Camillo di Christian RoccaRedazionalmente Corretto del 30 agosto 2003

La
prima pagina di Repubblica (Rep.) di ieri, 29 agosto 2003, avrebbe
potuto aprirsi con "L’intesa c’è, cambierò
la Costituzione", ma non è successo. Quello era il
titolo del Corriere, giornale repubblicano-ma-non-republicones
che ormai ha soffiato a Rep. il ruolo di guida civile del paese
(oltre a Magdi Allam, in attesa di papparsi anche Khaled Fouad
Allam). Il quotidiano di Ezio Mauro, detto anche Al Jamurya,
nel Mese II della Nuova Era Gregaria, ha aperto con un titolo
diverso: "Subito il partito riformista europeo". I
republicones si sono eccitati: Prodi e D’Alema si sono incontrati
e, pensate, nelle due ore di colloquio sembra che Max non abbia
tentato di fregare Prodi: "Rivoluzione copernicana"
è, addirittura, il titolo dell’editoriale di Massimo Giannini,
il republicone addetto a dare sostanza alle non notizie: "Due
ore. Sono bastate due ore di colloquio". Ok, per fare che?
"Per ritrovare una sintonia politica e una simpatia umana
che gli scontri e le asprezze del passato sembravano aver incrinato
in modo irreparabile". E’ stato così? No, che non
è stato così. E infatti: "Non è stato
così". E come è stato? "Sono molto contento
­ ha detto D’Alema, appena uscito dal faccia a faccia ­
perché è stato un colloquio molto cordiale".
Interessante, e Prodi? Che dice Prodi? "Di più ­
ha commentato Prodi, ragionando con i suoi collaboratori di Bruxelles
­ è stato un colloquio veramente cooperativo".
Fin qui l’apertura del giornale e una pagina intera sembrano
esagerate. In fondo Prodi già tempo fa aveva proposto
una lista comune. Ma, scrive Giannini, stavolta il tema "era
un altro". Una "casa comune", non una "lista
comune". Giannini correttamente ricorda che "nel giugno
del ’99" la proposta, uguale uguale, era stata avanzata
dal medesimo Prodi, ma D’Alema la respinse. Ma "oggi gli
stessi protagonisti di allora hanno deciso di rimettere insieme
quei cocci". Perdinci. "Speriamo che sia la volta buona.
Per il bene del centrosinistra e dell’Italia". Il mondo,
per adesso, pare che ne possa fare a meno.
C’è un’altra paginata di Carlo Bonini su Telekom Serbia.
Inizia così: "Se abbiamo capito bene ­ ma abbiamo
capito bene". Red. Corr. anche andando avanti non ha capito
niente. Soprattutto non ha capito se Bonini ha smentito soltanto
Igor Marini oppure anche il suo stesso e originario scoop.
Onore a Rep. per aver nascosto in cronaca di Milano un volgare
attacco di Daniele Luttazzi a Enzo Biagi, Giovanni Sartori, Paolo
Mieli, Gianni Riotta, Michele Salvati, Sabino Cassese, Luigi
Spaventa, Claudio Magris, Gianantonio Stella, Giovanni Bianconi,
Barbara Palombelli, Paolo Franchi, Tommaso Padoa Schioppa, Pietro
Ichino eccetera eccetera: "Guardi che hanno fatto al Corriere.
Hanno provato a impadronirsene, sono riusciti a ottenere la testa
di De Bortoli. L’unico che se ne è andato è Stajano,
l’unico con una dignità di essere umano". (continua)

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