Camillo di Christian RoccaRedazionalmente Corretto del 7 ottobre 2003

La
prima pagina di Repubblica (Rep.) di ieri, 6 ottobre, si è
aperta con "Israele, raid sulla Siria". Subito una
correzione al Recensire Rep. di sabato e le scuse a Bonini&Davanpour:
l’Antonio Volpe citato da Rep. non poteva essere stato intervistato
dall’Espresso, come ha scritto Red. Corr., visto che l’Espresso
aveva intervistato Guido Longo che, con ogni evidenza, non è
Antonio Volpe. Molte scuse, dunque. Il punto è che l’auto-contro
inchiesta di Bonini&Davanpour è così complicata
che si confondono tutti, anche Bonini&Davanpour. I quali
nel ciclopico dossier-che-nessun-essere-umano-tranne-gli-alter-ego-del-Giornale-può-aver-letto
sostengono che un certo documento del Sisde sia stato tenuto
nel cassetto per 7 mesi. Gli alter ego del Giornale hanno avuto
gioco facile a dimostrare che il documento è agli atti
della Commissione dal 14 maggio e che gli uomini di cui Rep.
"svela i nomi appellandosi al diritto di cronaca" sono
già stati interrogati dalla Commissione. Ma c’è
una notizia nel dossier di Bonini&Davanpour. Rep. conferma
che le mazzette ci sono state, non per Prodi eccetera, ma risultano
da quel dossier che (non) è stato insabbiato da Trantino:
"Finalmente si comprende come e chi movimentava il denaro:
le tangenti dell’affare Telekom si muovono nella sovrafatturazione
degli acquisti e vengono movimentate e percepite estero su estero
da dirigenti Telecom Italia". Urge insabbiamento (che peraltro
c’è stato, visto che la notizia non è nei titoli).
Sempre venerdì Rep. ha anticipato un brano del libro di
William Langewiesche, American Ground, trasformandolo in un libro
antiamericano, "Guerra per bande sotto le torri", e
non lo è. Domenica, invece, era il giorno dell’attentato
dei fascisti palestinesi contro civili arabi e israeliani. Rep.
ospita un commento di una signora, Alix Van Buren, la quale racconta
"le lunghe chiome corvine e la figura aggraziata" dell’assassina
di 14 persone e 5 bambini. Descrive la "testa mozza"
della stragista ritrovata accanto a "un passeggino vuoto,
quasi un simbolo della maternità mai avvenuta". Rileggere,
prego: il passeggino vuoto è "un simbolo della maternità
mai avvenuta" non dell’infanticidio plurimo già avvenuto.

Ieri Mario Pirani ha spiegato, facendo parecchia confusione,
come la democrazia non si possa esportare con le armi perché
l’Islam non è una dottrina politica. Va detto, però,
che Pirani sa di cosa si parla, sui modi di esportare l’indipendenza
algerina, con o senza armi, potrebbe scrivere un trattato. L’umoralista
Michele Serra si è fatto parecchi cicchetti, "al
terzo bicchiere ci siamo resi conto che, per tutta la sera, avevamo
nominato solo persone di destra". Deve essere la scuola
Bocca. Ma così si spiegano molte cose, tipo la seguente
frase: "La tragedia delle foibe, che pure ebbe nel fascismo
una sua solida concausa".
Domenica c’era anche un commento di Maestro Francesco Merlo:
"Archiviamo con sollievo e congediamo senza rimpianti lo
scontrino fiscale". Bravo Francescuzzo, anche se il Carl,
ex produttore di registratori di cassa, magari qualche rimpianto
ce l’ha.
Il Corriere ieri ha dato scacco a Rep. sulla politica estera.
Zuccopycat era troppo impegnato coi giochi d’artificio per accorgersi
dello scontro dentro l’Amministrazione raccontato dal Corriere.
E’ tornato Enrico Franceschini, lo sleeper che si sveglia quando
annusa guai per Tony Blair. "Il primo ministro sperava di
aver oltrepassato il momento peggiore della crisi che infuria
da mesi in Gran Bretagna". Pensava, ma si illudeva. C’è
lo sleeper a vigilare. (continua)

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