Camillo di Christian RoccaRedazionalmente Corretto del 23 settembre 2003

La
prima pagina di Repubblica (Rep.) di ieri, 22 settembre, avrebbe
potuto aprirsi con "Piano Pisanu contro il calcio violento",
ma non è successo. Quello era il titolo del Corriere,
giornale repubblicano-ma-non-republicones che ha soffiato a Rep.
il ruolo di guida civile del paese oltre a Magdi Allam. Il quotidiano
di Ezio Mauro ha aperto con: "Tremonti: subito le pensioni".

In prima pagina c’è la seconda puntata di un’inchiesta
sugli abusi edilizi italiani, una risposta ai servizi di Gian
Antonio Stella sul Corriere che la settimana scorsa avevano portato
alla demolizione di una villa abusiva. Rep., così, inaugura
un nuovo genere giornalistico: la "khaled-fouad-inchiesta".
Imperdibile il titolo a tutta pagina 5: "All’Onu l’appello
di Bush: ‘Aiutateci a ricostruire l’Iraq’ ". Bush ha detto
questo all’Onu? No, non ha detto questo. Né altro. Bush
non ha ancora parlato all’Onu. Parla stasera, ma Rep. ha già
il titolo tra virgolette sul numero di ieri, lunedì (quindi
l’ha scritto domenica). Come hanno fatto a sapere, due giorni
prima, le esatte parole che Bush pronuncerà stasera? Uno
scoop? No, se le sono inventate i titolisti. Nell’articolo del
puntuale Alberto Flores d’Arcais, infatti, quelle parole virgolettate
non ci sono, al contrario c’è scritto "discorso verrà
aggiustato fino all’ultimo istante possibile".
Interessante l’analisi di Adriano Sofri sul pensiero di Piero
Gobetti, buono – ma sacrificato nelle pagine interne – l’articolo
di Carlo Bonini sul cappellano di Guantanamo che faceva il doppio
gioco (Bonini lo aveva intervistato l’anno scorso), bella l’anticipazione
del romanzo di Roddy Doyle. A proposito di libri: perché
Rep. non ha ancora recensito il saggio di Piero Fassino? Vi sembra
sufficiente un’anticipazione breve breve sulla nascita del governo
D’Alema e niente niente sulle critiche a Berlinguer?
Sabato Rep. si è dedicata a temi fondamentali. Una pagina
per "Scoperto il supercriceto fossile di 8 milioni di anni
fa", e un’altra per "Il bottone diventa no global,
così seduce jeans e tailleur" con annesso box: "I
più originali sono tipo asteroidi". Un po’ pretenzioso
il titolo di ieri a pagina 19 dell’inserto Affari & Finanza:
"L’Islam si interroga sul ruolo di Internet".
Sempre fenomenale l’opera di disinformazione di Rep. sul caso
Kelly. Titolo di sabato in prima pagina: "Blair paga il
caso Kelly, pesante sconfitta elettorale". Dall’articolo
di Enrico Franceschini (Sleeper): "Il disagio è certo
aumentato dal caso Kelly, il suicidio dell’esperto governativo
le cui rivelazioni alla Bbc hanno rafforzato la tesi che il governo
abbia gonfiato il pericolo iracheno, manipolando i dossier informativi
dei servizi iracheni, per convincere il paese della necessità
di entrare in guerra". Non è vero: fin qui si è
scoperto che Kelly non ha rivelato nulla alla Bbc e che è
stato il giornalista della Bbc a inventarsi le cose che Kelly
non gli ha detto. Lo ha ammesso la Bbc, e lo stesso giornalista
autore del finto scoop ha chiesto scusa. Il corrispondente Sleeper
di Rep. non se ne è accorto, eppure la notizia si trova
ogni giorno su tutti i giornali inglesi in prima pagina da due
settimane. La manipolazione è della Bbc, e di Rep. che
insiste a raccontare il falso. Ieri, per esempio, il leftist
Guardian in prima pagina raccontava che l’autore dello scoop
anti Blair sarà licenziato o quantomeno trasferito ad
altro incarico. Non perché sia un giornalista scomodo,
qui non c’è nessuno che canta Bella ciao, ma in quanto
imbroglione. Ci sarà un "cambiamento culturale"
dentro la Bbc che disperatamente cerca di "disinnescare
le critiche" della Commissione Hutton, si legge sul Guardian
che svela anche come la Bbc abbia un piano che porterà
"a una maggiore prontezza nell’ammettere gli errori".
Ecco perché Rep. racconta balle su Blair. Non per riflesso
ideologico, ma per coprire Lupis. (continua)