il ministro iracheno dice: "Non abbiamo Scud".

20 marzo


Il diario di Kanan Makiya

Intellettuale e dissidente iracheno. E l’architetto del nuovo, si spera, Iraq libero e democratico. Scrive un diario di guerra per il settimanale di sinistra The New Republic

20 marzo


Vattimo Watch

Con un tipico italiano zoppicante, il filosofo torinese sostiene che Saddam è la "peste" e Bush il "colera".
Vattimo, ovviamente sull’Unità, dice che di fronte alla scelta tra Bush e Saddam, "noi spontaneamente (ma quanto, data la dieta mediatica a cui siamo democraticamente sottoposti) tenderemmo a pensare Bush". Tenderebbe a pensare, ma solo spontaneamente. Con una spontaneità sospetta di manipolazione mediatica.
"Ma i due esiti dell’alternativa – sostiene Vattimo – ci sembrano altrettanto deprecabili". Depecrabile.

20 marzo


Liberazione

A parte il ridicolo titolo di oggi,"Guerra contro il mondo", il giornale comunista di Fausto Bertinotti, secondo il Corriere della Sera s’è fatto venire un’idea portentosa. Contro la guerra di Bush, boicottiamo Israele, non compriamo più prodotti made in Entità Sionista. La logica della ritorsione è la stessa di Saddam nel 1991, quando "il mondo tranne Israele" lo cacciava dal Kuwait invaso, e lui bombardava Gerusalemme e Tel Aviv.
PS
Marco Pannella, al solito, è genio e sregolatezza. La testata Liberazione era sua, con quel giornale fece la battaglia sul divorzio. Poi la regalò ai rifondaroli.

20 marzo


Urca, sto linkando Beppe Severgnini

Il suo articolo è ottimo, spiega bene perché gli americani si comportano così.

20 marzo


Urca, sto linkando Fernanda Pivano

Il suo articolo è ottimo, segnala un bellissimo libro che ho appena finito di leggere. L’autore ha 19 anni, si chiama Nick McDoneel, e il libro si intitola "Twelve". Un altro formidabile genio.

20 marzo


Oscar Giannino (mi) spiega che la democrazia arriverà in Iraq soltanto dopo la stabilità.

E io sono d’accordo

20 marzo


La lunga marcia di Cofferati

E’ uscito un bel libro di un mio amico, Luca Telese. E’ bravo e intelligente ma ha due difetti: è comunista e lavora al Giornale.

20 marzo


Secondo voi Repubblica ha dato la notizia di Clinton pro war?

Redazionalmente Corretto

20 marzo


L’editoriale del Foglio

"Sul fronte iracheno l’Italia non combatte perché il notabilato giuridico non glielo consente, ma la sua guida politica schiera senza riserve il paese con gli alleati e contro Saddam Hussein"

20 marzo


Il Kosovo e il Ruanda

Il Washington Post di oggi pubblica due articoli pro intervento in Iraq. Uno è di un ministro kosovaro che ringrazia gli americani e gli inglesi di averli salvati dalla dittatura e dal genocidio con le bombe e senza l’Onu. L’altro è dell’ambasciatore del Ruanda a Washington che dice che le Nazioni Unite non impedirono il genocidio di un milione di persone in 100 giorni. I ruandesi, scrive, credono che la comunità internazionale debba imparare dai suoi errori e disarmare Saddam.

19 marzo


La democrazia in Iraq, o si fa o si muore

Articolo del Weekly Standard, pubblicato oggi dal Foglio.
Il pericolo per Bush non sarà soltanto Saddam ma anche le diffidenze all’interno della sua Amministrazione sul futuro del Medio Oriente.

19 marzo


Giganti

Tony Blair ai Comuni.

19 marzo


Leggete ancora i giornali italiani?

