Camillo di Christian Rocca100 giorni a Baghdad

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"Questa nazione, sia durante la guerra mondiale sia nella Guerra fredda, non ha mai permesso a esseri spietati e senza legge di decidere il corso della storia. Oggi, come allora, intendiamo tutelare il nostro paese, proteggere la nostra libertà e assistere altre popolazioni nella conquista di una propria indipendenza".
George W. Bush, 7 ottobre 2002

L’ 8 agosto 2003 scadono i cento giorni dalla fine delle principali operazioni di combattimento in Iraq. "Risultati in Iraq: cento giorni per la conquista della sicurezza e della libertà" è un resoconto dei maggiori successi che gli iracheni dell’era post Saddam condividono con i rispettivi partner nel rinnovamento del loro paese.
Sotto la guida dell’Autorità provvisoria della coalizione (Cpa, Coalition Provisional Authority) e del nuovo Consiglio direttivo iracheno, vengono pianificati importanti obiettivi, suddivisi in tre aree chiave: sicurezza, stabilità e crescita economica, e democrazia. Nel momento in cui il presente rapporto viene pubblicato, l’Autorità provvisoria della coalizione collabora con gli iracheni, al fine di implementare un piano strategico con obiettivi ragionevoli. Osservatori esterni e leader della coalizione sono concordi nel sostenere che molto resta ancora da fare per ripristinare l’ordine e portare il benessere a una società trattata crudelmente e a un’infrastruttura che soffre da decenni di un deleterio abbandono. Le misure finalizzate al raggiungimento della sovranità e della democrazia saranno complesse e richiederanno tempo e pazienza.
Vengono compiuti notevoli progressi su tutti i fronti. Come ha dichiarato il presidente Bush la scorsa settimana, il "successo di un Iraq libero [] dimostrerà agli altri paesi di quella regione che dignità e benessere nazionale trovano il proprio fondamento in un governo rappresentativo e in libere istituzioni []. Con l’avanzamento della libertà in Medio Oriente, quelle società saranno meno propense a generare ideologie dell’odio e a fornire reclute per il terrorismo".

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Il presente rapporto si focalizza su dieci ambiti nei quali la liberazione dell’Iraq ha migliorato la vita della popolazione indigena, oltre che la sicurezza e la difesa del mondo. Quelli che seguono sono alcuni dei punti toccati in questa relazione:

1. Per la prima volta nella vita di gran parte degli iracheni, viene creato un governo rappresentativo e si provvede a tutelare la libertà e i diritti umani.

2. Quasi tre dozzine di paesi contribuiscono finanziariamente al rinnovamento dell’Iraq e diciannove nazioni forniscono personale per l’operazione Iraqi Freedom (Libertà per l’Iraq).

3. Il sistema di distribuzione degli alimenti è efficiente ed è basato su equi bisogni, e non sul nepotismo.

4. Quasi tutti i bambini iracheni hanno portato a termine gli esami dello scorso anno. Tutte le università sono aperte.
5. E’ in fase di esecuzione un programma da cinquantatré milioni di dollari per la ricostruzione di più di cento scuole e cliniche.

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Dieci modi in cui la liberazione dell’Iraq
favorisce la guerra contro il terrore

1. Con la caduta del regime di Saddam Hussein, l’Iraq non è più uno Stato che appoggia il terrore. In base a rapporti sul terrorismo del Dipartimento di Stato, prima dell’eliminazione del regime di Saddam, l’Iraq era uno dei sette Stati sponsor del terrore.

2. Il regime di Saddam Hussein costituiva una minaccia alla sicurezza degli Stati Uniti e del mondo. Con l’eliminazione di tale regime, non è più al potere un leader che ha cercato di ottenere armi di distruzione di massa, ne è entrato in possesso e le ha utilizzate.

3. Saddam Hussein non manteneva i propri impegni internazionali e, ora che non è più al potere, il mondo è libero dalla sua tirannia. Il vecchio regime iracheno ha sfidato la comunità internazionale e diciassette risoluzioni delle Nazioni Unite per dodici anni, lasciando chiaramente intendere che non si sarebbe mai disarmato, né avrebbe mai aderito alle legittime richieste del mondo.

