Camillo di Christian RoccaTalking Gun

La guerra non è finita, ma la catastrofe non c’è stata. Forse non c’è stata neanche una guerra tradizionale, come ha spiegato ieri John Keegan. Saddam si è difeso sì e no, i militari hanno smesso le divise appena ne hanno avuto la possibilità, i paramilitari hanno fatto del killeraggio. Il grande sconfitto, oltre a Saddam, è il movimento pacifista che ha sbagliato tutte le previsioni della vigilia, comprese le analisi a conflitto iniziato. Iraqi Freedom fin qui è una delle campagne più veloci della storia, altro che Vietnam nel deserto. La popolazione ha accolto con smarrimento e poi in molti casi con giubilo gli invasori. "E’ grande, è grande. I fedayn se ne sono andati. E’ fantastico", diceva ieri al Guardian uno dei tanti abitanti di Bassora che finalmente si sente libero. "Ci hanno chiesto quando ce ne saremmo andati, e quando siamo stati noi a chiedere il loro parere ci hanno risposto: restate almeno due anni", ha detto al Guardian un maggiore inglese. Il Boston Globe ha raccontato l’entusiasmo degli oppositori dopo dieci anni di torture nelle carceri del dittatore: "Sono libero grazie alla coalizione". Ci sono mille iracheni arruolati nell’esercito americano, mentre altri diecimila curdi-iracheni combattono, fianco a fianco con gli americani, al Nord. E’ stato scoperto un campo di addestramento di terroristi; è stato distrutto l’enclave di Ansar al Islam, tele-governato dalla rete di bin Laden; nei palazzi presidenziali sono state trovate scorte di latte in polvere e decine di tonnellate di medicine e cibo mai distribuite; sono in corso accertamenti e ricerche su scampoli sospetti di armi di distruzione di massa, gas e missili caricati con testate chimiche. Improvvisamente queste cose non interessano più i nostri ispettori della chiacchiera, i nostri talking gun (il pistola che parla).
Succede sempre così. Durante Desert Storm c’era chi aveva previsto 3 milioni di vittime civili, ma sono state mille volte di meno. Per l’Afghanistan, Noam Chomsky aveva pronosticato 3/4 milioni di vittime, e sono state tra 500 e 1.200. Per l’Onu, Iraqi Freedom avrebbe massacrato mezzo milione di civili, mentre secondo Baghdad a oggi sono meno di mille. Troppi. O pochi, se si considerano i 200 mila morti prodotti dagli ultimi 12 anni di regno saddamita.

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