Ci hanno raccontato per mesi che gli americani erano contro Bush, poi la bugia è stata sostituita da un’altra: Bush aveva un grande consnso ma i suoi disastri politici e diplomatici e la sua testardagine gli hannno fatto perdere la grande popolarità post 11 settembre: bene, l’ultimo sondaggio del Washington Post dice che gli americani approvano al 71 per cento la guerra all’Iraq. Anche tutte le altre percentuali incontrano il favore degli americani sulla politica di Bush e contro l’atteggiamento delle Nazioni Unite. Tutti i dati sono in grande crescita rispetto alla settimana scorsa. Bush non è un pazzo isolato, fanatico rappresentante di chissà quale America rozza incolta come viene descritto dagli opinionisti italiani.

19 marzo


Cara Lucia Annunziata,

Riprendi Santoro e metti in panchina Floris, che ieri mi ha costretto a prendere le parti (che dio mi perdoni) di Giovanardi.
Non c’era soltanto quell’incredibile servizio, che avrebbe dovuto essere ironico (aggravante, perché non faceva ridere), nel quale si diceva che gli americani vanno in Iraq per massacrare la gente con la scusa di portare la democrazia. Era soltanto una porcheria. C’era anche un imbarazzante reportage da Baghdad. Imbarazzante per chi lo ha girato e montato. Allora, ammiro e invidio i giornalisti Rai che hanno deciso di rimanere lì nonostante quello che arriverà sopra le loro teste, e capisco che si può essere di parte, faziosi e con una opinione molto forte, ma un servizio come quello di ieri sera credo non si sia mai visto nella storia della televisione mondiale. Questo: una decina di bambini di 5 o 6 ani giocano a pallone, poi si fermano e cominciano a parlare tra di loro di calcio. "Chi è il calciatore più bravo?". "Totti, Del Piero, Vieri". "E’ qual è il campionato più bello?" "Quello italiano". E, sempre un bambino di sei anni a un altro: "Pensi che l’Italia ci farà la guerra?" No. "Chi ci vuole fare la guerra?" "L’America, la Gran Bretagna, Israele, Colombia, Australia". (La Colombia! Non lo sapevo nemmeno io).
Un altro bambino: "Speriamo che finisca l’occupazione dei territori palestinesi". "Sì, dice un altro seienne: "Israele deve lasciare i Territori". "Insciallah" "Vinceremo la guerra". Sei anni, addestrati a una ridicola recita di regime a uso televiisivo, e la televisione italiana ce li spaccia come reali e come piccoli abbonati a Limes.

19 marzo


Però Saddam è simpatico

Non sse ne va, ma ha fatto querelare gli Stati Uniti per la guerra del 1991. Ovviamente secondo la legge belga (potevano farsi mancare questa i coraggiosi belgi?)

19 marzo


Red. Corr.

18 marzo


Nuove frontiere pubblicitarie

E’ difficile descriverlo a parole ma vi assicuro che l’occhiello del titolo principale della prima pagina di oggi del Giornale è una pubblicità Omnitel. Una cosa mai vista.

18 marzo


E’ solo l’inizio

Un giornale molto di sinistra, The American Prospect, racconta onestamente e senza la propaganda tipica dei giornali italiani, il progetto dei neoconservative sul Medio Oriente. Solo alla fine, e dopo aver spiegato per bene, il giornalista di TAP fa capire di non essere d’accordo. Ovviamente non troverete balle sull’illegittimità della guerra, sulle manie imperialistiche e petrolifere della Casa Bianca. Né battute supponenti sulla stupidità o sulla fanacità religiosa o guerrafondaia di Bush. Insomma, un articolo perfetto.

18 marzo


Fidatevi di Tony e di Bill

Bill Clinton, con parole sue, spiega chiaramente perché è necessario disarmare Saddam: semplicemente perché "non lo ha fatto, se non quel minimo necessario a dividere le Nazioni Unite sull’uso della forza". L’ex presidente, che secondo alcuni blogger italiani (brodoprimordiale) sarebbe un pacifista, spiega anche qual è la minaccia irachena, e poi gli errori francesi e tedeschi (è per colpa loro che è fallita l’iniziativa di disarmare con la diplomazia) e la logica della risoluzione 1441.