4. Un terrorista anziano di al Qaida, un tempo responsabile dei campi di addestramento dell’organizzazione in Afghanistan e ora detenuto, dichiara che al Qaida era decisa a ottenere dall’Iraq assistenza per le armi di distruzione di massa (Wmd, Weapons of mass destruction). Secondo una fonte attendibile di al Qaida di alto livello, Osama bin Laden e Muhammad Atif leader dell’organizzazione ora defunto ­ ritenevano che i laboratori di al Qaida in Afghanistan non fossero in grado di produrre armi chimiche e biologiche. Di conseguenza, hanno chiesto aiuto all’Iraq, che ha acconsentito a fornire a due membri di al Qaida un addestramento su armi chimiche e biologiche a partire dal dicembre 2000.

5. Nel maggio 2002, un membro anziano di Al Qaida, Abu Musab al-Zarqawi, si è recato a Baghdad per cure mediche insieme a circa due dozzine di terroristi membri di Al Qaida. Il gruppo ha soggiornato a Baghdad e in altre zone dell’Iraq, tramando attacchi terroristici in tutto il mondo.

6. Nel corso dell’operazione Iraqi Freedom è stato distrutto in Iraq un rifugio appartenente ad Ansar al-Islam, un gruppo terroristico strettamente connesso a Zarqawi e ad al Qaida. Nel marzo 2003, durante un raid sul campo di concentramento controllato dai terroristi nel Nord-est dell’Iraq, è stato scoperto un deposito segreto di documenti, comprendente dischetti per computer e passaporti stranieri appartenenti a combattenti di diverse nazionalità mediorientali.

7. E’ risaputo che Ansar al-Islam, affiliato di al Qaida, è tuttora presente in Iraq. Al momento, simili gruppi terroristici complottano contro le forze statunitensi dislocate nel paese.

8. L’applicazione delle leggi e le operazioni di intelligence hanno annientato un complotto di avvelenamento tramato dall’associato di al Qaida Abu Musab Zarqawi in Francia, Gran Bretagna, Spagna, Italia, Germania e Russia. Prima della guerra, gli impianti fondati da Zarqawi e Ansar al-Islam nel Nord dell’Iraq erano laboratori di al Qaida per la produzione di veleni e tossine.

9. Abu Musa Zarqawi, associato di al Qaida che vanta legami diretti con l’Iraq, è stato supervisore dei responsabili dell’assassinio di Laurence Foley, funzionario Usaid (Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale), avvenuto ad Amman, in Giordania, nello scorso ottobre.
10. Secondo un rapporto del Dipartimento di Stato, l’Iraq di Saddam Hussein ha fornito assistenza materiale a gruppi terroristici palestinesi, compresi il Fronte popolare per la liberazione della Palestina-Comando generale, Hamas e la Jihad islamica palestinese. In base a testimonianze di palestinesi e ad assegni annullati, l’aiuto concesso avrebbe compreso il finanziamento offerto a famiglie di kamikaze palestinesi. Inoltre, sempre secondo rapporti del Dipartimento di Stato, il regime iracheno proteggeva gruppi terroristici tra cui l’organizzazione iraniana Mujahedin-e-Khalq e il gruppo di Abu Nidal.

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Dieci segnali di miglioramento
nella sicurezza

La coalizione collabora con gli iracheni per il miglioramento della sicurezza interna in tutto il paese. La situazione della sicurezza si evolve, ma temibili resti dell’ex regime e altri pericoli continuano a minare i progressi e i successi ottenuti.

1. Vengono arruolate, addestrate ed equipaggiate nuove forze di polizia e dell’esercito iracheno. Quest’anno, circa milleduecento iracheni saranno addestrati per il nuovo esercito del paese e, tra due anni, l’addestramento sarà esteso a quarantamila reclute.

2. Su ottantanove città irachene, cinquantotto hanno assunto forze di polizia. Complessivamente, per il pattugliamento delle strade del paese vengono impiegati 34 mila iracheni, di cui trentamila svolgono attualmente le perlustrazioni con le forze della coalizione.

3. In tutto l’Iraq sono state sequestrate più di ottomiladuecento tonnellate di munizioni, migliaia di AK-47, granate e altre armi, gran parte delle quali erano state immagazzinate dal regime di Hussein in ospedali, scuole e moschee.

4. L’Autorità provvisoria della coalizione ha assunto più di undicimila iracheni per la difesa di installazioni chiave in tutto il paese.

