Baghdad Blog. "Ci dovete chiedere scusa". Comincia così la lettera di Omar, un dentista iracheno, sul suo neonato blog, uno dei dodici diari personali online che sono stati aperti in Iraq dalla caduta di Saddam. Il blog di Omar si chiama Iraq the model. Il "modello", secondo questo iracheno felice come un bimbo per essere stato liberato dal dittatore, è il modello iracheno che si spera possa riordinare la regione mediorientale. Intanto è arrivato Internet, grazie al quale Omar chiede all’occidente di scusarsi con il popolo iracheno per aver ritardato l’intervento: "Non so, davvero, perché il regime di Saddam sia durato più di trent’anni, ma da iracheno che è sopravvissuto a questo periodo sono sicuro che non ci sono giustificazioni legali né morali. Contavo i giorni e le ore aspettando di vedere la fine del regime, proprio come tutti quelli che hanno sofferto la crudeltà di questa dittatura brutale () In questi decenni ho perso la fiducia nei governi del mondo e nelle istituzioni internazionali. Parole come diritti umani, democrazia, libertà, eccetera sono diventate senza senso e quelli che continuano a ripeterle sono bugiardi, bugiardi, bugiardi". Parla di Bush? No, Omar il liberato scrive: "Ho odiato l’Onu e il Consiglio di Sicurezza e la Russia, e la Francia e la Germania e le nazioni arabe e la conferenza islamica. Ho odiato George Galloway (il laburista inglese filo Saddam) e tutti quelli che hanno marciato in manifestazioni oceaniche contro la guerra. Ero io a essere oppresso e non voglio che altri parlino per conto mio. Io ero entusiasta di vedere cadere sui covi di Saddam quei razzi che mi avrebbero liberato, ed ero io quello che desiderava di morire da gentiluomo perché avrebbe posto fine all’umiliazione () Non eravamo neanche umani, Saddam ha cancellato la nostra umanità, eravamo soltanto numeri. L’idea del partito Baath era: sei un cittadino, quindi sei sospetto. Credetemi, vivevamo nel regno dell’orrore. Ditemi per favore come il mondo che si dice civilizzato possa aver permesso a Saddam di usare le armi chimiche contro la sua gente disarmata? Vergogna. Qualcuno può dirmi perché il mondo, lasciando Saddam al suo posto, si è schierato contro la volontà americana di farlo cadere? Visto che le carte dei diritti umani restano inapplicate, fareste bene a cancellarle perché vi ricorderanno il vostro disonore. Continuate a dare tempo e spazio a regimi come quelli della Siria, dello Yemen, della Nord Corea e della Libia. Non riconosco le vostre istituzioni e non ho tempo di ascoltare i vostri nonsense, devo costruire il mio paese e aiutare il mio popolo a dimenticare i giorni dell’umiliazione". Poi il finale: "Tutti voi dovete scusarvi con il popolo iracheno. Quello che è accaduto in Iraq è stato peggio dell’olocausto". (iraqthemodel.blogspot.com)
Bufale su Richard Perle. Era tutto falso e qualcuno prima o poi dovrà chiedergli scusa, ha scritto ieri il Wall Street Journal. E’ successo che il principe delle tenebre, il neocon più cattivo del reame, cioè Richard Perle, era stato costretto a lasciare la carica di presidente del Defense Policy Board, un centro studi del Pentagono, in seguito a una serrata campagna stampa del New Yorker e del New York Times. L’accusa era di conflitto di interessi, Perle avrebbe sfruttato il suo ruolo pubblico per ottenere consulenze d’oro da aziende private interessate agli appalti del Pentagono. Quando uscirono le indiscrezioni, Perle minacciò querela e poi si dimise da presidente. Ora l’ispettore generale del Pentagono ha concluso la lunga inchiesta sul caso, assolvendo Perle: non solo non c’è stato conflitto d’interessi, ma neanche "l’apparenza di conflitto di interessi". L’investigatore ha detto che gli accusatori, "persone non ragionevoli", erano perfettamente a conoscenza che le attività di Perle non confliggevano con il suo ruolo al Defense Policy Board.
Raccolta fondi per i terroristi. Se ne è accorto il blog liberopensiero, poi la Bbc, Andrew Sullivan e, ieri, Repubblica. C’è un sito italiano, antimperialista.com, che raccoglie fondi, "10 euro a testa", per la fantomatica resistenza irachena. I soldi, dice il portavoce dell’iniziativa, potrebbero essere usati per acquistare armi da usare negli attentati. Secondo la Bbc sono stati già raccolti 12 mila euro per sostenere "la causa della liberazione dell’Iraq". Solo che l’Iraq è stato già liberato.