18 marzo


1441

Votata all’unanimità.
1. Decide che l’Iraq è stato e rimane in violazione sostanziale dei suoi obblighi in base alle risoluzioni pertinenti, compresa la risoluzione 687 (1991)
2. Decide di offrire all’Iraq, mediante questa risoluzione, una ultima opportunità di adempiere ai suoi obblighi sul disarmo sulla base delle risoluzioni pertinenti del Consiglio; e di conseguenza decide di istituire un regime potenziato di ispezioni allo scopo di portare a compimento completo e verificato il processo di disarmo istituito dalla
risoluzione 687 (1991) e dalle successive risoluzioni del Consiglio;
3. Decide che, per iniziare ad adempiere ai suoi obblighi sul disarmo, oltre a presentare le dichiarazioni semestrali richieste, il Governo dell’Iraq deve fornire all’UNMOVIC, all’IAEA, e al Consiglio, non più tardi di 30 giorni da questa risoluzione, una dichiarazione accurata, piena e completa a oggi di tutti gli aspetti dei suoi programmi di sviluppo di armi chimiche, biologiche e nucleari eccetera
4. Decide che dichiarazioni false o omissioni nelle dichiarazioni presentate dall’Iraq ai sensi di questa risoluzione e l’inadempienza nei suoi confronti in qualunque momento da parte dell’Iraq nonché la sua non piena cooperazione nella sua attuazione costituiscono una ulteriore violazione sostanziale degli obblighi
13. Ricorda, in questo contesto, che il Consiglio ha avvertito ripetutamente l’Iraq che esso affronterà GRAVI CONSEGUENZE per effetto delle sue continue violazioni dei suoi obblighi.

In realtà la legittimità internazionale di un intervento è garantita anche dalla prima risoluzione, la 687, quella del cessate il fuoco nel 1991. Mai rispettata da Saddam, come dimostrano le 16 risoluzioni successive.

17 marzo


L’impero arrogante

Lunga analisi di Fareed Zakaria, direttore di Newsweek, sull’America di oggi e sulla debolezza europea. Non è benevola nei confronti di Bush, ma è onesta e molto interessante.

17 marzo


Contro la guerra alla Corea del Nord

New Republic, ottimo settimanale della sinistra non indeologica americana, spiega perché il caso coreano è diverso da quello iracheno.

17 marzo


Regime Change

In Liechtenstein un referendum dà poteri assoluti al sovrano. Ci sarà un effetto domino?

17 marzo


Apre il Blue Note (più un paio di consigli)

Qui il sito del locale; qui un altro articolo.

Il Foglio, 15 marzo


Autorecensione di Repubblica

Attraverso Menabò, su Raisat Album.
Qui Redazionalmente Corretto

Il Foglio, 15 marzo 2003


Il più grande scrittore vivente

Roth? Delillo? Franzen? Amis? Eggers? No, Richard Powers. Ma chi diavolo è?

14 marzo


E tu, in caso di guerra, per chi tifi? Saddam o America? 

I pacifisti (non) rispondono alla domanda che ha fatto Adriano Sofri con un articolo su Repubblica. Al Foglio fanno capire che tifano per Saddam.

13 marzo


Riflessione musicale

Per quale motivo le due più belle canzoni di San Remo degli ultimi anni, quella di Elisa e quella di Giuni Russo, cominciano entrambe come due canzoni qualsiasi di Peter Gabriel?

13 marzo


I candidati della sinistra americana e la guerra

Che cosa pensano e cosa farebbero i candidati democratici alla presidennza. Quelli che hanno una qualche chance stano con Bush e contro l’Onu.

13 marzo


War is war, reconstruction is reconstruction

L’ambasciatore francese a Washington dice che la Francia ha un dovere morale nel ricostruire l’Iraq. Anche quello russo sostiene che il suo paese vuole partecipare al Dopoguerra.

13 marzo


La Fallaci, ehm, non crede alla liberazione del Medio Oriente

Sul Wall Street Journal un lungo articolo di Orianissima. Racconta di quando quattordicenne combatté i nazisti e di quando, nel 1991, fece 4 prigiornieri iracheni. Dice che le guerre di liberazione sono giuste, come la Seconda Guerra Mondiale. Ma poi dice che questa non è una guerra di liberazione, che la libertà non è un regalo e che non si può imporre con le bombe. Dice che è, piuttosto, una guerra politica e profilattica.
Infine, pensate, si scusa con Tony Blair. Aveva dubitato di lui nel suoi libro. Ora gli dice: "La mia Toscana è la tua Toscana, casa mia è anche casa tua".

