Camillo di Christian RoccaRedazionalmente Corretto del 25 marzo 2003

La
prima pagina di Repubblica (Rep.) di ieri, 24 marzo, Giorno V
della Nuova Era Forte & Andreottiana, si apriva con "i
prigionieri di Saddam – La tv irachena mostra i marines morti
e gli ostaggi". Rep. pubblica le fotografie dei militari
catturati, una è quella di Shawna, la soldatessa nera
del Texas. Il giorno precedente la cattura, domenica, Rep. aveva
pubblicato, a pagina 14, una foto di una soldatessa americana
di colore. Quasi certamente era Shawna.
Gli articoli di prima pagina sono tre. Uno è di Vittorio-Gatto-Copione-Zucconi
(Zuccopycat) sulla rabbia e lo choc che in America quelle immagini,
peraltro non viste, hanno provocato. Il tono dell’articolo di
Zuccopycat è tragico, da disfatta. Come se avessimo già
perso la guerra. Come se avessimo perso noi. Red. Corr. usa la
prima persona plurale perché, a differenza dell’umoralista
Michele Serra, che è per il pareggio, qui si tifa per
la vittoria in trasferta e poi tutti a festeggiare con una Coca
Cola ghiacciata. Serra, il catenacciaro della geopolitica, ci
aveva definito cocacolisti. Tra l’altro, svela Gabriele Romagnoli
dal Cairo, anche il numero 4 del regime di Saddam, il ministro
degli Esteri Naji Sabri, è un cocacolista, sia pure tendenza
light: avvistato in un ristorante egiziano, Sabri "sorseggiava
Diet Coke" e seguiva le movenze di cameriere e cuochi che
ballavano "al ritmo di Asereje".
Romagnoli ha scritto anche un commento in prima pagina sul "volto
della guerra": quelle "immagini fanno schifo",
sono "girate da vigliacchi con l’aiuto di altri vigliacchi
che mettono in posa i morti, gli tirano su la maglietta, gli
svuotano le tasche e ne ridono". Continua Romagnoli: "E’
vergognoso per i morti, umiliante per chi viene catturato, è
contrario alla Convenzione di Ginevra. Ma la Convenzione di Ginevra,
scusate tanto, sembra un vecchio paravento sfondato, qualcosa
come il Consiglio di Sicurezza Onu, o i manuali di educazione
civica che insegnavano il principio di autodeterminazione dei
popoli e l’inviolabilità della sovranità territoriale".
I republicones sono fatti così, anche quando hanno ragione,
devono sempre fare propaganda.
Sul tema è intervenuto Magdi Rummy Allam, ed essendo decisamente
più egiziano di Romagnoli, spiega alcune cose. I morti
visti in tv sono stati giustiziati: "I volti sfigurati,
la fronte dilaniata dal colpo di grazia appena sparato".
Queste parole sono scritte alla seconda riga, ma Rep. non se
ne è accorta o non ha reputato l’esecuzione meritevole
di menzione nei titoli.
Rummy Allam è ancora più duro del vero Rumsfeld.
Leggete qui cosa scrive su al-Jazeera: "La nota televisione
del Qatar sta finendo per fare da spalla alla causa di Saddam,
così come capitò già con i Taliban e Osama
bin Laden". Rep. se ne è accorta?
Rummy Allam dà un’altra notizia: la caccia al soldato
Usa nel fiume Tigri era propaganda: "La notizia è
risultata infondata e non si esclude che sia stata diffusa ad
arte dal regime per saggiare e incentivare la voglia di vendetta
della popolazione".
Bob Woodward, gran giornalista del Washington Post, racconta
"la vera storia dei piani d’attacco". Sono stati affrettati,
la guerra è iniziata con 48 ore di anticipo. La Cia, scrive
Woodward, ha segnalato alla Casa Bianca di aver localizzato Saddam,
così si è deciso di intervenire prima del previsto.
Red. Corr. chiude con l’inserto D, uscito sabato. Dopo un lungo
corteggiamento, il direttore del femminile di Rep. è riuscito
a convincere "la primafirma" di Rep, Concita De Gregorio
(Conc.), a scrivere per il suo giornale. Lei ha detto di sì,
e le è stata affidata una rubrica dal titolo "Invece,
Concita". Ma le donne del desk le hanno storpiato per due
volte il nome, scrivendo Conchita con l’acca. Conc. è
furiosa, anche perché uno scherzetto così ad Anais
Ginori non l’hanno mai fatto. (continua)

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