Camillo di Christian RoccaNon solo Melandri, anche Fassino la spara grossa sul Kosovo

Promemoria per Piero Fassino. Il segretario dei Democratici di sinistra ed ex ministro che di cose balcaniche risulta essersi abbastanza occupato, mercoledì sera, durante una puntata di Otto e mezzo, ne ha sparata una molto grossa: secondo lui in Kosovo e in Bosnia non c’è l’Onu, ma soltanto la Nato e ora anche l’Unione Europea. Fassino lo ha detto con risolutezza, in replica a un intervento di Mauro Suttora, il quale accusava le Nazioni Unite di inefficienza gestionale e politica, specie in Kosovo. Fassino lo ha zittito, in Kosovo l’Onu non c’è, ha detto. Invece c’è. L’autorizzazione Onu a bombardare Belgrado, quella non c’era. Il dopoguerra, invece, è stato affidato alle Nazioni Unite. Il governo provvisorio del paese è guidato dall’Onu, la cui missione si chiama Unmik (United Nation Mission in Kosovo). L’Unmik è nato il 10 giugno 1999 (Fassino, ai tempi, era al governo), con la risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza.
Il governatore delle Nazioni Unite in Kosovo è stato il francese Bernard Kouchner fino al gennaio del 2001, poi sostituito dal danese Hans Haekkerup fino al dicembre dello stesso anno. Ora il capo missione è il tedesco Michael Steiner, il quale ha anche un vice italiano: Francesco Bastagli. E’ strano che Fassino non lo sappia, anche perché il governo di cui faceva parte, il governo D’Alema, cercò di ottenere la nomina di Emma Bonino alla guida dell’amministrazione provvisoria. Non ci riuscì, ovviamente. L’asse franco-tedesco trattò i D’Alema boys come dei piccoli Schifani. Ma a Fassino non risulta o forse s’è confuso, come quella volta che sulla Cirami votò con il Cav, o quell’altra che in un fuori onda tv si fece beccare mentre teorizzava l’elezione preventiva di Sali Berisha a Tirana. Anche sulla Bosnia, Fassino ha fatto una gaffe clamorosa a Otto e mezzo: ha detto che l’Onu non c’è, ma s’è dimenticato di aggiungere che c’è stata fino al primo gennaio 2003.
Sui Balcani gli ex ministri diessini zoppicano, e qui non si vuol far polemica su Telekom Serbia. Ma la topica fassiniana fa il paio con l’imbarazzante performance televisiva di Giovanna Melandri, a Ballarò. L’ex ministra sostenne, al cospetto di un imbarazzato Gianni De Michelis, che il governo D’Alema fece la guerra in Kosovo nonostante mancasse di autorizzazione Onu, perché "pochi giorni prima" c’era stata la strage di Srebenica. La collega di Fassino ha sbagliato di un filino: i 7 mila morti di Srebenica, dove peraltro c’era l’Onu (sai mai che Fassino poi dica che non c’era), risalgono a quattro anni prima dell’intervento in Kosovo e, particolare da niente, Srebenica si trova in Bosnia, cioè in un altro Stato rispetto sia al Kosovo sia alla Serbia.

Promemoria per Fassino e Melandri. L’amministrazione del Kosovo si basa su quattro pilastri. I primi due sono gestiti dall’Onu (sicurezza, giustizia e amministrazione civile), l’Ue si occupa della riforma economica e l’Osce del processo di democratizzazione. Il risultato è un mezzo disastro, una specie di manuale di come non procedere alla ricostruzione dell’Iraq. Secondo i più critici, il primo problema sta proprio nel fatto che l’amministrazione sia stata affidata a un organo (l’Onu) che non ha autorizzato l’intervento militare. Molta gente, ha scritto Stephen Schwartz sul Weekly Standard, non ha idea di che cosa sia l’Onu, pensa che siano le nazioni del mondo unite. Non è così, l’Onu è un’impresa con sede a New York, che impiega in varie parti del mondo persone di diverse nazionalità. Il tipo di funzionario prevalente ha un forte pregiudizio nei confronti delle privatizzazioni e una predilezione per il socialismo economico.
Il Kosovo liberato vive un presente di libertà e una speranza di benessere futuro, ma i quattro anni di amministrazione Onu sembrano aver rallentato il processo. I kosovari chiamano l’Onu "la mafia umanitaria" e scherzano finanche sul nome scelto: Unmik è pericolosamente vicino alla pronuncia di "anmik", che in albanese vuol dire "nemico". A Pristina, insomma, l’Onu c’è ma sarebbe meglio che non ci fosse. Forse Fassino ha ragione. Se lo ricordi per l’Iraq.