Camillo di Christian RoccaPiani sbagliati, vittime civili, resistenza nemica e i liberati non insorgono: il D-Day

E’ evidente come il generale texano Dwight D. Eisenhower abbia sottovalutato il nemico. Ha sbagliato i piani. Il build up militare con gli alleati inglesi è durato sei mesi, durante i quali sono state concentrate forze di fanteria, navali e aeree per colpire il nemico di sorpresa. Ci avevano detto che sarebbe stata un’operazione nuova, con armi tecnologicamente avanzatissime. Eppure il primo lancio dei D-D Tanks del 741esimo battaglione corazzato, i carri da sbarco anfibio, è stato un disastro clamoroso. Una volta in mare, ventisette cosiddetti veicoli intelligenti sono affondati miseramente, con dentro i soldati alleati.
L’approssimazione dei generali alleati ha portato a un repentino cambiamento dei piani d’attacco. Le operazioni sono state sospese per un giorno, nonostante fossero già iniziati i bombardamenti sulle linee nemiche. Lo sbarco dei reggimenti della Prima e della 29esima divisione della fanteria americana e dei Ranger britannici è stato molto più difficile del previsto. La prima ondata di forze angloamericane è sbarcata alle 6 e mezzo del 6 giugno 1944. Una volta a terra le forze alleate hanno scoperto che i bombardamenti aerei e navali non avevano per niente scioccato la difesa tedesca né sgomentato la resistenza nazista. E questo perché la maggior parte dei bombardamenti alleati aveva fallito i bersagli.
A metà mattinata, le condizioni degli alleati a Omaha Beach erano così disastrose che il generale americano, Omar Bradley, ha considerato l’ipotesi di ritirare le truppe, per farle sbarcare da qualche altra parte. L’operazione sembrava fallita, tanto che alcuni sergenti sul campo hanno urlato agli uomini di scappare in fretta, ché sulla spiaggia sarebbero rimasti soltanto i morti e quelli che volevano morire.
Alla fine del primo giorno Omaha non è stata conquistata, solo quattro giorni dopo gli alleati hanno consolidato le posizioni sulla costa. Ma Caen non è caduta. Gli inglesi hanno lanciato il primo assalto alla città cinque giorni dopo lo sbarco, ma sono stati respinti in combattimenti durati 48 ore. Gli alleati si sono fermati. Che umiliazione! Un secondo tentativo britannico di isolare Caen è stato fermato, nei giorni fra il 13 e il 17 giugno. I francesi non si sono affatto ribellati. Eppure le teste d’uovo di Washington avrebbero dovuto prevederlo, no? Il bilancio è di migliaia di civili morti, antichi villaggi distrutti e nessun segno di rivolta ebraica ad Auschwitz.
Anche il terzo tentativo di prendere Caen è fallito, tra il 18 e il 20 giugno. La guerra sta andando male, sul terreno sono rimasti 400 mila uomini, e i nazisti non hanno ancora usato la famigerata "arma segreta" che tanto preoccupava gli alleati. Si fossero preoccupati di preparare un piano credibile, sarebbero già a Parigi invece che impantanati in Normandia (fino al 12 agosto). A Berlino, tra l’altro, i tedeschi stanno ancora con il Führer, mentre Parigi non è affatto insorta alla notizia dello sbarco alleato. E c’è già chi dice di stare né con Ike né con Pétain.
Cronaca dello sbarco in Normandia, 6 giugno 1944/12 agosto 1944 se l’avessero raccontata oggi i giornali italiani.

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