Camillo di Christian RoccaSOCIALDEMOCRATICI, PRATICAMENTE NEOCON – Il documento dei Social Democrats americani

(Qui il convegno e la storia dei Social Democrats)

Oggi l’America è ricca e potente. Il nostro settore economico e finanziario ha sorpreso gli scettici sfruttando con decisione la globalizzazione del commercio e le nuove tecnologie. Il nostro esercito ha rovesciato dittature brutali in paesi lontani con perdite minime per le nostre truppe o per la popolazione civile. I vecchi problemi restano, mentre la trasformazione della nostra economia e un potere globale senza precedenti ne stanno creando di nuovi. Ma questo è senz’altro un momento di grandi speranze.
Tuttavia, le straordinarie prospettive che questo momento storico offre al nostro popolo e al mondo intero non si realizzeranno se non riusciremo a risolvere una debolezza cronica della nostra vita politica: l’America non ha una sinistra sana e pro-democratica in grado di svolgere il suo necessario e appropriato ruolo. Ciò significa che non c’è un contrappeso efficace e costruttivo ai fiorenti poteri del denaro nella nostra società, benché vi siano molte questioni che non possono essere risolte per mezzo del mercato economico. Pertanto, le nostre classi medie e gli strati più poveri spesso sono privi di una rappresentanza che li tuteli, lasciando tutte le decisioni agli strati ricchi e istruiti dei nostri partiti politici. Il che vuol dire che il potere globale dell’America non è sostenuto da un consenso duraturo su molte questioni fondamentali, come il nostro impegno per la democrazia e i diritti umani.
Noi crediamo che un’organizzazione fondata sugli elettori e sui valori e gli ideali che hanno dato forma al movimento socialdemocratico in America possa dare un importante contributo per la nostra vita civile in patria e per un mondo democratico e sicuro. Secondo noi, la socialdemocrazia non è un avversario del capitalismo che cerchi, per quanto gradualmente, di metterlo fuori campo. La socialdemocrazia può affiancare e persino rafforzare il capitalismo contribuendo a mantenere la struttura di regole e doveri che incoraggiano il mercato a operare con efficienza, vigore, giustizia, legittimità e con la massima partecipazione possibile dei nostri cittadini. L’esperienza dimostra che, a dispetto delle ideologie del laissez-faire e delle lugubri previsioni dei marxisti, un’economia capitalista affiancata da un sano sistema sociale e regolamentativo di ispirazione socialdemocratica assicura una maggiore prosperità sia per i ricchi sia per i poveri. La costruzione di un movimento efficace come quello che abbiamo in mente richiederà gli sforzi di un’intera generazione. Noi proponiamo la costituzione di una sinistra autenticamente nuova e democratica, qualcosa di molto diverso dall’infelice riproposizione di tradizioni screditate che avvenne negli anni 60. Il nostro progetto richiede uno spirito positivo, e deve fondarsi su un’ampia serie di idee ed esperienze. Questo documento non è un manifesto, ma solo un punto di partenza. Accoglieremo di buon grado altri contributi alla discussione.
L’esperienza politica degli Stati Uniti nelle ultime due generazioni dimostra che piccoli gruppi con idee convincenti possono avere un’influenza profonda, persino in un paese grande e complicato come il nostro. Alla fine degli anni 50 un piccolo circolo di intellettuali e attivisti conservatori lanciò ciò che fu definita la Nuova Destra. I repubblicani delle alte sfere rimasero scioccati quando questo movimento ottenne la candidatura del partito repubblicano per Barry Goldwater nel 1964.
In quella sua prima uscita, la Nuova Destra subì quella che sembrò una sconfitta umiliante. Ma in realtà i tempi stavano cambiando. Agli inizi degli anni 60 un altro piccolo gruppo, questa volta a sinistra, conquistò la fiducia di molti giovani disillusi. La Nuova Destra e la Nuova Sinistra si alimentarono a vicenda, e alla fine riuscirono a stabilire una sorta di condominio che modella ancora oggi una gran parte della nostra politica e della nostra cultura. Opinioni e atteggiamenti elaborati dalla Nuova Destra sono diventati parte integrante del partito repubblicano. I membri della Nuova Sinistra hanno profondamente influenzato il liberalismo americano. E, naturalmente, la nostra piccola organizzazione ha avuto un impatto significativo sul movimento sindacale, sui diritti civili e sull’orientamento della politica estera. []

