Camillo di Christian RoccaRedazionalmente Corretto del 15 marzo 2003

La prima pagina di Repubblica
(Rep.) di ieri, 14 marzo, Giorno IV della Nuova Era Forte e Mielista,
si apriva con la "strage per nebbia in autostrada".
Il titolo principale è sull’Onu: "Bush non ha ancora
i voti". Le altre due grandi notizie di prima pagina sono
la morte di Roberto Murolo, e "Lucia Annunziata presidente
Rai al posto di Mieli". Lucia Annunziata è una brava
giornalista di sinistra, ex inviata di Rep. Dalemiana. E in quanto
dalemiana è odiata da Curzioglia Maltese. Ecco il suo
truce commento: "E’ una perfetta manovra di regime".
Non si sa ancora se Biagi e Santoro torneranno in Rai, ma dalla
sparata di Curzioglia si intuisce che l’Annunziata, via D’Alema,
non farà più un contratto Rai a Maltese. Il quale
resterà per sempre "l’ex autore della Rai di Baldassarre".
L’articolo bossiano di Maltese (ex autore della Rai di Baldassarre)
è di rara volgarità: "Ora non sarebbe generoso
definire il nuovo presidente uno spaventapasseri di sinistra
Ma se segnerà la conferma di Saccà e il rinvio
della questioni Biagi e Santoro alle calende greche, come pare,
allora sarà davvero una Rai di spaventapasseri".
Complimenti a Curzioglia (ex autore della Rai di Baldassarre).
Il quale continua, sempre a proposito di Lucia Annunziata: "Di
sicuro si tratta di una scelta debole che abbassa il tanto celebrato
alto profilo del nuovo vertice di viale Mazzini". L’ex autore
della Rai di Baldassarre, che già s’è visto superare
da Daniela Hamaui alla direzione dell’Espresso, continua: "Diciamo
la verità: Lucia Annunziata presidente della Rai è
un po’ come Scarnecchia capitano del Resto del Mondo", oppure
come l’ex autore della Rai di Baldassarre direttore del Resto
del Carlino. Per finire con l’ex autore della Rai di Baldassarre,
il suo articolo sostiene che la scelta di Annunziata faccia il
gioco di Mediaset, e lo prova il fatto che "il titolo di
Mediaset ieri è salito alle stelle". La balla dell’ex
autore della Rai di Baldassarre è grossolana: la notizia
successiva alle sette di sera, a Borsa chiusa da quasi due ore.

In prima pagina c’è l’inizio di un lungo colloquio tra
Umberto Galimberti e Gabriele Salvatores sul film del regista
milanese. Galimberti comincia (e per quanto ci riguarda finisce)
così: "Gabriele devi sapere che l’ultimo film che
ho visto seriamente e di mia volontà è stato La
Dolce Vita".
La crisi irachena è coperta abbastanza bene. Con due buoni
articoli da Baghdad di Renato Caprile. Peccato che gli uomini
del desk abbiano titolato uno dei due come se l’editore di riferimento
fosse il partito Baath: "Saddam consegna il dossier antrace".
Bella novità, se fosse vera. I titolisti sono convinti:
"All’Onu le prove della distruzione". E’ così?
Neanche per idea. E basta leggere l’articolo: "Il rapporto
sul micidiale gas nervino Vx è già pronto".
Quindi è pronto, ma non è stato "consegnato"
come dice trionfalmente il titolo. Anzi. Pare che "oggi
potrebbe essere sul tavolo delle Nazioni Unite". "Potrebbe",
però. Non solo: quello che forse oggi "potrebbe"
essere sul tavolo dell’Onu è il rapporto sul gas nervino,
non quello sull’antrace che secondo il titolo è stato
già consegnato. Per quello sull’antrace, si legge nell’articolo,
ci vogliono ancora "un paio di giorni". Il titolo,
ricorderete, diceva che "all’Onu" ci sono "le
prove della distruzione". Non è vero, come racconta
l’inviato di Rep.: "Difficile attendersi grosse sorprese".
Non si capisce per quale motivo mandino dei giornalisti al fronte
se poi i titoli li fanno a tavolino in redazione.
Barbara Jerkov indaga su un buco preso il giorno precedente da
Rep. La Jerkov, una delle più corrette giornaliste di
Rep., svia e scrive di una generica "possibilità
che gli Stati Uniti possano chiedere al nostro paese un intervento
militare diretto, come ha cominciato a dire e a scrivere più
d’un osservatore nelle ultime ore". Per la precisione, lo
hanno "cominciato a scrivere" giovedì (non "nelle
ultime ore") sulla loro prima pagina la Stampa e il Corriere
della Sera. Ogni tanto ammettere che gli altri sono stati più
bravi sarebbe anche carino. Red. Corr., per esempio, si impegna
a non far pesare il fatto che Rep. e Venerdì hanno scoperto
con quattro mesi di ritardo il libro di Kenneth Pollack. Meglio
non infierire. Certo, è difficile. Specie se si legge
un altro editoriale dell’ex autore della Rai di Baldassarre,
secondo il quale il Cav. ha "distrutto" la Milano dei
tempi del "Cerutti Gino di Porta Romana". Eppure il
Cav. deve essere proprio un genio se ha distrutto "il Giambellino"
di Cerutti Gino così tanto che ora a Curzioglia pare uguale
a Porta Romana.
(continua)

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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