5. Grazie a informazioni ricevute da un iracheno, le forze della coalizione hanno messo in atto le operazioni che hanno portato alla morte di Uday e Qusay Hussein, dopo il loro rifiuto alla resa. A tutt’oggi, sono stati catturati o uccisi trentasette dei cinquantacinque iracheni in cima alla lista dei più ricercati. Con la morte di Uday e Qusay, un numero sempre maggiore di iracheni si è liberato dalla paura e ora offre volontariamente i propri servizi e le proprie informazioni.

6. Le forze della coalizione continuano a lanciare l’offensiva contro i resti del regime baathista, che tentano di abbattere siti e simboli dei successi della stabilizzazione e della ricostruzione.

7. Una Forza per la difesa civile irachena assisterà i reparti statunitensi e della coalizione nello sradicare i lealisti di Saddam e le bande criminali che attaccano le forze militari e ostacolano gli sforzi per la ricostruzione. Nelle prossime otto settimane, quattromila miliziani iracheni verranno addestrati da soldati americani.

8. A Bassora, cinquecento agenti della polizia fluviale svolgono un costante pattugliamento dal 19 giugno.

9. In Iraq operano circa centoquarantottomila membri delle forze armate americane e più di tredicimila soldati della coalizione provenienti da diciannove paesi.

10. Nella maggior parte dell’Iraq regna la calma e si continua a progredire verso una democrazia e una libertà sconosciute da decenni. Gli attacchi sono limitati a zone isolate.

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Dieci segnali di miglioramento
nell’infrastruttura e nei servizi di base

1. Elettricità. Ora, l’elettricità è più stabile ed equamente distribuita rispetto a quando, durante il regime di Saddam Hussein, veniva rifornita a Baghdad a spese del resto del paese. Fino alla fine del 2003, è previsto lo stanziamento di duecentonovantaquattro milioni di dollari per migliorare gli impianti elettrici.
2. Impianti idrici. Al momento, in molte aree, l’approvvigionamento dell’acqua è ai livelli pre-conflitto. Sono state effettuate oltre duemila riparazioni di centoquarantatré reti idriche e sono stati ripresi i campionamenti della qualità dell’acqua. Si prevede di aggiungere al sistema di Baghdad una capacità di quattrocentocinquanta milioni di litri.

3. Assistenza sanitaria. Gli ospedali iracheni sono funzionanti e l’assistenza sanitaria  che in precedenza era soltanto prerogativa dell’élite baathista  è ora accessibile a tutti gli iracheni. Cliniche e ospedali vengono riforniti di medicinali, e il personale sanitario viene pagato regolarmente, garantendo così che i dipendenti svolgano la propria attività. Sono disponibili vaccinazioni in tutto il paese, e quest’autunno verrà effettuata una campagna con un vaccino spray antimalaria.

4. Rimpatrio dei rifugiati. E’ cominciato il rimpatrio dei rifugiati dall’Arabia Saudita e dagli Emirati Arabi Uniti. L’Unhcr (Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) e la coalizione collaborano al fine di garantire ai gruppi di rifugiati in Giordania e in Iran un rientro sicuro e privo di difficoltà in un prossimo futuro.

5. Nuovo vigore alla produzione e distribuzione di petrolio. Gli antiquati impianti di produzione e distribuzione del petrolio in disuso sono in fase di riparazione e ammodernamento. Il petrolio, di cui l’ex regime si è appropriato indebitamente e in misura grave, costituirà la futura ricchezza del paese.

6. Polizia. Sulle strade di Baghdad sono presenti seimila poliziotti, e attualmente sono operative trentaquattro stazioni di polizia su sessanta esistenti. In tutto l’Iraq, le strade vengono pattugliate da circa trentamila agenti di polizia.

7. Riparazioni stradali. Le riparazioni di emergenza delle strade  ora in fase di esecuzione ovunque in Iraq  nelle prossime settimane daranno lavoro a un numero ancora maggiore di iracheni.

8. Aeroporti. Gli aeroporti di Baghdad e Bassora sono pronti a divenire operativi: per l’aeroporto di Bassora si prevede l’avvio delle operazioni commerciali in agosto. Probabilmente, diverse linee aeree instaureranno un regolare servizio verso l’Iraq.

9. Ponti principali. Sono stati stanziati quattro milioni e trecentomila dollari per la riparazione del ponte di Tikrit, quattro milioni e quattrocentomila dollari per la ricostruzione del ponte di Al Mat e tre milioni e duecentomila dollari per la riedificazione del ponte di Khazir.
10. Porto di Umm Qasr. Il porto di Umm Qasr è di nuovo aperto e operativo; attualmente, le autorità doganali e portuali sono sottoposte ad addestramento.

