Camillo di Christian RoccaRedazionalmente Corretto del 20 novembre 2003

La
prima pagina dell’organo dei Radical In, cioè la Repubblica
(Rep.), di ieri 19 novembre, si apriva con "L’addio ai caduti
di Nassiriya". Due, ridondanti, gli articoli di cronaca
dei funerali. Uno di Giuseppe D’Avanzo, detto Davanpour, e un
altro di Concita De Gregorio, intesa Conc, che inizia così:
"La musica, la musica", forse una citazione dell’indimenticabile
"Ma che musica, che musica maestro" di Raffaella Carrà.
In realtà è tutto il reportage di Conc. a essere
lirico. Seguono esempi: "Approdano, si posano"; "Luce
gialla in alto, dalle vetrate" e "Non si può,
davvero". La dignità dei parenti dei caduti di Nassiryah
non ha dato alcuna possibilità ai republicones di trasformare
i funerali in un comizietto anti Cav. Così, per dare un
po’ di pepe politico all’articolo di Davanpour a pagina 5, i
vertici di Rep. hanno escogitato il seguente titolo: "Vergogna,
per noi niente posti davanti alle bare dei nostri figli".
Geniale.
Rep. è stata brava a scovare la notizia del sito italiano
antimperialista che raccoglie fondi per quel terrorismo dalle
motivazioni "accettabili", per rubare una definizione
a Eugenio Scalfari, che in Iraq compie attentati contro gli americani,
gli italiani e gli stessi iracheni. Ottima anche la notizia del
Guardian, il giornale inglese che martedì ha pubblicato
sessanta lettere di personaggi famosi indirizzate a George Bush.
Nella sintesi di Rep, però, sono scomparse quelle favorevoli.

L’articolo più interessante, per una volta, è quello
dell’umoralista Michele Serra. Non ci crederete, ma Serra è
diventato un neocon. Leggete qui cosa scrive a proposito del
fanatismo della moglie italiana dell’imam di Carmagnola: "Ma
guai a chi vuole impormi la sua purezza, la sua morale e la sua
fede, come intendono fare – e lo dicono – i fanatici islamici.
Non illudiamoci, pacifisti o bellicisti poco cambia, di poterci
sottrarre a questa morsa. E’ stata dichiarata, da una minoranza
di esaltati, una guerra mondiale agli impuri. E’ una guerra di
sterminio, ed è una guerra che si fonda sull’idea di indegnità,
di ‘non umanità’ dei non eletti: identicamente al nazismo.
Pacifisti o bellicisti che siano, gli impuri si organizzino per
tempo". Meraviglioso. Ma sorge un dubbio: un anno fa la
rubrichetta di Serra, per errore, uscì non con la sua
firma ma con quella di Rupert Murdoch. Red. Corr. teme che, questa
volta, sia uscito a firma di Michele Serra un pensierino dello
squalo australiano.
La svolta neocon di Rupert Serra è subito attenuata da
una lettera di un lettore, rappresentante dei tipici paleo-con
che leggono Rep. L’uomo si lamenta perché, pur avendo
preso un Intercity in prima classe, ha dovuto subire l’affronto
di "due passaggi del venditore abusivo di panini e bibite;
un passaggio di due zingare che chiedevano la carità;
un sordomuto che chiedeva l’obolo esibendo un cartoncino che
dichiarava la sua menomazione; e in ultimo un uomo, per la verità
male in arnese, che diceva di essere malato e sieropositivo e
chiedeva a ogni viaggiatore un obolo per un piatto di pasta.
Tralascio ogni altra considerazione, ma non sarebbe dovere del
vettore, a fronte del pagamento del biglietto, garantire che
i viaggiatori non vengano presi d’assalto da ogni genere di postulanti?".
Gente di sinistra. Red. Corr. suggerisce al gentile lettore dell’organo
dell’intellighenzia di sinistra italiana di prepare un bel piano
d’azione con l’amico Mario Borghezio, insieme riusciranno senza
dubbio a far fuori anche quelle luride troie negre.
Senza pari le pagine culturali. L’apertura ha questo titolo:
"A cosa serve il sesso", ma passiamo avanti fino ad
arrivare alle due pagine centrali dedicate ai "neoprogressisti",
l’ultima trovata di quei gagà di sinistra che, pur riconoscendo
che i vari Mussi e Melandri non ci prendono mai, si vergognano
a dirlo apertamente, anche perché poi i vecchi amici gli
toglierebbero il saluto e addio agli aperitivi in terrazza. L’idea
è venuta ad Anthony Giddens, ex profeta della Terza via.
In realtà in America i neocon di sinistra ci sono già,
e si chiamano neoliberal, ma volete mettere la gioia di leggere
Giancarlo Bosetti, direttore di Reset, che scrive che i "neoprogs"
rappresentano per il centrosinistra "una rottura ideologica
liberatoria, un break out"? Neoprogs, break out, reset,
tilt, Cav. a Palaz. Chig. forever. (continua)

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