1. Verso un movimento sindacale più forte
Riteniamo che un sindacato del commercio bene organizzato abbia un’importanza immensa per una società democratica. Il declino del sindacato organizzato in America non ha conseguenze negative solo per i suoi membri; tutti noi siamo avvantaggiati quando un gran numero di cittadini gode di un buono standard di vita e di sicurezza, e ha voce in capitolo negli affari economici e politici. [] Ben pochi dei diritti e dei benefici che oggi gli americani danno per scontati [] sarebbero stati ottenuti senza il sostegno dei sindacati. [] Il movimento sindacale è di gran lunga l’istituzione più importante che abbiamo per impegnare i cittadini con medi o bassi redditi nella nostra vita pubblica. []

2. Rafforzare l’impegno americano per l’esportazione all’estero della democrazia
I socialdemocratici americani sono assolutamente convinti che gli Stati Uniti siano una forza del bene nel mondo (un’idea espressa in modo molto persuasivo dal primo ministro inglese, il socialdemocratico Tony Blair). Ma i nostri cittadini e il nostro governo hanno entrambi bisogno di un costante incoraggiamento se vogliamo che la nostra influenza morale e il nostro potere diplomatico e militare siano usati con efficacia per assistere chi, in altri paesi, condivide il nostro impegno per la democrazia e i diritti umani. Alcuni conservatori considerano un impegno di questo genere una cosa da sentimentali, o come un salasso alle capacità della nostra nazione. Parecchi esponenti liberal o di sinistra bollano gli sforzi americani in favore dell’esportazione all’estero della democrazia come un falso mascheramento per il dominio economico e militare, dando vita a un antiamericanismo che non tiene minimo conto del bene che così spesso consegue a tale impegno, persino sotto amministrazioni repubblicane.
Lo stridente antiamericanismo e la magnanimità nei confronti delle dittature dei paesi del terzo mondo da parte di chi proclama di parlare in nome della sinistra stanno ancora una volta alimentando l’impressione che alla sinistra non importi nulla della libertà. Come nel caso dei conflitti con il comunismo combattuti dalle generazioni passate della sinistra democratica, i socialdemocratici non devono semplicemente prendere le distanze dalla falsa sinistra, ma devono anche mettersi in prima linea per smascherarla e combatterla attivamente. []
Molti oppositori all’intervento militare in Iraq, benché secondo noi siano in errore, sono persone di buona volontà e di giudizio. Ma non tutti. Sta prendendo forma una nuova rete globale che comprende estremisti islamici, resti del vecchio sistema comunista e loro amici, agenti di Stati canaglia, vari gruppi di liberazione del terzo mondo e un numero eterogeneo di altri dissidenti e malcontenti antidemocratici. I presupposti comuni di questa improbabile alleanza sono l’antiamericanismo, l’opposizione a Israele e l’ostilità per il sistema economico globale, che viene descritto nei termini più foschi. Questo nuovo movimento ha avuto il suo battesimo nelle dimostrazioni contro la Banca mondiale, il Fondo monetario internazionale e l’Organizzazione mondiale del commercio a Seattle, Praga e Washington. E’ poi riapparso in forma leggermente diversa, nel movimento di protesta verso le azioni militari angloamericane contro Saddam Hussein e i talebani.
Questa nuova corrente nella politica internazionale non fa della democrazia e dei diritti umani dei principi intoccabili; al contrario, riunisce nelle sue fila molti che hanno alle proprie spalle gravi macchie. Ma affronta questioni che toccano in profondità i sindacalisti e i loro alleati politici in America come all’estero, che si dibattono frustrati in cerca di modi per contrastare tendenze nel commercio, nella finanza e nella tecnologia che hanno messo in pericolo risultati ottenuti con grande fatica. In assenza di migliori alternative, molte persone che non si sarebbero allineate a questa nuova corrente vi vengono attratte. L’impatto che ha avuto è apparso chiaro nelle dimostrazioni europee contro gli Stati Uniti durante la guerra in Iraq, e si è riflesso nella diplomazia e nei dibattiti parlamentari di alcuni nostri importanti alleati. Nonostante un’ondata di patriottismo da tempo di guerra, rappresenta una forza significativa anche qui negli Stati Uniti.
Tutto ciò dimostra il bisogno che abbiamo di voci autorevoli dal mondo dei sindacati e della sinistra democratica, che parlino con chiarezza di democrazia e contro le idee sbagliate e demagogiche che circolano sull’America e i suoi alleati. La socialdemocrazia è una tradizione di carattere internazionalista, con diritto di ammissione per i sindacati e le comunità politiche straniere che sono esposte alle tentazioni della falsa sinistra e alle distorte valutazioni sull’America. Discreditare queste menzogne e sfidare chi le promuove sarà una nostra missione.
Possiamo farlo perché abbiamo una visione alternativa: la cooperazione internazionale basata sui valori democratici, che accetta il mercato capitalistico ma combatte per rafforzare le istituzioni in grado di renderlo più responsabile, aperto e umano.
All’internazionalismo antiamericano, anticapitalista e spesso antidemocratico della falsa sinistra noi contrapponiamo una comunità di democrazie che possa svolgere un’azione concreta (compreso l’uso della forza) contro governi fuorilegge, fornendo assistenza a chi cerca di spingere la propria società su un cammino democratico. Presentiamo le nostre idee anche come una sfida a quei conservatori americani i quali erroneamente ritengono che gli Stati Uniti debbano andare avanti da soli in un mondo pericoloso e sempre più complesso. [] La globalizzazione del commercio non è qualcosa che si possa fermare, né deve esserlo, perché porta con sé grandi vantaggi per i lavoratori. Ma l’economia globale deve essere ricompresa in un contratto sociale che protegga il diritto alla proprietà e quello al lavoro, e impedisca lo sfruttamento dei lavoratori. []
Negli affari internazionali i nostri sforzi si concentreranno sui seguenti temi: Spingere l’Amministrazione Bush a dedicare il tempo e le risorse necessarie per aiutare gli iracheni a sviluppare una società civile e istituzioni di governo che facciano del loro paese un esempio di democrazia per gli altri popoli del Medio Oriente. [] Cooperare con altri gruppi progressisti per dare un sostegno concreto a una politica di vigoroso impegno internazionale a favore della democrazia in tutto il mondo. [] Impegnarsi per eliminare l’antiamericanismo e costruire alleanze che possano far progredire la democrazia, i diritti dei lavoratori e quelli umani. Cerchiamo in particolare la collaborazione di coloro che, nel mondo islamico, condividono i nostri valori. Intendiamo lavorare con chi, in Europa, riconosce le sfide che ci stanno di fronte nel Medio Oriente e in Cina. Faremo pressioni sul governo degli Stati Uniti affinché faccia apertamente sforzi diplomatici intesi a costruire reti di sostegno alla democrazia tra i leader politici e gli intellettuali.