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Dieci segnali di democrazia

1. Un Consiglio direttivo nazionale, costituito da venticinque membri, comprende tre donne, oltre a rappresentanti curdi, sunniti, cristiani, turchi e sciiti. L’istituzione di tale organismo è un primo passo importante verso l’autogoverno iracheno.

2. Il Consiglio direttivo sta lavorando per la creazione di una Commissione preparatoria preposta alla stesura di una costituzione, in seguito alla cui approvazione si terranno elezioni che condurranno alla nascita di un governo iracheno pienamente sovrano.

3. In tutte le principali città e nell’ottantacinque percento dei villaggi esistono consigli municipali, grazie ai quali gli iracheni sono responsabili della gestione di questioni locali, quali l’assistenza sanitaria, l’approvvigionamento idrico ed elettrico.

4. Sono stati creati consigli provvisori a Najaf, Al Anbar e Bassora.

5. Il 7 luglio 2003 è stato inaugurato il Consiglio consultivo cittadino di Baghdad, i cui trentasette membri sono stati scelti da membri dei nove consigli di circoscrizione della città, a loro volta selezionati dai cittadini di Baghdad in ottantotto quartieri.

6. A Bassora e Umm Qasr sono operativi consigli di governo locale stabili, che collaborano nell’identificazione di aree ove è richiesta un’immediata assistenza umanitaria e per la ricostruzione.

7. L’Office of Human Rights and Transitional Justice (Ufficio dei diritti umani e della giustizia di transizione, ndt) sta operando al fine di localizzare i dispersi, ricercare, analizzare ed esumare fosse comuni, archiviare passati abusi di diritti umani e promuovere l’educazione civica e la consapevolezza pubblica circa tali diritti.

8. E’ in fase di creazione il Property Reconciliation Facility (Servizio di riconciliazione della proprietà, ndt), per agevolare le risoluzioni volontarie relative a rivendicazioni di diritti di proprietà.

9. La coalizione assiste nel finanziamento e nella formazione di iracheni che intendono fondare organizzazioni non governative personali. Simili nuove organizzazioni comprendono centri di ricerca sulla politica pubblica e un’associazione di ex prigionieri politici.

10. Al momento, in Iraq vengono pubblicati più di centocinquanta quotidiani, che offrono agli iracheni la possibilità di accedere a informazioni dei più svariati generi. Sono disponibili anche pubblicazioni estere, oltre a programmi radio e televisivi.

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Dieci miglioramenti nella vita
dell’infanzia irachena

1. Una campagna per il "ritorno a scuola" ha procurato millecinquecento corredi di cartelle, quaderni, penne e matite, che hanno permesso a centoventimila studenti di Baghdad di rientrare in classe nel maggio 2003. In preparazione del nuovo anno scolastico, raggiungeranno l’Iraq un milione e duecentomila corredi destinati a studenti della scuola secondaria e quattromila set di arredo per gli edifici scolastici, comprendenti banchi, sedie, lavagne e librerie.

2. Durante il governo di Saddam, la malnutrizione ha contribuito a elevati tassi di mortalità in Iraq. Gli aiuti alimentari per l’Iraq hanno continuato a rifornire il sistema di distribuzione pubblica, consentendo alla maggioranza degli iracheni di ottenere razioni di cibo. Secondo un resoconto del Programma alimentare mondiale del 15 luglio, è stato spedito in Iraq quasi un milione e mezzo di tonnellate di cibo, pari a una quantità superiore al rifornimento di tre mesi necessario per mantenere operativo il sistema di distribuzione. Alimenti per altri due milioni e duecentomila tonnellate raggiungeranno l’Iraq entro la fine di ottobre. Simili misure contribuiranno a eliminare la malnutrizione.

3. A tutt’oggi, sono state fornite ventidue milioni e trecentomila dosi di vaccini

(segue da pagina I)

contro il morbillo, la tubercolosi, l’epatite B, la difterite, la pertosse, il tetano e la polio, sufficienti a vaccinare quattro milioni e duecentomila bambini.

4. Quasi tutti i bambini iracheni hanno portato a termine gli esami dello scorso anno e sono pronti a iniziare un nuovo anno scolastico in autunno. Sono state riaperte tutte le università.

