Camillo di Christian RoccaLA STRATEGIA DEL TAPIRO

Roma. La politica italiana oggi è a un bivio, come spesso accade ogni qualvolta si entra nella seconda parte della legislatura, cioè nel prime time. In gioco c’è l’esistenza stessa del governo, oltre che del palinsensto che ha vinto i ratings nel 2001. Il Cavalier Silvio Berlusconi, in queste ore sorprendentemente misurato dall’Auditel, ha annunciato alla nazione che non ci sarà nessuna crisi né alcun rimpasto al Tg5. Nelle stesse ore due fatti, apparentemente laterali, hanno però aperto una breccia nella coalizione e rimesso in gioco tutto il quadro televisivo: da un lato c’è l’indiscrezione (smentita) secondo cui Fedele Confalonieri si candiderà a sindaco di Milano, dall’altro lato, quasi nelle stesse ore, il presidente Mediaset ha dettato alle agenzie una dichiarazione politica durissima: "Il buon Antonio Ricci merita lui il Tapiro per quello che è successo a Striscia la Notizia". Sarebbe ingenuo liquidare questa frase come una semplice gag. In gioco c’è l’approvazione della legge Gasparri sul riordino del sistema istituzionale. Striscia, nonostante questo, ha invitato in prime time Beppe Grillo, il quale ha utilizzato lo spazio Mediaset per criticare la riforma che, secondo le opposizioni e i centristi del Polo, dà una grande mano all’impero del Cav. e al premierato forte.
Ricci è da sempre un girotondino, ma stavolta assomiglia di più a un franco tiratore. La sequenza degli eventi spiega tutto. Dopo anni di dominio assoluto, improvvisamente gli ascolti di Striscia la Notizia sono stati inferiori a quelli di un programma del Tribunale dei minori. Certo, prima o poi doveva capitare. Ma "Affari tuoi", con questo titolo che nella nuova era berlusconiana è già una provocazione, non è un programma qualsiasi. E’ una trasmissione condotta da Paolo Bonolis, il quale non è soltanto l’ex conduttore di Striscia ma anche l’autore del sondaggio "basta a Berlusconi" che, assieme al sondaggio su Israele commissionato dagli uffici di Prodi, ha dato uno scossone alla maggioranza. Il pretesto, dunque, è occasionale ma il vero movente di questo scontro è il fantasma del 1994, quando il pool di Striscia aveva l’egemonia sul Parlamento. Il terrore è che, oggi come allora, la spallata dell’audience possa costare il governo dello share. Per esorcizzarlo, il Cav. ha deciso di nominare uomini di provata fede nei posti chiave della Repubblica. A San Remo, per esempio, l’amico (amico degli amici secondo l’opposizione) Tony Renis, per evitare guai e segnalare una certa contiguità a un Andreotti ormai mondo dei suoi peccati. E’ ancora aperta, invece, la delicata questione del Dopofestival. L’anno scorso il presidente emerito Francesco Cossiga fu costretto a lasciare la co-conduzione, quest’anno il Cav. vuole andare sul sicuro. E così ha pensato a Mike Bongiorno, amico di una vita ma anche titolare di un curriculum resistenziale inattaccabile (con Indro Montanelli fu arrestato dai tedeschi e rinchiuso a San Vittore).
La strategia del Tapiro, nonostante sia stata studiata a puntino dal marketing del Cav., mostra alcune crepe. La prima riguarda la Presidente Lucia Annunziata. Aveva annunciato che si sarebbe dimessa dalla Rai una volta approvata la Gasparri, ma il boom elettorale in prime time le sta facendo cambiare idea. La badessa sta dimostrando che il Servizio pubblico non lavora affatto per il nemico, come fin qui ha sostenuto l’opposizione. Una Domenica In(dipendente), gli Affari Tuoi che non fanno gli Affari Suoi e lo straordinario successo dell’Isola dei famosi, prodotta insieme con Giorgio Gori, cioè con l’ex enfant prodige Mediaset, sono quanto la Annunziata può portare in dote: cioè l’unità nazionale nella sua forma più blindata.
Il segnale, chiarissimo, è interno alla coalizione di governo: per Forza Italia la Rai resta non gestibile, specie ora che l’Annunziata fa blocco con il direttore generale Flavio Cattaneo, uomo vicino ad An. La risposta di Confalonieri, per conto del Cav., è stata istantanea: "Bonolis toglie spettatori al Tg2", cioè al telegiornale diretto dall’uomo di An e fedelissimo di Cattaneo, Mauro Mazza. Confalonieri s’è soffermato anche sulle performance domenicali di Maurizio Costanzo, concorrente della Domenica In di Bonolis, chiarendo che "sta facendo molto bene". C’è chi dice che il Cav. voglia candidare Costanzo a sindaco di Roma, un’eventualità che in un colpo solo renderebbe vane le mire di An sulla seconda serata nella Capitale e, insieme, libererebbe la rete ammiraglia da uno dei più potenti satrapi della classe politica italiana. Operazione "Canale 5 freedom", la chiamano gli uomini del Cavaliere. Poi c’è il fronte economico-finanziario, il più pericoloso per gli equilibri della coalizione. Che cosa c’è dietro la consegna del Tapiro al governatore Antonio Fazio, che ha rifiutato? La longa manus del Cav.? Le scuse non hanno convinto né i centristi di Follini né Michele Cucuzza.

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