Camillo di Christian RoccaRedazionalmente Corretto del 6 settembre 2003

La
prima pagina di Repubblica (Rep.) di ieri, 5 settembre, avrebbe
potuto aprirsi con "Berlusconi attacca i giudici, Ciampi
li difende", ma non è successo. Quello era il titolo
del Corriere, giornale repubblicano-ma-non-republicones che ormai
ha soffiato a Rep. il ruolo di guida civile del paese oltre a
Magdi Allam (di Khaled Fouad Allam, invece, non ne vogliono sapere).
Il quotidiano di Ezio Mauro, detto anche Al Jamurya, nel Mese
III della Nuova Era Gregaria, ha aperto con un titolo simile
a quello di un tabloid: "Ciampi sconfessa Berlusconi".

Il momento è grave, uno dei più gravi della storia
republicones. E così è sceso in campo Ezio Mauro,
il direttore. Secondo il Primo Dipendente del Carl., Ciampi è
intervenuto per "salvare lo stato di diritto". E pare
ci sia riuscito. Anche questa è fatta. Ma la cosa peggiore,
sostiene Carl’s editor, è l’attacco alla "libera
informazione", intesa come Rep., il giornale del Carl.,
la controparte giudiziaria del Cav. Per Mauro Rep. è "l’ossessione"
del Cav. e "dei suoi dipendenti". E’ vero, specie ora
che non c’è più Magdi Allam.
"Il retroscena" è di Massimo Giannini. Un articolo
magistrale, con dichiarazioni virgolettate di Carlo Azeglio Ciampi
e Silvio Berlusconi. Un colpo giornalistico, a meno che poi domani
non arrivino smentite come quella di Romano Prodi dell’altroieri,
di cui Rep. però non ha dato conto. Ha dato conto, invece,
di una smentita della Diocesi di Livorno a un articolo di Antonello
Caporale, il recordman delle smentite ricevute. Cap. si difende
con una prova formidabile: "Nell’articolo compare ciò
che il prelato aveva dichiarato". Dove, direte voi? In Chiesa?
al New York Times? sull’Osservatore Romano? No: "Alle pagine
locali di Repubblica". Un fenomeno.
Tornando a Giannini, anche lui ha infranto un record: è
riuscito a scrivere tre volte "moral suasion". E come
i veri fuoriclasse non ne ha mai spiegato il significato. Gli
uomini del desk, per non sbagliare, lo hanno messo nel titolo:
"La moral suasion non basta più". Sarà
un farmaco anti Cav.
C’è una intervista di Liana Milella a Carla Del Ponte
che spiega di avere "documenti interessanti" su Telekom
Serbia, come Igor Marini insomma. Ci sono anche due belle pagine
sul film di Marco Bellocchio su Aldo Moro. Natalia Aspesi (Lady
Asp.) ne racconta la storia e bacchetta "il partito della
fermezza", il cui vate era Eugenio Scalfari. Ma Lady Asp.
non lo dice, così come è reticente quando scrive
che "è grottesca la scena in cui generali e politici
partecipano alla famosa seduta spiritica". Neanche un nome?
Anche l’ex autore della Rai di Baldassarre, Curzio Maltese, scrive
di "sedute spiritiche" senza far cenno a Romano Prodi.
Peccato, perché l’articolo è ottimo. (continua)