13 marzo


"E’ gravissimo", come dire: Giovanna Melandri

Di seguito la più dadaista dichiarazione Ansa del decennio:

(ANSA) – ROMA, 12 MAR – ”E’ gravissimo che, a oltre tre ore
da questo gravissimo fatto che turba e inquieta la comunita’
internazionale ed il difficile equilibrio di stabilita’ e di
pace nei Balcani e’ gravissimo che ne’ il presidente del
Consiglio ne’ il ministro degli Esteri non abbiano ancora detto
nulla sull’assassinio del Primo ministro serbo Zoran Djindjic, a
differenza di tantissimi altri capi di Stato e di governo”. Lo
afferma Giovanna Melandri (Ds), componente della commissione
Esteri della Camera.
”L’Italia – osserva Melandri – e’ un Paese che ha fatto
tantissimo per la ricerca della stabilita’ e della pace in
quella regione. Il silenzio del suo governo, a tre ore da questo
fatto gravissimo, e’ assordante”.

12 marzo


Attacco subito

Il Foglio si è scocciato. Anche Charles Krauthammer del Washington Post (fregatene dell’Onu). Thomas Friedman, il falco buono, pur spiegando alla sinistra che "alcune cose sono vere anche se le dice Bush", invita il presidente ad andare a Parigi e tentare un’ultimissima carta per convincere i francesi.

12 marzo


Il perfetto candidato democratico (secondo alcuni)

Una guerra giusta per le ragioni giuste.

12 marzo


Saddam ucciderà i suoi

Il Washington Times, giornale vicino al Pentagono, ripete la stessa accusa che Magdi Allam su Repubblica scrisse qualche settimana fa: Saddam bombarderà i suoi per far esplodere le opinioni pubbliche occidentali.

12 marzo


Riusciranno i nostri eroi a esportare la democrazia in Medio Oriente?

Seconda lunghissima puntata dell’articolo di due settimane fa (questo) sulla "Democrazia in Medio Oriente".
(Se qualcuno volesse stamparlo, è meglio cliccare qui).

11 marzo


"Wittgenstein non è un blog in senso stretto"

Feroce attacco di Massmiliano Parente sul Giornale al weblog di Luca Sofri. In realtà vorrebbe essere un elogio (Witt è citato una cinquantina di volte, e Sofri pure fotografato), ma oltre a ribaltare la storica accusa di Sofri al sito di Sabelli Fioretti, il comunque bell’articolo di Parente attribuisce a Luca un commento di Andrew Sullivan ("Luca Sofri, d’altra parte, è così orgoglioso del suo Wittgenstein che parla di una blogger revolution pari, addirittura, all’avvento della televisione"). Non solo, beffa delle beffe, il Giornale attribuisce a Sofri un lungo virgolettato di Camillo: "Pensateci un attimo, prima della Blogger Revolution per pubblicare qualcosa bisognava trovare un quotidiano, una rivista, un editore disponibile, ora invece, si va su internet, ci si iscrive gratuitamente, e dal momento successivo è possibile pubblicare qualsiasi cosa si abbia in mente". Che abbiano ragione quelli che dicono che Wittgenstein e Camillo sono la stessa persona?

11 marzo


Slate sulle strade di Barney

Già sentita. Un giornalista di Slate va a Montreal per ripercorrere il genio di Mordecai Richler. Si è fatto grandi abbuffate e dà correttamente conto del grande successo italiano.

Qui Il Foglio sulle strade di Barney:

  • Il Canada (e molto altro) di Mordecai Richler. Parte I. / Parte II.
  • In guerra contro il fottuto hambourgeois. Parte III
  • A Richler il trendy faceva schifo. Parte IV
  • In fondo bastano un Macallan e un pastrami. Parte V.

