Camillo di Christian RoccaBush & Blair

Milano. Gli attentati di Istanbul di ieri mattina non sono riusciti a oscurare la visita di George W. Bush a Londra né la salda alleanza tra il texano e Tony Blair. Se possibile hanno ottenuto l’effetto contrario. Nella conferenza stampa di condanna della strage e di cordoglio per le 27 vittime turche e inglesi, i due leader hanno ribadito che non si fermeranno, che non cederanno. La lotta al terrorismo globale continuerà fino a quando "il lavoro sarà finito", hanno ripetuto più volte Bush e Blair. "C’è chi pensa che la Gran Bretagna avrebbe dei vantaggi ad abbandonare questa battaglia ­ ha detto Blair ­ e c’è anche chi crede che noi, gli Stati Uniti e i nostri alleati ci siamo in qualche modo cercati quello che sta accadendo. Che sia chiaro. L’America non ha attaccato al Qaida l’11 settembre, è stata al Qaida ad attaccare l’America, e non ha attaccato soltanto l’America ma anche il modello di vita di tutti quelli che credono nella tolleranza, nella libertà, nella giustizia e nella pace".

Il leader britannico, visibilmente emozionato, ha detto che gli attacchi hanno dimostrato che "il male posto da questi terroristi nei confronti delle persone innocenti si trova ovunque. Ancora una volta, dobbiamo dire che, di fronte alla minaccia di questo terrorismo, non ci deve essere nessun arretramento, nessun compromesso, nessuna esitazione nell’attaccarlo ovunque e ogni volta che sia possibile, fino a sconfiggerlo completamente". Simili le parole di Bush: "Odiano la libertà, odiano le nazioni libere. Ancora una volta abbiamo visto le loro ambizioni di uccidere. La crudeltà fa parte della loro strategia. I terroristi sperano di intimidirci, sperano di demoralizzarci, vogliono in particolare intimidire e demoralizzare le nazioni libere. Non ci riusciranno. Nessuno degli atti di questi criminali e assassini cambierà la nostra decisione a finire il lavoro che abbiamo iniziato".

"La tirannia non è mai benigna"
Il lavoro da finire, innanzitutto, è in Iraq perché, ha detto Blair, "in un Iraq libero, democratico e stabile sarà sconfitta e distrutta non solo la violenza ma anche la squallida e retrograda filosofia di questi terroristi". Ne è convintissimo anche Bush: "La libertà e la speranza in Medio Oriente miglioreranno le vite di milioni di persone in quella regione, aumenterà la nostra sicurezza". Mercoledì Bush ha tenuto al Palazzo Whitehall un discorso su questo punto, salutato in America e in Inghilterra come uno dei più importanti della sua presidenza. Secondo la National Review, quelle parole rappresentano una cattiva notizia sia per la destra neoisolazionista sia per la sinistra post umanitaria. Quanto ha detto Bush va al di là dei discorsi di circostanza: "Non possiamo chiudere un occhio di fronte all’oppressione soltanto perché l’oppressione non è nel nostro cortile. Non dobbiamo più pensare che la tirannia sia benigna perché in certi momenti può essere conveniente. La tirannia non è mai benigna con le sue vittime, le nostre democrazie devono opporsi alla tirannia ogni volta che la trovano".
Non è una questione di destra o sinistra, ha spiegato il premier inglese a chi continua a stupirsi di questa strana alleanza tra il conservatore Bush e il laburista Blair: "Gli argomenti usati dal presidente Bush ­ ha detto Blair ­ penso che siano davvero forti, non soltanto per i nostri due paesi, ma per i popoli di tutto il mondo".

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