Camillo di Christian RoccaRedazionalmente Corretto del 30 settembre 2003

La
prima pagina di Repubblica (Rep.) di ieri, 29 settembre, si è
aperta con "Blackout, Italia paralizzata". Fantastica
la copertura dell’avvenimento da parte di Rep, quotidiano in
conflitto di interessi sulla questione. Il proprietario, Carlo
De Benedetti (Carl.), controlla Energia, società importatrice
e generatrice a sua volta di elettricità. Nei commenti
di Rep, a causa di questo evidente conflitto di interessi, non
si trova la spiegazione vera del blackout generale che è
seguito al guasto e all’interruzione dei flussi energetici francesi
e svizzeri. La spiegazione, invece, si trova a pagina 5 del Sole-24
Ore in un’intervista al senatore Franco Debenedetti, fratello
del Carl. Il senatore diessino spiega che di notte, in Italia,
"una parte delle nostre centrali sono staccate". Motivo?
"Perché di notte vale la tariffa F4 che remunera
solo costi di produzione, quindi, è poco interessante
per i produttori". A quel punto, visto che i privati non
sono obbligati, di notte dipendiamo esclusivamente dall’energia
comprata all’estero. E se c’è un guasto restiamo al buio.
Uno dei produttori che di notte, visto che non ci guadagna, non
conferisce elettricità agli impianti di riserva, è
proprio il Carl, proprietario di Energia e di Rep.
I republicones, ovvio, non lo dicono. Scrivono invece cose fenomenali.
Giovanni Valentini è lirico: "Nel buio psicologico
in cui il nostro paese sta progressivamente scivolando sotto
la guida del centrodestra, quest’ultimo blackout diventa un’allegoria
dell’impotenza e dell’inettitudine di un governo che aveva promesso
agli italiani un altro miracolo economico e invece rischia giorno
dopo giorno di trascinarlo al collasso". Buio, governo ladro.
Così come ladro era il governo Bush, cui Rep. imputò
il "terrore a New York". E chissà perché
Rep. non trasse le conseguenze della crisi delle socialdemocrazie
nordiche quando, un paio di settimane fa, Stoccolma e Copenaghen
restarono al buio. Apocalittico, ma con molta Energia, Federico
Rampini: "Il mondo intero corre ciecamente verso la catastrofe
energetico-ambientale, foriera a sua volta d’inaudite tensioni
geopolitiche, conflitti sociali e avventure militari".
Rep. vuol dare un senso di drammaticità all’accaduto e
riporta con decine di box le notizie del caos creato dall’inefficienza
del governo del Cav. Esempi: "Mungitura impossibile, caos
tra le mucche"; "Bimbi impauriti in metropolitana";
"Intervallo di due ore al forno – Uscivano le prime michette
quando all’improvviso è stato blackout"; "La
brioche al bar arriva alle 9,30". Sono problemi.
Rep. si affida ai letterati per sollevare lo stato d’animo degli
italiani. Il primo è Vincenzo Cerami. Ecco il suo balsamo:
"Ho visto automobili dai fari abbacinanti che si aprivano
varchi nel nero tra i vecchi palazzi, mentre imboccavano strade
contromano, o passavano pericolosamente sotto i semafori spenti
senza neanche rallentare. Ho visto frotte di cittadini che tornavano
a casa camminando come ciechi, facendo bene attenzione a dove
poggiavano i piedi". Red. Corr. ha già visto al cinema
questo tono, Blade Runner (1982): "Io ho visto cose che
voi umani non potreste immaginare: navi in fiamme al largo dei
Bastioni di Orione e i raggi Beta balenare nel buio presso le
porte di Tannoide".
La seconda è Elena Stancanelli che "alle tre e mezza
di notte" mangiava "würstel coi crauti" al
ristorante. All’improvviso il buio: "Fischi, battiti di
mani, mani infilate tra le cosce di quella seduta accanto".
Stancanelli ha visto cose che noi umani non possiamo neanche
immaginare, tanto che lei stessa confessa: "Forse mi sono
ritrovata una mano tra le cosce". A quel punto "nessuno
di noi ha accennato più in alcun modo alla questione dei
würstel". Peccato, perché "fino a quel
momento eravamo in una calda notte settembrina, una notte perfetta
da godere fino all’alba". Gli amici della Stancanelli non
hanno "pronunciato la parola bin Laden, neanche per scherzo.
Dignitosissimi". Specie nel mettere la mano tra le cosce
delle ragazze. "Ci stavamo divertendo, lo ammetto".
Red. Corr. non ha dubbi. Poi il finale: "Io girandomi nel
letto, ho anche sognato il senatur. Ma forse erano i crauti".
O il wurst. (continua)