Camillo di Christian RoccaRedazionalmente Corretto del 18 ottobre 2003

La
prima pagina dell’organo dei Radical In, cioè la Repubblica
(Rep.) di ieri, 17 ottobre, si apriva con "Iraq, sì
unanime dell’Onu". Il commento è di Bernardo Valli.
Dopo un po’ di fuffa ha scritto: "A Francia, Germania e
Russia si offriranno tante occasioni, nel futuro abbastanza immediato,
per rimettere in discussione il voto che hanno dato con riserva".
Non tutto è perduto, spiega Valli, anche se "nel
frattempo, l’America di Bush giustamente esulta". Sono fatti
così i republicones, ci hanno frantumato le scatole per
due anni sui rapporti transatlantici e sul multilateralismo ma
appena si trova l’accordo nun ce vonno sta’.
Rep. si è guadagnata la giornata con l’intervista di Vincenzo
Nigro ad Antonio Martino e una cronaca sportiva di Zuccopycat,
anche se un articolo sul blackout era illustrato da una foto
dell’Italia vista dal satellite che su Internet giurano sia falsa
e taroccata.
Grande vittoria di Red. Corr: Claudio Tito, l’uomo che virgolettava
anche i cavalli, ha finalmente limitato il numero di frasi che
attribuisce ai politici senza che quei politici gliele abbiano
dette. Tito faceva intendere di essere lui stesso la fonte diretta,
sempre vigile e orecchiante, il cronista giusto al posto giusto,
metà pomeriggio a Bruxelles metà pomeriggio a Roma,
e nel tempo libero a trascrivere le telefonate tra Elio Vito
e il Cav, come la Cia quelle tra Tabucchi e il Monde. Ieri, invece,
Tito ha svelato la sua fonte. A ogni virgolettato carpito al
Cav. ha aggiunto o "un sussulto da parte dello staff del
Cavaliere" oppure un "giustificano i collaboratori
del presidente del Consiglio". Insomma il collabò
di Rep. sembra Paolo Bonaiuti.
Il poco chiarissimo professore Franco Cordero è intervenuto
su Licio Gelli, neanche fosse una Conc. qualsiasi. Segue estratto:
"Nei tarocchi la Fortuna è il 10, una ruota. Quanto
sia benevola col figlio del mugnaio, lo dicono vite parallele.
Cagliostro sbaglia venendo a Roma, 27 maggio 1789: 7 mesi dopo,
finisce nel Castello; l’aspetta una condanna al rogo, 7 aprile
1791, commutata nel carcere perpetuo ma vi guadagna poco; chiuso
senz’aria né luce a San Leo, perde i resti del senno sotto
periodiche bastonature terapeutiche, finché, meno severo
del tribunale ecclesiastico, Iddio gli manda un colpo apoplettico,
26 agosto 1795 (l’anno dopo arrivano i francesi)". Red.
Corr. esprime solidarietà al redattore addetto a mettere
in pagina la prosa del poco chiarissimo prof.
Grande evidenza alla fondamentale proposta politica di Libertà
e Giustizia, il club di Topolino del proprietario di Rep. L’idea
per fregare Paperone-Cav. sembra ideata da Rockerduck-Carl: "E’
la capacità di concepire piani di governo, su problemi
su cui l’opinione pubblica sia sensibile, e di lanciare idee
su futuri assetti del Paese tali da obbligare i media a occuparsene
almeno con lo stesso rilievo che danno alle provocazioni di Berlusconi".
Bene, cioè? Eccolo, il riscatto della sinistra nel meraviglioso
mondo di Topolinia: "Tanto per fare un esempio da laboratorio,
la pubblicizzazione () di una legge che la sinistra al governo
vorrebbe fare subito approvare". Perbacco. "Una legge
che proibisse a un solo soggetto di avere più di una stazione
televisiva (e/o un giornale o una stazione). La cosa scoppierebbe
come una bomba. Berlusconi sarebbe obbligato a reagire, questa
volta in difesa e non in attacco, e facendolo darebbe voce ai
suoi avversari". Von Clausewitz non avrebbe potuto suggerire
meglio, anche perché grazie alla strategia elaborata dalle
giovani marmotte del Carl., il Cav. sarebbe costretto a "dichiarare
l’esistenza di un conflitto (o di una convergenza) d’interessi,
e non potrebbe attribuirne il mito alla volontà perversa
dei suoi avversari. Né potrebbe accusare di comunismo
una legge antimonopolio che mira ad allargare gli accessi alla
proprietà privata dei media".
Strepitoso, invece, il talento comico di Antonello Caporale e
Gianni Baget Bozzo: "Li ha come disossati". "Disossati,
sì. E dunque, vediamo se mi segue". "Da soli
sono come gattini ciechi". "Esatto. Lei è di
Genova?". "No". "Quindi sia la Lega che Alleanza
nazionale non hanno alcun interesse a provocare crisi. Forza
Italia è un elemento riunificante e assorbente".
"E chi vuol capire capisca". "Non ha i caratteri
storici della Dc, è una formazione-ombrello che restituisce
unità a un’area politica e assorbe consensi anche dai
suoi alleati, dai lati ad essa più vicini". "Oggi
a palazzo Chigi". "A palazzo Chigi". "Domani
al Quirinale". "Domani. Ma in politica conta l’oggi,
e i conti si fanno con l’attualità delle vicende".
"Chi è secondo lei, oltre a De Gasperi, un altro
testimone del nostro tempo al quale Berlusconi possa far riferimento?".
"Schwarzenegger. Il potere del popolo contro i ceti dominanti".
"La mascella volitiva". "La forza della disarticolazione".
"La presenza scenica". "Arrivederci".
(continua)

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