Camillo di Christian RoccaRedazionalmente Corretto del 25 ottobre 2003

La
prima pagina dell’organo dei Radical In, cioè la Repubblica
(Rep.) di ieri, 24 ottobre, si apriva con "Blitz alla Camera,
bocciato il divorzio veloce". L’editoriale, non male, è
di Curzio Maltese. Di spalla c’è un reportage di Sandro
Viola da Varsavia. Rep. è dovuta andare fin lì
per scoprire che Donald Rumsfeld aveva ragione quando parlò
di "nuova Europa". Meglio tardi che mai. Buona anche
l’analisi di Guido Rampoldi sulla "idea dell’impero nella
palude dell’Iraq". Secondo Ramp! già l’impero britannico
fallì in Iraq quindi anche Bush avrà molte difficoltà
a inventarsi "un Iraq diverso". Come fa a saperlo?
Semplice "Non autorizza a sperare il vivido ‘Basso Impero’
di Giorgio Bocca". Ah, ecco.
Buona anche la pagina 18 sui gulag coreani. Bravi, anche se devono
sempre fare i republiconi. Mezza pagina, infatti, è dedicata
ai crimini comunisti e mezza pagina su questo tema: "Il
documento è un atto d’accusa sconvolgente. Ma quanto è
affidabile? Qualche dubbio lo suscita la fonte". Pare che
tra i firmatari del rapporto ci siano un paio di neocon, quindi
Giampaolo Cadalanu tende a credere più a Kim Jong Il.
Brava invece Anna Bandettini a strappare a Veronica Lario un
paio di battute su Dario Fo. Bravo anche Nicola Lombardozzi ad
aver intervistato Colin Powell, nonostante abbia replicato in
modo republicones a una risposta del segretario di Stato. Powell
aveva detto che per una nuova costituzione irachena ci vorranno
"da uno a sei mesi". E Lombardozzi: "Non è
possibile anticipare i tempi?". C’è un’intervista
di un’intera pagina a Tony Blair di Enrico Franceschini. Incredibile,
viste le atrocità che il corrispondente ha riversato sul
premier inglese in questi mesi. Ma già alle prime righe,
correttamente, Sleeper ha scritto che trattasi di una conferenza
stampa.
Sul Venerdì due cose. Concita De Gregorio (Conc.) ha scritto
un pezzullo su un deputato di Alcamo (lei ha scritto genericamente
"trapanese"), non accorgendosi che lo stesso identico
articolo era stato scritto qualche settimana fa su Rep. dalla
sua arcinemica Alessandra Longo. Chissà le risate di Longo.
Infine Eugenio Scalfari, che da qualche tempo ha trasformato
la sua rubrica delle lettere sul Venerdì in una tribunetta
del non-si-mai, cioè di critiche feroci al centrosinistra.
Ieri ha fatto la pelle a Violante, definendo la sua sparata contro
il Cav, non responsabile né precisa né misurata.
Sarebbe andato fuori dalle righe, avrebbe imitato il Cav. e creato
"inutili danni per tutti".
In prima c’era il solito Massimo Giannini che suggerisce al capo
dello Stato che cosa fare, anche perché, scrive l’addetto
alle questioni delicate, "è in gioco la credibilità
del paese". Pare lo dica anche il vivido Basso Impero di
Giorgio Bocca. (continua)

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