5. E’ in fase di attuazione un programma da cinquantatré milioni di dollari per ricostruire più di cento scuole e cliniche. Nella regione meridionale, più di cinquanta scuole si trovano in diverse fasi di ripristino. Più di seicento scuole saranno "come nuove", in tempo per l’inizio delle lezioni.

6. Cinque milioni di testi di scienze e matematica riveduti saranno pronti prima dell’inizio dell’anno scolastico.

7. Si sta eliminando la retorica di Saddam Hussein dai libri di testo degli scolari iracheni. Come dichiara Dunia Nabel, insegnante a Baghdad: "Nei libri vogliamo fiori e primavera, non fucili e carri armati". (The Chicago Tribune, 31 luglio 2003).
8. Dieci sale parto in ospedali e centri di assistenza sanitaria primaria di Bassora sono state ricostruite e rifornite di farmaci essenziali e provviste mediche.

9. L’istituzione minorile per l’infanzia, oggetto di rapporti relativi ad abusi e terribili condizioni durante il regime di Saddam Hussein, è stata sostituita da un progetto gestito dall’Unicef e da organizzazioni non governative. Per sette orfanotrofi sono stati messi in atto sostanziali rinnovi strutturali e corsi di formazione del personale.

10. Il 30 maggio sono stati spediti quasi tremila palloni da calcio e altri sessantamila raggiungeranno l’Iraq grazie a una partnership pubblico/privata e alla comunità calcistica statunitense.

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Dieci segnali di rinnovamento economico

1. Una nuova economia. E’ in fase di realizzazione una nuova economia irachena basata sui principi dell’economia di mercato, del rispetto dello Stato di diritto e della trasparenza.

2. Stipendi. L’Autorità provvisoria della coalizione paga regolarmente gli stipendi a insegnanti, personale sanitario, soldati, agenti di polizia e altri dipendenti del settore pubblico che hanno ripreso a lavorare. Anche le erogazioni di pensioni e altri versamenti di emergenza hanno contribuito a evitare una crisi umanitaria. I salari degli insegnanti e di altri operatori chiave sono quadruplicati rispetto alle remunerazioni erogate durante il governo di Saddam Hussein. Circa trentanovemila dipendenti del settore elettrico sono tornati al lavoro. Altri settori mostrano analoghi segnali incoraggianti.

3. Commercio. Nel mercato di Baghdad sono ora disponibili molte merci che, in precedenza, erano irreperibili a causa di sanzioni o perché erano proibite dall’ex regime. Ora, gli iracheni possono facilmente procurarsi articoli come i ricevitori satellitari.

4. Banche. A Baghdad, le banche sono aperte. L’Autorità provvisoria della coalizione collabora con la popolazione che vive fuori dai confini della città allo scopo di aprire banche in tutto il paese nel più breve tempo possibile. Inoltre, esiste un forte interesse internazionale nella fondazione di una banca commerciale irachena: sono ora sotto esame proposte di banche estere per la creazione di tale tipo di istituzione.

5. Alimenti. L’Autorità provvisoria della coalizione ha acquistato i prossimi raccolti di orzo e frumento, contribuendo a fare fronte alle necessità alimentari del paese e, allo stesso tempo, aiutando i coltivatori. I raccolti comprendono oltre seicentomila tonnellate di frumento iracheno e più di trecentomila tonnellate di orzo iracheno.

6. Prestiti agli imprenditori. Nel Sud del paese è in fase di creazione un’istituzione per la concessione di microcrediti. Inoltre, sono previsti istituti creditizi per il resto del paese. Le due principali banche dell’Iraq cominceranno a concedere mutui aziendali di piccola e media entità per aiutare gli imprenditori iracheni a riavviare le loro attività.

7. Valuta. E’ stata annunciata una valuta unificata per l’Iraq. Il cambio tra le vecchie e le nuove banconote potrà avere inizio il 15 ottobre.

8. Risparmi iracheni. Il dinaro ha mantenuto il proprio valore nei confronti del dollaro, tutelando l’integrità dei risparmi in dinari dei cittadini iracheni.

9. Risorse naturali. La produzione di petrolio è in aumento. Ultimamente, la quantità giornaliera di greggio si è aggirata su una media di un milione di barili al giorno.