11 marzo


Ce la semo scordata

Per gli interessati alle prove: nella sua relazione all’Onu, Hans Blix ha nascosto una smoking gun, cioè il ritrovamento di un aereo che l’Iraq non aveva dichiarato. (I missili li aveva dichiarati, non aveva detto che erano modificati). Si immaginano già le reazioni: ma è solo un aereo, no?
Saddam nel frattempo fa queste dichiarazioni: "Sarà guerra all’ultimo bambino".

10 marzo


Oh happy day

Strepitosa, al solito, Peggy Noonan. Stavolta racconta la cattura di Osama Bin Laden. Più o meno succedera così.

10 marzo


Portiamoci avanti (scorrettezza) i migliori quattro dischi rock del primo trimestre 2003:

Nick Cave – Nocturama
Lou Reed – The Raven
Massive Attack – 100th window
(Non credete alle critiche, specie quelle dei blogger: il disco dei Massive Attack è un capolavoro del genere Kid A e Amnesiac, con una spruzzata del Peter Gabriel di un tempo, un po’ di Pink Floyd e molto Brian Eno. Non una gran novità, ma che bel disco!)
Tom McRae – Just Like Blood
I migliori quattro dischi jazz
Matthew Shipp – Equilibrium
Matthew Shipp – Antipop Consortium
John Taylor – Rosslyn
David Murray Latin Big Band – Now is another time
Miglior disco d’altro genere
Dino Saluzzi – Responsorium
Ry Cooder – Mambo Sinuendo
Migliori dischi che mi ero perso del 2002 e che ho sentito soltanto ora
Johnny Cash – The Man comes around
Guy Clark – The Dark

10 marzo


Chi l’ha detto?

"Che cosa succederebbe se Saddam non si adeguasse e se noi non agissimo, o se prendessimo ambigue terze vie che potrebbero ancora dargli altre opportunità di sviluppare il suo programma di armi di distruzione di massa? Be’, lui si convincerebbe che la comunità internazionle ha perso la propria determinazione. Saddam arriverebbe alla conclusione che può marciare dritto e fare ancora di più per ricostruire il suo arsenale di devastante distruzione. E un giorno, in qualche modo, ve lo garantisco lui userà questo arsenale".
L’odioso cowboy Bush? No, Bill Clinton, nel 1998.

10 marzo


Perché Israele usa l’esercito

Da gennaio 122 attacchi terroristici palestinesi tentati, solo due riusciti

7 marzo


Il Venerdì

Il magazine di Repubblica spiega a Sette quali sono i paesi democratici e quali no.(non online)

7 marzo


Saddam

Internazionale pubblica il ritratto del rais scritto da Mark Bowden per l’Atlantic Monthly e già pubblicato da Foglio il 25 maggio scorso: qui

7 marzo


Entro certi limiti

Redazionalmente Corretto.

7 marzo


Uomo/donna

6 marzo


I miserabili

Un forum tra scrittori francesi e scrittori americani tenutosi in questi giorni dà risultati inimmaginabili. I francesi non amano Philip Roth ma un paio di scrittori americani che gli americani stessi non hanno mai sentito nominare.

6 marzo


Sette democrazie del Medio Oriente

Il magazine del Corriere da un paio di settimane ha aperto, meritoriamente, il dibattito sulla democrazia in Medio Oriente. Ma ha fatto, come già notato dal Foglio, un po’ di casino su una cartina raffigurante i vari paesi della regione e il loro rapporto con la democrazia. Ora, per recuperare, Sette ha modificato la cartina e aggiunto un commento di Lanfranco Vaccari. Ebbene secondo Sette e Vaccari: in Sudan, Iran, Ciad, Niger, Yemen, Kuwait, Egitto c’è la democrazia. Sette democrazie.

6 marzo


Un trattato internazionale contro i kamikaze

Israele cerca il consenso internazionale per la messa al bando dei kamikaze. Tre i punti: favorire, incitare e assistere gli attacchi suicidi sarà un crimine internazionale; gli stati e le organizzazioni non potranno finanziare le famiglie dei kamikaze; le Nazioni Unite fonderanno una nuova organizzazione internazionale per aiutare a combattere il fenomeno. Come si fa a dire di no? commenta liberopensiero (nuovo blog).

