Camillo di Christian RoccaRedazionalmente Corretto del 11 settembre 2003

La
prima pagina di Repubblica (Rep.) di ieri, 10 settembre, avrebbe
potuto aprirsi con "I kamikaze all’assalto di Israele",
ma non è successo. Quello era il titolo del Corriere,
giornale repubblicano-ma-non-republicones che ormai ha soffiato
a Rep. il ruolo di guida civile del paese oltre a Magdi Allam
(di Khaled Fouad Allam, invece, non ne vogliono sapere). Il quotidiano
di Ezio Mauro, detto anche Al Jamurya, nel Mese III della Nuova
Era Gregaria, ha aperto con un titolo simile: "Israele,
il giorno del terrore". Magdi Allam, cioè l’Allam
vero, ieri era sulla prima pagina del Corriere, vedremo la risposta
di Rep. con Khaled Fouad Allam o qualsiasi altro purché
sia un Allam.
Sulla prima pagina di ieri c’era un articolo di Paolo Hutter
dal Cile. Quando ci fu il golpe di Pinochet, trenta anni fa,
Hutter si trovava nel famigerato stadio di Santiago. Su Rep.
ieri ha raccontato il suo ritorno nell’Estadio Nacional. Qualche
giorno fa, però l’aveva già fatto per un altro
giornale.
La politica sul giornale del Carl. è sul Cav. Barbara
Jerkov, sempre puntuale, dà notizia della conferenza stampa
di Berlusconi, mentre Michele Smargiassi racconta "la frustata
di D’Alema". Non un rimbrotto né una critica: una
"frustata". D’Alema, racconta Smargiassi, ha fatto
molte battute sull’impoliticità e sull’incapacità
del Cav: "E’ proprio negato per quel ruolo". E se lo
dice un professionista che s’è fatto fregare come un pivello
dall’impolitico, deve essere vero.
A proposito di Cile e D’Alema: è toccante l’articolo di
g.c., forse Gino Castaldo, domenica ingiustamente confinato nelle
pagine degli spettacoli. E’ una cronaca dell’ennesimo concerto
italiano degli Inti Illimani. Tra il pubblico c’era Massimo D’Alema.
L’ultima canzone del concerto è stata El Pueblo Unido,
cantata in coro. Scrive g.c: "Il momento più emozionante
della serata, ha commentato il presidente dei Ds Massimo D’Alema,
confuso fra la folla con la moglie Linda". Criptica la frase
seguente: "E’ vero che in Cile e in altri paesi sudamericani
non ci sono più le dittature fasciste di quegli anni,
ma in fin dei conti, nel mondo, il popolo ha davvero vinto?".
Buongiorno, notte.
Scortese, invece, Romano Prodi. Il presidente della Commissione
Ue si è voluto difendere dalle accuse sul caso Telekom
Serbia, ma ha sbagliato indirizzo quando ha urlato nel titolo
a tutta pagina 6: "Chi aprì il caso ora lo chiuda".
Fatto, in verità.
Volgare la pagina di Paolo Filo della Torre su Margaret Thatcher:
"Il declino della Lady di Ferro, la Thatcher perde la memoria".
Declino? E’ normale, quando si raggiunge una certa età.
Rep. invece è compiaciuta: "E’ sempre più
lontana dalla politica e il suo partito non la riconosce più
come leader" (scoop), recita un sommario grondante soddisfazione.
Infine, Massimo L. Salvadori, autore di un lungo articolo che
dovrebbe spiegare "perché quello del Cavaliere non
è solo un cattivo governo" ma che si conclude così:
"Queste domande attendono sempre una risposta che non verrà
mai, perché non può essere data". La classica
frustata di Massimo L. Salvadori. (continua)

X