Camillo di Christian RoccaRedazionalmente Corretto del 26 settembre 2003

La
prima pagina di Repubblica (Rep.) di ieri, 25 settembre, si è
aperta con "Berlusconi show a Wall Street". L’occhiello
recita: "Il premier attacca i giudici", neanche fosse
Giuseppe Davanpour, l’ex campione di momenti magici oggi "ai
margini della società civile", come direbbero gli
ex amici dell’Antimafia. L’altro ieri ha dato di babbioni ai
lettori di Rep. che fin qui avevano creduto agli ultimi dieci
anni del prestigioso giornale in ode al concorso esterno e ai
pentiti di mafia: "Chi può credere oggi alla parola
di un pentito? E che cosa pensate dell’uso fatto del cosiddetto
reato di concorso esterno in associazione mafiosa?". Negli
ambienti giornalistici già si immaginano le prossime tappe
revisioniste di Davanpour. Aprirà uno Schifani fan club,
farà due pernacchie a Santoro, scriverà che il
sommo capo della polizia ha l’alito cattivo, si iscriverà
alla Canottieri Lazio, prenderà la vicedirezione del Tg2?
Vedremo. Red. Corr. si accontenta di articoli normali senza i
soliti ventiquattro messaggi cifrati.
Ieri in prima c’era un articolo di Bill Clinton sulla Terza Via.
L’ex presidente americano ha raccontato ai republicones che la
nuova destra Usa non è fatta di piduisti et golpisti:
"Ribadisco che esiste una quarta via, un conservatorismo
non ozioso, ma aggressivo e favorevole al cambiamento, che prospera
sui nemici, attacca e trionfa sulle nostre prove e sulle nostre
tesi". Clinton ha mandato in fumo gli ultimi due anni di
servizi di Rep. dall’America spiegando che "il 100% dei
democratici si è schierato a sostegno dell’intervento
in Afghanistan, il 67% ha appoggiato il presidente Bush sull’Iraq".
Avete mai letto queste cose su Rep? Clinton sa dei servizi sexed
up che Rep. scrive ogni giorno sul suo amico Blair? A proposito
di Blair, e del caso Kelly. Ieri l’avvocato della Bbc si è
scusato ufficialmente per le "interpretazioni" e gli
errori del cronista. Vedremo domani cosa s’inventerà Rep.
Il viaggio di Berlusconi a New York è commentato da Federico
Rampini che sta a San Francisco. A Ramp! risulta che le battute
del Cav. non siano state apprezzate: "Cominciando con la
battuta sessista, sgradita a tutte le orecchie americane e in
particolare a quelle delle imprenditrici e investitrici sempre
più numerose, Berlusconi è riuscito in pochi minuti
a violare il galateo, a infrangere le regole, a offendere i valori
in cui crede questo paese (anche quando è governato dalla
destra)". Magari ha ragione Ramp!, ma allora perché
Maria Latella del Corriere che era lì a New York e non
in California come Ramp! ha scritto che il Cav. "ha azzeccato
le battute"?
Ramp!, poi, definisce Ahmed Chalabi, "lo pseudopresidente
iracheno". Il governo di Baghdad è stato riconosciuto
sia dall’Onu sia dalla Lega Araba, ma con i mastini di Rep. non
è così facile. Sul tema si avventura anche l’umoralista
Michele Serra, il quale crede che la frase "come scriveva
Zucconi" dia autorevolezza al suo pensiero.
Ottima la pagina 11: "Eurostat, la verità di Prodi".
Peccato che Rep. fin qui non abbia mai spiegato che cosa sia
Eurostat. Il finale è da applausi: "Ma per il bene
delle istituzioni comunitarie, sarebbe opportuno che non si trascinasse
troppo a lungo". Per il bene delle istituzioni.
Rep. svela ai lettori che quella sedia vuota di pagina 13, quella
del Papa, è effettivamente una sedia vuota. Non un armadio
a due ante né un lamarasoio bic. Magari i lettori non
avrebbero capito. Così Rep. ha fatto un titoletto esplicativo
per spiegare la fotografia della sedia vuota del Papa: "La
sedia vuota". (continua)