5 marzo


Letto su Liberazione

"Non sappiamo cosa andassero a fare ad Arezzo Desdemona Lioce e Mario Galesi in un giorno in cui nella città toscana confluiscono migliaia di visitatori per la tradizionale fiera dell’antiquariato".

5 marzo


Celebrazioni staliniane

Cinquanta anni fa moriva il dittatore comunista. I giornali italiani oggi lo hanno ricordato. Buono l’inserto di Liberazione, ferocemente antistalinista. Marxista rococò, il ricordo di Repubblica. Nessuno si è ricordato che a luglio Martin Amis ha pubblicato un suo personale ritratto di Stalin, dei suoi crimini e dei suoi seguaci rococò che si fanno ancora un sacco di risate nonostante i 20 milioni di morti. Il libro è Koba the dread. Laughter and the twenty million.

5 marzo


Il boom del mattone iracheno

Sta per scoppiare la guerra e gli iracheni e i kuwaitiani investono nel mercato immobiliare (+ 20 per cento) di Baghdad e Bassora. Dopo sarà fantastico.

4 marzo


Il solito Robert Fisk

Il giornalista inglese che piace tanto a Internazionale spiega che Khalid Shaikh Mohammed non è stato arrestato. E se è stato arrestato vuol dire che non è il numero 3 di Al Qaida. E se è il numero 3 di Al Qaida, però non è l’ideatore delle Torri. E se invece è davvero l’ideatore, Fisk si porta a casa il pallone e non gioca più.

4 marzo


Hillary sta con Bush

4 marzo


I problemi della sinistra

Peggy Noonan, la più brava, ha scritto un lungo articolo su Wall Street Journal sui problemi della sinistra. Andrew Cuomo le aveva chiesto un suo punto di vista, una riflessione. Lei ha scritto. Se sostituite il "dear Andrew" iniziale con un dear Franciasco, o un dear Max, funziona perfettamente anche per noi. Il punto centrale è questo: "Siete diventati il partito degli snob. Siete diventati il partito degli americani che pensano di essere migliori degli altri americani". Infine: "A proposito, riprendete a fumare".

4 marzo


E’ impossibile esportare la democrazia?

Il New York Times spiega come i curdi iracheni, a pochi chilometri da Baghdad e grazie alla protezione angloamericana, abbiano già costruito un sorprendente stato libero e democratico.

4 marzo


Scoop del Times

Un giornalista del Times di Londra è riuscito a intervistare una Guardia Repubblicana di Saddam, scappata 13 giorni fa. ora è in Kurdistan. L’iracheno racconta che i suoi ex colleghi lotteranno fino alla morte, che l’Iraq ha molte armi che verranno usate per uccidere molti israeliani, e che i laboratori di armi chimiche sono mobili "gli ispettori non li troveranno mai".

4 marzo


Dopo Saddam

Da Time.
Secondo il magazine del New York Times esportare la democrazia a Baghdad è una bella idea, ma molto difficile da realizzare, quasi un sogno.

4 marzo


Non c’è solo Saddam

Sono una cinquantina quelli da rimuovere.
Dal Wall Street Journal

4 marzo


Smettetela di paragonare Saddam a Hitler

Saddam è spiccicato Stalin, secondo il Financial Times.

4 marzo


Storia dell’antiamericanismo

Secondo il New Yorker.

4 marzo


Lurìd su Edgarallanpò

4 marzo


Blue Note a Milano

4 marzo


Redazionalmente Corretto

4 marzo


Nelle mani di Blair

Robert Kagan, il primo a dire che America ed Europa non si parlano più, confida in Tony Blair per salvare capra e cavoli

3 marzo


Falso (forse) lo scoop dell’Observer

L’Observer, ripreso poi da tutti i giornali, ha riportato la notizia che gli Stati Uniti spiavano le delegazioni Onu degli altri paesi. Secondo Stratfor è una bufala, e spiega perché. Domani sul Foglio

3 marzo


E’ nato Capperi

Tre lettori e assidui corrispondenti del Foglio (Giulio Meotti, Luigi Castaldi, Carduccio Parizzi) aprono un loro weblog.Molti auguri.

3 marzo


Redazionalmente Corretto

1 marzo

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