10. Budget. E’ in fase di esecuzione il budget per gli ultimi sei mesi del 2003, mentre è stato intrapreso il processo di formulazione per il budget del 2004. Solo in luglio e agosto, i ministeri hanno ricevuto una somma pari a più di quattrocento milioni di dollari del budget per il 2003. Il processo relativo al budget del 2004, che dovrà essere gestito dagli iracheni, sarà finalizzato alle priorità di maggiore importanza per la ricostruzione del paese e sarà basato sugli impegni di spesa previsti dal budget per gli ultimi sei mesi del 2003.

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Dieci esempi di appoggio internazionale
al rinnovamento dell’Iraq

1. In merito al Consiglio direttivo iracheno, il Segretario generale delle Nazioni unite Kofi Annan ha dichiarato: "La formazione [del Consiglio] è un primo passo importante verso la piena restaurazione della sovranità irachena". L’Onu appoggia il rinnovamento dell’Iraq con il programma Oil for Food (Petrolio in cambio di cibo, ndt), fornendo assistenza umanitaria, promuovendo i diritti umani e aiutando il Consiglio direttivo iracheno a reintegrarsi nella comunità internazionale.

2. Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato all’unanimità la risoluzione 1483, che abolisce le sanzioni contro il regime iracheno.

3. I dodici principali sostenitori finanziari per il rinnovamento dell’Iraq sono (in ordine decrescente): Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Giappone, Australia, Germania, Norvegia, Danimarca, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Spagna e Kuwait.

4. Secondo i propri rapporti, l’Onu fornisce alla popolazione dell’Iraq assistenza umanitaria per un importo totale pari a due miliardi e duecento milioni dollari, di cui un miliardo e duecento milioni sono costituiti da impegni o contributi della comunità internazionale, mentre un miliardo viene finanziato con il programma Oil for Food.

5. Inoltre, diversi paesi hanno impegnato ottocento milioni di dollari in programmi Onu. Quasi tre dozzine di Stati hanno assunto impegni o prestato contributi per il rinnovamento dell’Iraq.

6. Attualmente, a Baghdad sono operative trentaquattro missioni straniere. Il Kuwait ha ripristinato i rapporti con l’Iraq.

7. Gli impegni internazionali per l’assistenza alla ricostruzione ammontano quasi a tre miliardi di dollari. In autunno è prevista una conferenza internazionale per discutere in merito a un finanziamento supplementare all’Iraq.

8. Più di quarantacinque paesi hanno offerto forze armate. Sia la Polonia sia il Regno Unito sono al comando di divisioni multinazionali.

9. Numerosi paesi hanno offerto alla coalizione il proprio contributo, concedendo basi e diritti di sorvolo, oltre che supporto logistico.

10. Complessivamente, l’operazione Iraqi Freedom è appoggiata da diciannove nazioni che hanno inviato più di tredicimila truppe in Iraq, mentre quattordici Stati si sono impegnati a schierare forze supplementari.

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Dieci segnali di rinascita culturale

1. Viene ricostituito il Comitato olimpico iracheno senza timore di Uday Hussein: Il nuovo presidente del Free Iraq Olympic group (Gruppo olimpico Iraq libero, ndt) ha dichiarato: "Dalle squadre irachene sono sempre emersi campioni asiatici in diversi sport. L’insediamento al potere di Uday ha dato inizio a un declino. Ora, intendiamo dare alle nostre squadre un nuovo impulso con l’aiuto della comunità internazionale". Sharar Haydar, ex vittima delle torture di Uday Hussein, The Guardian (Londra), 15 maggio 2003.

2. L’orchestra sinfonica di Baghdad esegue concerti trasmessi anche in televisione. Il direttore dell’orchestra sinfonica ha affermato: "Stiamo cercando di mostrare al mondo che gli iracheni possiedono una grande cultura". Hisham Sharaf, in occasione di un concerto dell’orchestra sinfonica di Baghdad, agenzia France Presse, 12 giugno 2003.
3. I teatri riaprono rapidamente. Come ha affermato un produttore cinematografico: "Il mondo non può immaginare cosa significhi per noi essere su questo palcoscenico nazionale, dove tutto ciò che rappresentiamo era proibito. Ora è nostro". Oday Rashid, Los Angeles Times, 5 maggio 2003.

