Camillo di Christian RoccaRedazionalmente Corretto del 9 agosto 2003

La
prima pagina di Repubblica (Rep.) di ieri, 8 agosto 2003, avrebbe
potuto aprirsi con il titolo "Calcio, così il piano
delle truffe" e tenere alta la notizia del giorno, ma non
è successo. Quello era il titolo del Corriere della Sera,
giornale repubblicano-ma-non-republicones che ormai ha soffiato
a Rep. il ruolo di guida civile del paese (oltre a Magdi Allam).
Il quotidiano di Ezio Mauro, nel Mese II della Nuova Era Gregaria
si apriva invece con un titolo diverso: "Bagdad, strage
all’ambasciata giordana". Le notizie sul calcio, causa scoop
del Corriere, sono ancora confinate nelle pagine sportive (dove
c’è un ottimo Gianni Clerici).
Il titolo principale è quello che più interessa
al padrone, l’Ing. De Benedetti, pagatore degli stipendi dei
republicones e controparte di Previti (il Cav, si sa, è
stato assolto) nei processi milanesi Imi-Sir e Lodo Mondadori:
"Indaghiamo sui magistrati – La risposta del partito del
premier al verdetto di Milano". Due editoriali: uno del
direttore Mauro e uno di Davanpour. Mauro scrive che il Cav.
(nella realtà assolto) è "beneficiario e mandante
dell’operazione Previti". Magari fosse solo questo: "C’è
un problema identitario, ben più grave, che si squaderna
davanti agli italiani in vacanza: che tipo è, dunque,
il loro presidente del Consiglio" (notare il "loro").
Il Cav. è stato assolto, ma è colpevole lo stesso,
sia sul piano giuridico ("mandante") sia su quello
morale ("beneficiario"). Ma anche se non fosse vero,
resta "un problema identitario, ben più grave".
Il problema è il Cav. Colpevole in quanto Cav. Finalmente
parole sincere.
In prima c’è anche un titolo che non ci si può
credere. Una presunta autocritica di un comandante americano:
"Adesso basta con il pugno di ferro contro gli iracheni".

Ci sono anche due pagine di Eugenio Scalfari. Nell’articolo si
citano: Dio (più volte), il Creatore, Senofane, Steiner
(più volte), Vermeer, Giorgione, Monet, Orfeo, Pitagora,
Bach, Wagner (due volte), Leopardi, Charlus, i Guermantes, Swann,
Odette, Saint Loup, Albertine, Emma Bovary (più volte),
Anna Karenina, Natasa e Piere, Leopold Bloom, Julien Sorel, Karamazov
(senza specificare se tutti o soltanto uno dei fratelli), Flaubert
(due volte), Lord Chandos (due volte), Hofmannsthal, Francis
Bacon, Stendhal, Henry James, Faulkner, Ravel, Debussy, Brahms,
Verdi, Dostoevskij, Tolstoj (quattro volte), Wittgenstein (il
filosofo, non il blog di Luca Sofri), Karl Kraus, Rabelais (due
volte), Nietzsche (due volte), Zarathustra, Isaiah Berlin, Platone,
Aristotele, Omero, Dante, Shakespeare, Spinoza, Goethe, Rousseau,
Kant, Hegel, Schiller, Höderlin, Thomas Mann, Joyce, Lawrence,
Proust (due volte), Virgilio, Giobbe (più volte), Kafka
e "Qohelet il sapiente". Almeno Ezio Mauro se l’era
cavata citando soltanto D’Avanzo.
Tornando a Davanpour, ci sono sviluppi sull’inchiesta Telekom
Serbia, la storia di tangenti (pare) scoperta&insabbiata
da Rep. Ieri dopo che un teste ha parlato di miliardi per Prodi,
Fassino e Dini ("veleni") i republicones hanno ridicolizzato
il loro stesso scoop: "La maggioranza prova a occupare la
scena politica rigirando l’accusa contro i leader del centrosinistra".
"L’operazione", si legge, costringe Lamberto Dini "ad
annunciare cause e querele". Eppure fin qui Dini ha querelato
i republicones Bonini&D’Avanzo, non i berluscones Schifani&Vito.

Infine un caso umano, lo strapagato umoralista di Rep., Michele
Serra, il più lucido teorico della Difesa della Razza
e della Differenza Antropologica tra l’uomo di sinistra e il
resto del mondo. Serra, con linguaggio insolitamente involuto,
commenta il caso del cantante di sinistra che ha ucciso la figlia
di Jean-Louis Trintignan e sostiene che "sarà anche
vero che siamo tutti, fifty-fifty, Abele e Caino, ma studiare
da Caino e studiare da Abele non è la stessa cosa, non
descrive lo stesso sforzo, la stessa sensibilità, lo stesso
dolore. Altrimenti, niente serve a niente". Traduzione:
può capitare che la vita porti a commettere atti infami,
ma se succede a uno di destra è un assassino (Caino),
se capita a uno di sinistra, ad Abele, "c’è una pratica
della gentilezza, della remissione progressiva (e faticosa) della
propria ubris sociale e personale, che non merita mai sarcasmo".
Serra non risulta essere stato ancora ricoverato. (continua)