Camillo di Christian RoccaLA PIU' PERICOLOSA ARMA DI DISTRUZIONE

In Iraq non sono state trovate armi di distruzione di massa, dice David Kay nel rapporto preliminare che fa il punto sui primi tre mesi di ricerca degli arsenali di Saddam. Il lavoro di Kay non è affatto terminato ma chi si è opposto all’intervento in Medio Oriente crede già di avervi trovato una conferma della propria tesi, cioè che sia stata una guerra illegittima e non giustificata. Il rapporto non dice questo. Spiega, invece, che il Consiglio di sicurezza avrebbe dovuto dare il mandato a Bush e Blair.
Ammettiamo che le armi proibite non si troveranno mai o perché non esistono oppure perché, come dice il rapporto, "qualsiasi arma di distruzione di massa odierna è piccola, difficile e quasi impossibile da identificare con le normali procedure di ricerca". Aggiunge Kay: "E’ importante considerare che anche il grosso del materiale che stiamo cercando può essere nascosto in uno spazio non molto più grande di un garage a due posti". Ammettiamo, dunque, che dopo aver controllato ogni garage e ogni singolo ripostiglio di un paese grande come la Germania non si trovi nulla. Bene. La guerra sarebbe illegittima e ingiustificata? No, dicono le 11 paginette del rapporto: "Abbiamo trovato dozzine di attività e di programmi relativi alle armi di distruzione di massa e un significativo ammontare di equipaggiamenti che l’Iraq ha nascosto all’Onu durante le ispezioni che sono cominciate alla fine del 2002. La scoperta di questa opera di deliberato occultamento è venuta fuori dalle ammissioni degli scienziati iracheni" e da "prove fisiche di equipaggiamenti e attività che avrebbero dovuto essere dichiarate all’Onu". Il rapporto elenca diverse smoking gun che provano come l’Iraq abbia violato la risoluzione Onu 1441, quella che prevedeva "gravi conseguenze" in caso di mancata cooperazione: laboratori gestiti dai Servizi, programmi non convenzionali, missili proibiti e fonti che raccontano come Saddam fosse certo che le armi chimiche sarebbero state pronte entro il 2003. La minaccia era attuale anche se, per quanto si sa, non ancora operativa. Averla debellata prima che lo diventasse è uno dei risultati della campagna irachena. Il più importante resta quello di aver fatto fuori una dittatura fascista, la più pericolosa delle armi di distruzione.

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