4. Vengono ripristinati i riti religiosi. Un iracheno ha dichiarato: "Non riesco a esprimere le mie sensazioni. Provo una gioia enorme. E’ la prima volta in trent’anni che posso partecipare a queste celebrazioni (sciite). Saddam proibiva tutto. Ci ha costretti alla clandestinità". Sami Abbas, sciita presso il santo tempio di Kadhimiy, The Washington Post, 16 aprile 2003.

5. Centocinquanta quotidiani sulle strade di Baghdad diffondono le notizie di un Iraq libero. Ali Jabar avrebbe affermato: "Ogni giorno acquisto un giornale diverso. Mi piacciono tutti". Sostiene un redattore: "Non riusciamo ad addestrare il personale con sufficiente rapidità. La gente, qui, sente un estremo bisogno di avere una stampa libera imparziale, dopo trent’nni di stato totalitario". Saad al-Bazzaz, redattore del quotidiano Azzaman Daily di Baghdad, The Independent (Londra), 8 luglio 2003.

6. I ricevitori satellitari sono gli articoli più venduti a Baghdad. "Voglio vedere tutto ciò che accade nel mondo, tutti i canali del mondo. Voglio vedere la libertà". Mohammed al-Khayat, iracheno che aveva appena acquistato la sua prima parabola satellitare, The Baltimore Sun, 26 aprile 2003.

7. I libri proibiti sono ora disponibili sul mercato. Un insegnante che vende libri a Baghdad ha dichiarato: "Prima, erano moltissimi i libri proibiti, ogni testo che era in disaccordo con il regime: praticamente, tutto quanto fosse stampato!". Imad Saad, Los Angeles Times, 3 maggio 2003.

8. Gli artisti possono esibire liberamente le proprie opere e i poeti sono liberi di scrivere. Un poeta ha affermato: "Per decenni siamo stati costretti all’autocontrollo. Ora siamo liberi di pensare senza alcuna inibizione. Ma per parlare e pensare a voce alta ci vuole tempo. La libertà richiede pratica e ci vuole pratica per essere liberi". Mohammed Thamer, The Washington Post, 22 aprile 2003.
9. L’istruzione riceve nuova vita. Un membro del Consiglio comunale di Baghdad ha sottolineato: "Vogliamo possedere una vera e propria istruzione, essere una nazione progressista. L’istruzione è molto importante per la ricostruzione della nostra società. Se si vuole civilizzare la società è necessario curare l’istruzione". Al Sa’ad Majid al Musowi, The Chicago Tribune, 31 luglio 2003.

10. Le paludi vengono ripristinate. Ha dichiarato un iracheno: "Quando l’esercito iracheno se n’è andato, abbiamo rotto le dighe. Desideriamo che i nostri figli imparino a pescare, a muoversi di nuovo sull’acqua". Qasim Shalgan Lafta, ex pescatore che ha contribuito a reintrodurre l’acqua nel terreno paludoso iracheno che Saddam aveva distrutto, The Chicago Tribune, 13 giugno 2003.

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Dieci misure per migliorare
la vita delle donne irachene

1. La coalizione si adopera per garantire che le donne svolgano un ruolo importante in ogni settore del governo.

2. Tre donne irachene, membri del nuovo Consiglio direttivo, sono totalmente impegnate a promuovere il coinvolgimento delle donne nel futuro dell’Iraq.

3. Una stimata ex giudice irachena al ministero della Giustizia si accinge a rivedere le leggi, le pratiche legali e la professione legale in Iraq allo scopo di aumentare la parità e la partecipazione femminile.

4. Agli inizi di aprile, il ministero dell’Interno ha condotto una valutazione delle ex forze di polizia irachene. Tale indagine ha messo in risalto la necessità di estendere l’arruolamento alle donne, includendole nell’addestramento offerto presso tutte le accademie. Il programma si concretizzerà il 15 agosto, quando la campagna di reclutamento avrà inizio con uno dei gruppi da selezionare formato da donne.
5. Il ministero del Lavoro e degli affari sociali ha adottato una politica di pari accesso ai servizi e ai benefici per tutte le persone idonee. In definitiva, tale politica estenderà servizi e qualità a una cerchia sempre maggiore di iracheni, donne comprese.

