Camillo di Christian RoccaRedazionalmente Corretto del 30 ottobre 2003

La
prima pagina dell’organo dei Radical In, cioè la Repubblica
(Rep.) di ieri, 29 ottobre, si apriva con "Iraq, giorni
di terrore: ancora una strage". Due gli editoriali. Uno
di Vittorio-Gatto-Copione-Zucconi (Zuccopycat) che annuncia per
la cinquasettesima volta in sei mesi che gli americani hanno
perso. Titolo: "L’America nella trappola". Svolgimento:
"Questa America è ormai intrappolata in un labirinto
che si è costruita con le proprie mani, ma nel quale la
sola uscita possibile, la vittoria, si allontana a ogni passo,
come in certi sogni inquieti". Toccante. Ci fosse Rampoldi
aggiungerebbe: "Come peraltro aveva previsto Giorgio Bocca
nel suo vivido Basso Impero". L’altro editoriale sul tema
è di Bernardo Valli. Scrive Valli che "l’offensiva
terroristica del Ramadan 2003 non è l’offensiva del Tet
1968. Non ancora". Perché sia chiaro, qualche riga
più in là ripete: "Ciò che è
avvenuto sulle rive del Tigri non è l’offensiva del Tet.
Non ancora". D’accordo, che diavolo è allora? E’
un casino, spiega Valli. Bisogna arrivare a metà articolo
per leggere che "certo, hanno demolito una dittatura orrenda.
Questo è il lato positivo". Certo. Inezie.
Secondo Valli, però, "la dittatura, alla quale è
stata fatta la guerra per eliminare armi di distruzione di massa
inesistenti, teneva a distanza l’arsenale integralista e terrorista
della regione. Era una reazione ‘laica’ di Saddam e del suo partito,
il Baath (la Rinascita)". E’ vera questa cosa della laicità
e della distanza terrorista? No, non è vera e non lo sostiene
solo il Pentagono ma anche una fonte insospettabile. Quale? Rep.
di ieri, stesso giorno dell’articolo di Valli. Daniele Mastrogiacomo,
infatti, inviato a Baghdad scrive: "Si sa con certezza,
però, che già quattro anni fa Saddam iniziò
a ricucire i rapporti con i gruppi musulmani della regione, avviando
un processo di islamizzazione dell’Iraq, considerato da sempre
un’isola laica del mondo arabo". Mastrogiacomo è
andato oltre, non solo oltre Valli ma anche oltre Rumsfeld: "(Saddam)
cercando nuove alleanze puntò, segretamente, su Al Qaeda,
facendo confluire fondi miliardari nelle banche di mezzo mondo.
In Siria, Giordania, Usa, Gran Bretagna, Svizzera e persino in
Giappone. Un miliardo e mezzo di dollari è stato rintracciato
e in parte sequestrato. Ma cinque miliardi ancora giacciono in
decine di istituti di credito". Saddam, spiega Rep. facendo
fare una figuraccia a uno dei suoi editorialisti principi, finanziava
Al Qaida da almeno quattro anni ("si sa con certezza").
Non solo, il legame con l’11 settembre secondo Mastrogiacomo
è chiaro: "I soldi hanno attirato anche il regista
e amministratore di al Qaeda, Ayman al-Zawahiri, braccio destro
di Osama bin Laden. Il dittatore iracheno avrebbe proposto ad
al-Zawahiri di sistemare i mille soldati di Al Qaeda nella regione
impervia tra l’Iran, la Siria e l’Iraq. Damasco venne messa al
corrente, e anche l’Iran non pose obiezioni". Evviva il
neo(republi)con Mastrogiacomo.
Ieri Rep. aveva un’ottima intervista di Carlo Bonini all’ex terrorista
Sergio Segio, il quale spiega che "le Brigate Rosse sono
dentro il Movimento" e nel "sindacalismo di base".
Fenomenale scoop a pagina 9, sempre sui temi del terrorismo.
Rep. pubblica un lungo grafico con "il kit dei terroristi".
Qual è questo "kit dei terroristi" scovato dai
segugi di Rep? Eccolo: "Cartine stradali", "bomboletta
di Fast per riparare gli pneumatici forati", "pompa
per biciclette", "una chiave a brugola", "dischi
e agenda" e, pensate un po’, "un panno per pulizia
della Vespa". Posto che tra i sospetti rientrino tutti gli
italiani tra i 6 e i 75 anni, i segugi di Rep. sono andati oltre.
Il kit del nuovo terrorista rosso comprende anche: "Pantaloni
chiari", "scarpe nuove" (occhio a D’Alema), "k-way
e ombrelli corti", "una sciarpa", "una mascherina
bianca", "tre caschi". "Con le pinne, il
fucile e gli occhiali", diceva una vecchia canzone resistenziale.
Infine Rep. svela che "capi di abbigliamento e accessori"
sono ritenuti "necessari e quindi prescritti dall’organizzazione".
Buon suggerimento, in effetti se un terrorista fosse uscito di
casa senza "capi di abbigliamento" avrebbe dato nell’occhio.
(continua)

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