Camillo di Christian RoccaRedazionalmente Corretto del 19 agosto 2003

La
prima pagina di Repubblica (Rep.) di ieri, 18 agosto 2003, avrebbe
potuto aprirsi con "Ora Bush affronta un’altra America",
ma non è successo. Quello era il titolo del Corriere,
giornale repubblicano-ma-non-republicones che ormai ha soffiato
a Rep. il ruolo di guida civile del paese (oltre a Magdi Allam).
Il quotidiano di Ezio Mauro, nel Mese II della Nuova Era Gregaria
si apriva con un titolo diverso, simile a quello di un tabloid:
"L’Iraq nel caos, Bagdad senz’acqua". Il titolo principale,
però, è sull’Italia, tabloidesco anch’esso: "Caldo,
morti centinaia di anziani". Dei fenomeni questi republicones.
Dopo aver raccontato per due giorni che New York era nel terrore
e in preda al panico (falso), hanno cambiato obiettivo, non più
New York senza luce, ma Baghdad senz’acqua. Luce e acqua. Cos’altro,
poi? Kabul senza gas? Rep. senza l’Amaca di Michele Serra? (L’umoralista
e Difensore della Razza e della Superiorità Antropologica
della Sinistra infatti è andato in vacanza, ferie intelligenti,
dopo ferragosto, magari a Capalbio, e s’è congedato con
una rubrica piena di insulti ai bergamaschi, in quanto orobici,
e una caterva di contumelie nei confronti del vincitore del superenalotto,
in quanto brianzolo).
Ma la genialità dei republicones si vede a occhio nudo.
Dunque, "caldo, morti centinaia di anziani". Red. Corr.
immagina la riunione di redazione post ferragostana nella quale
è stata decisa l’apertura. "Come possiamo attaccare
il Cav.?", potrebbe aver detto uno. "Oggi è
dura. Non è successo niente", potrebbe aver risposto
un altro. Poi l’ideona: "Perché non facciamo come
in Francia, e diamo la colpa del caldo al governo"?. Il
coro: "Dài, figata". Risultato: "Il caldo
fa strage di anziani, anche in Italia", "Anziani, l’epidemia
nascosta"; "Almeno duemila morti, ma nessuno certifica
le cifre". "Manca una struttura centrale di monitoraggio
dell’emergenza, come per l’influenza, l’Aids o i trapianti"
ha scritto Mario Reggio. In un ideale collegamento tra il caldo
italiano e il buio newyorchese, Reggio continua: "Il 118
ha smesso da due giorni di diffondere i dati, scomparsi anche
dal sito Internet del Comune. Perché questo improvviso
blackout? Tanti interrogativi, nessuna risposta". La colpa
della "epidemia" è del Cav., mica del caldo:
"Certo, la calura agostana è stata una concausa,
che ha aggravato le condizioni già precarie di molti anziani
malati cronici, ma sui numeri c’è poco da discutere".
E’ vero, sui numeri non si discute. Su quelli di Rep., però
si può aprire un simposio. Dunque, il sommario di prima
pagina dice che "a Genova c’è un funerale ogni 6
minuti". Ed è già bello che strano. Nel riassunto
di prima pagina sembra che a Genova, "dove ormai c’è
un funerale ogni 6 minuti", questo accada da 15 giorni.
Esagerazione da tabloid. Si gira pagina, e si scopre che il funerale
ogni 6 minuti riguarda soltanto "ieri". Altri numeri.
In prima pagina i morti a Genova sono 613, a fronte dei 426 del
2002. A pagina 2, per un errore tipografico si legge: "Da
426 a 6". Sei. Nell’editoriale di Miriam Mafai i morti genovesi
sono "il doppio rispetto allo stesso mese del 2002".
613 è il doppio di 426? Secondo Mafai i morti non sono
613, piuttosto 610. Tre in meno. Forse ha scritto con 18 minuti
di anticipo. (continua)