6. Le donne irachene avranno un ruolo nello sviluppo della democrazia e della società civile. Un funzionario amministrativo anziano del gruppo di lavoro per la democrazia e il governo dell’Autorità provvisoria della coalizione sta svolgendo attività di vasta portata per coinvolgere le donne irachene.
7. Il gruppo di lavoro della coalizione ha organizzato numerose assemblee con donne irachene di ogni classe sociale, che hanno potuto dare voce ai loro interessi ed esprimere idee sul futuro sviluppo della democrazia del loro paese. Inoltre, l’Autorità provvisoria della coalizione ha incontrato diversi gruppi femminili e organizzazioni internazionali, per raccoglierne le idee e gli sforzi volti alla soddisfazione delle esigenze delle donne irachene.

8. La coalizione ha assistito un gruppo di donne irachene nell’organizzazione di una conferenza tenutasi il 9 luglio, che comprendeva laboratori relativi a costituzione e democrazia, riforme legali, istruzione, sanità e affari sociali, nonché argomenti economici e riguardanti l’occupazione. Vi hanno partecipato più di settanta donne, in gran parte esperte irachene in settori quali legge, università, medicina e commercio.

9. Le quote massime che limitavano la possibilità delle donne di accedere a determinati corsi universitari sono state aumentate o completamente abolite.

10. Vengono create organizzazioni femminili irachene per dare alle donne maggiori opportunità di migliorare la loro vita e quella delle rispettive famiglie.

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Dieci voci di liberazione

1. "Vogliamo possedere una vera e propria istruzione, essere una nazione progressista. L’istruzione è molto importante per la ricostruzione della nostra società. Per civilizzare la società è necessario curare l’istruzione". Al Sa’ad Majid al Musowi, uomo di affari membro del consiglio comunale di Baghdad, The Chicago Tribune, 31 luglio 2003.

2. "Possiamo stampare tutto ciò che vogliamo senza alcun vincolo. La coalizione non interferisce con il nostro lavoro, anche se, naturalmente, applichiamo determinati criteri nella scelta delle pubblicazioni". Ishtar el Yassiri, redattore del nuovo quotidiano satirico iracheno Habez Bouz, Financial Times (Londra), 31 luglio 2003.

3. "La tensione diminuisce con il passare dei giorni. Notiamo un cambiamento: la popolazione comincia a capire che i soldati non intendono occupare Fallujah per sempre, ma sono qui per aiutarci nella ricostruzione". Taha Bedawi, sindaco di Fallujah, The Washington Post, 29 luglio 2003.

4. "E’ un’opportunità di difendere il nostro paese per il nostro popolo. E’ interessante lavorare con i soldati americani: ci offrono un nuovo addestramento e rispetto reciproco". Omar Abdullah, recluta della forza di sicurezza comune di Mosul di recente creazione, Associated Press, 29 luglio 2003.

5. "Voglio servire un nuovo Iraq". Shevin Majid, ex combattente curdo, attualmente recluta della forza di sicurezza comune di Mosul, Associated Press, 29 luglio 2003.

6. "Un numero sempre maggiore di uomini di affari si reca in Iraq. Il paese è ricco e il mercato è enorme. Tutto il mondo vuole venire a fare affari in Iraq". Capitano Adel Khalaf, direttore del porto di Umm Qasr, agenzia France Presse, 27 luglio 2003.

7. "Per la prima volta mi sento davvero libero". Latif Yahia, ex sosia di Uday, dopo avere appreso la notizia della morte di Uday, agenzia France Presse, 26 luglio 2003.

8. "Il popolo iracheno si è sbarazzato di due dei peggiori criminali della storia. Le loro vittime e i figli delle loro vittime, che hanno vissuto nell’oppressione per 35 anni, provano orgoglio e felicità". Muwaffak al-Rubaiei, membro del Consiglio direttivo iracheno, agenzia France Presse e Reuters, 25 luglio 2003.

9. "In passato non potevo esibirla in pubblico a causa del regime. Ora la appendo per mostrare rispetto". Abbas Fadel, che mostra un’immagine del fratello, torturato e ucciso da Saddam Hussein, Knight Ridder, 24 luglio 2003.

10. "Noto che i soldati americani sono liberi. Nel nostro vecchio esercito, eravamo sempre sotto pressione e assoggettati a rigorosi ordini militari. Le punizioni erano spietate". Raad Mamoud, ex soldato iracheno, Usa Today, 21 luglio 2003.

Altre voci di liberazione sono reperibili sul sito web della Casa Bianca http:// www.whitehouse.gov/news/releases/2003/07/iraq/20030731-7.html.
8 agosto 2003
Traduzione Studio Brindani

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