Camillo di Christian RoccaRedazionalmente Corretto del 15 novembre 2003

La
prima pagina dell’organo dei Radical In, cioè la Repubblica
(Rep.), di ieri 14 novembre, si apriva con "Un giorno di
lutto nazionale". Tre gli editoriali sul tema. I primi due
in contrasto l’uno con l’altro, e cioè Lucio Caracciolo
da una parte e Guido Rampoldi dall’altra. Il terzo è di
Zuccopycat, categoria a sé. Ramp! comincia col dire che
"non sappiamo bene per cosa sono morti 18 italiani".
E in effetti, limitandosi a quanto scritto da Rep. in questi
mesi, non gli si può dare torto. La tesi centrale del
sempre abile Ramp! è la seguente: "La destra finge
di non sapere che se c’è una razionalità strategica
nell’invasione dell’Iraq, questa attiene allo sfratto imposto
dalla vacillante monarchia saudita alle basi americane".
Ma quale democrazia, quale petrolio, quale lobby neocon, gli
americani hanno fatto la guerra a Saddam perché i sauditi
non gli volevano rinnovare l’affitto. Un po’ come dire che la
"razionalità strategica" e la liberazione dell’Europa
dell’Est la dobbiamo al costo della vita altino di Berlino ovest.
Comunque Ramp! non crede all’idealismo americano, e pensa che
"la Vecchia Europa" sia "più attrezzata
a isolare l’islamismo radicale". Le prove? Eccole. Secondo
Ramp! lo avrebbe "dimostrato il successo con l’Iran sul
nucleare". Un successone, in effetti. Altra prova: l’Europa
"appare più equidistante nel conflitto arabo-israeliano".
Equidistantissima. Meno male che c’è anche l’analisi di
Lucio Caracciolo, non favorevole a Bush ma, questa sì,
equidistante. Scrive Caracciolo che il motivo della guerra è
che gli Usa "non volevano che una regione così rilevante,
non solo per il petrolio, finisse nelle mani di chi l’aveva ferita
l’11 settembre. E non fidandosi di nessuno, nemmeno dei presunti
amici sauditi, vi sono entrati a piedi uniti, per mandare un
segnale chiaro e forte a tutto il Medio Oriente. Soprattutto
a Siria e Iran". Perfetto, finalmente un’analisi non ideologica.

Poi c’è Zuccopycat. I soliti giochi d’artificio, notizie
e interpretazioni mescolate con la solita classe. Scrive che
i neocon, definiti "neofanatici", sono in crisi, ma
dice che è in crisi anche Rumsfeld, fin qui da Zuccopycat
descritto come il capo dei neocon. Non mancano le contumelie
ad Ahmed Chalabi e, finale grandioso, ci sono anche sperticati
elogi al "vecchio Kissinger". Fantastico. Ma mai quanto
è capitato a Michele Serra, il quale ha scritto che non
siamo più "un’Italia mammista e piagnona". Uguale
uguale all’odiato Cav. di pagina 6: "Non siamo più
il paese delle mamme". Altrettanto fantastica, in senso
tecnico, la pagina 5 dove si legge che "Mohammed Bakr Al-Hakim
ora fiancheggia il governo provvisorio di Baghdad e la presenza
americana nel paese". Bakr Al Hakim, però è
morto due mesi fa. (continua)

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