Camillo di Christian RoccaRedazionalmente Corretto del 14 novembre 2003

La
prima pagina dell’organo dei Radical In, cioè la Repubblica
(Rep.) di ieri, 13 novembre, si apriva ovviamente con "La
strage degli italiani". Titolo uguale a quello del Giornale
e della Stampa. E’ difficile recensire Rep. in un giorno come
questo, e non per il fatto che a causa della strage siano saltate
le rubriche di Michele Serra e Corrado Augias. A costo di apparire
cinici, va detto che la prima parte della cronaca di Giampaolo
Cadalanu da Nassiryah è abbastanza ridicola: "Hanno
colpito i soldati dal volto umano", si legge nella prima
riga. (Gli americani e gli inglesi cosa sono, disumani?). Scrive
ancora Cadalanu dei nostri carabinieri: "Quelli che sorridono
agli iracheni anziani, alzando le spalle perché il loro
arabo si ferma a Salam Aleikum. Quelli che quando partono mettono
un bambolotto o un’automobilina nello zaino, perché capita
spesso di fare amicizia con i bambini". A occhio la tecnica
ricorda quella del cioccolato e dei chewing-gum distribuiti dai
disumani americani nel 1945. Per il resto l’articolo è
ottimo, ricostruisce molto bene l’attentato al quartier generale
dei carabinieri. Cadalanu sostiene che è "difficile
pensare che siano ex militari di Saddam: è più
facile credere che questo sia rabbia di importazione, la stessa
che ha straziato la sede della Croce Rossa". La stessa tesi
è contenuta negli articoli di Renato Caprile, "l’unica
cosa certa è che con questa tragedia che ha gettato l’Italia
nello sconforto la gente di Nassiriya c’entra poco o niente",
e di Pietro Veronese. il quale esclude che "a compiere la
strage siano state forze irachene".
L’editoriale di Ezio Mauro "Il dolore e la politica".
Una ventina di righe di cordoglio, una decina di "nessuna
strumentalizzazione" non petita, un paio per proporre, come
D’Alema, una svolta, cioè l’Onu. Il finale è senza
esitazioni: "Il pantano iracheno riguarda oggi non solo
l’America ma tutto l’Occidente: che non può lasciare campo
libero al terrorismo, né tantomeno alla rivincita postuma
di dittatori sconfitti".
Le pagine sulle vittime non sono raffinate come quelle del Corriere,
davvero belle e ispirate ai "Ritratti del dolore" del
New York Times. Dal magazine del New York Times è stata
tradotta una parte dell’articolo di David Rieff che fa risalire,
sai che novità, tutti gli errori americani alla figura
di Ahmed Chalabi.
Visto il momento, Red. Corr. non ha letto Valéry Giscard
d’Estaing e Giuliano Amato su "Stati grandi e piccoli si
temono ma nell’Ue decideranno i cittadini".
La pagina di società e costume è un appuntamento
imperdibile per i lettori di Rep. Argomento di ieri: "A
tavola puzzle all’italiana, il pesto si sposa con l’agnello".
Due i soliti e stupefacenti grafici di Rep. Nel più grande,
le ricette: la polenta morbida ("mentre la polenta cuoce,
sciogliere il taleggio a bagnomaria col latte, disporre la polenta
a ciambella versando nel mezzo il taleggio. Condire con il burro
cotto, coprire con il tartufo tagliato a fettine") e il
risotto con baccalà ("soffriggere cipolla, aglio,
baccalà e capperi, aggiungere pomodori, brodo e cuocere
due minuti. Tostare il riso, bagnare col vino, cuocere aggiungendo
il brodo, mantecare con olive e foie gras"). Il secondo
grafico è ancora più interessante, perché
ci fa sapere che la "mozzarella di bufala campana, malgrado
i recenti scandali (), resta uno dei formaggi più versatili
in cucina". Ottimo. "Il tartufo", invece, ha "un
prezzo proibitivo" ma anche "un aroma celestiale".
E il prosciutto? "L’utilizzo più ecumenico è
quello del classico panino, ma in cucina viene usato sia per
farcire sia per avvolgere". Strepitoso lo scoop di Rep.
sul "parmigiano". Pare sia "oggetto di esperimenti
estremi, dal gelato alle tegole croccanti" (?!?). E non
solo: "Gli chef più raffinati lo servono in degustazioni
verticali, come i grandi vini" (?!?). Continuando di questo
passo, i più arditi, ma solo se Rep. lo vorrà,
lo serviranno anche sulla pasta al pomodoro. (continua)

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