3. La Democrazia sociale in America: prospettive di ampio raggio
Il sostegno al movimento sindacale in patria e all’assistenza degli Stati Uniti alla democrazia all’estero sono oggi due ambiti in cui i socialdemocratici americani concentrano la loro attenzione. Se questa combinazione sembra in qualche modo innaturale, rispondiamo che sono le lenti della nostra cultura politica a essere offuscate: le due cose in realtà si accordano perfettamente. Per molti di noi, la socialdemocrazia è molto più di questo. E’ una prospettiva che comprende parecchi aspetti della vita. La nostra comunità è stata per lungo tempo un forum per dibattiti su un’ampia serie di questioni, e ha offerto un terreno di apprendimento informale ma rigoroso per generazioni di giovani. E’ un ruolo che intendiamo mantenere. La vita politica può essere qualcosa di più delle liste compilate da esperti di indagini-campione e da consiglieri per le campagne elettorali o delle sterili polemiche dei sostenitori più fedeli. Può rappresentare un viaggio ricco e fruttuoso attraverso la condizione umana. Molto dipende, come disse Ignazio Silone, dalla "scelta dei compagni".
Sentiamo che la vita politica americana potrebbe essere a un punto di svolta, e che molte avventure sono di fronte a noi. La tradizione socialdemocratica ha molti contributi da offrire. Sottolineiamo l’importanza delle preoccupazioni economiche e sociali espresse da molte persone con redditi medi e bassi, e siamo stanchi delle guerre politiche e culturali che scatenano così tante divisioni. Consideriamo il governo uno strumento, in sé né buono né cattivo. Questioni fondamentali di politica interna devono essere risolte per mezzo di dibattiti seri e autorevoli, e non con stanziamenti di fondi ottenuti con intrighi o con sconsiderati tagli alle tasse. Siamo convinti, come ci ha insegnato Sidney Hook, che la libertà individuale e la comunità umana non siano necessariamente in conflitto, ma che si possano arricchire reciprocamente. Possiamo essere critici nei confronti del nostro paese e della nostra società, ma anche feroci nel difenderlo da attacchi ingiustificati. []

 

Questo documento è stato preparato nel mese di maggio 2003 da una sottocommissione del National Committee of Social Democrats, Usa, per essere usato nelle discussioni sull’approvazione di risoluzioni e per un programma d’azione in vista di un incontro che si terrà alla fine dell’autunno o nell’inverno 2003. Il documento non rappresenta una dichiarazione ufficiale da parte dell’organizzazione.

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