Camillo di Christian RoccaLa traccia cartacea del terrore di Saddam

Il Tribunale speciale iracheno istituito il 10 dicembre, le cui regole sono ispirate ai principi dell’equo processo, quando giudicherà Saddam Hussein potrà contare sulla straordinaria mole di documenti ufficiali del regime saddamita raccolti da Kanan Makiya, intellettuale di sinistra, professore e architetto che lasciò l’Iraq nel 1968. Dagli Stati Uniti, Makiya è stato uno dei più lucidi oppositori del regime di Saddam. Nel 1989 scrisse, sotto pseudonimo, Republic of Fear, il più dettagliato atto d’accusa contro il dittatore di Tikrit. Alcuni anni fa, dopo la liberazione del Kuwait e del Kurdistan iracheno, ha intrapreso un progetto, finanziato dall’Università di Harvard, di riordino e di catalogazione dei documenti del regime sequestrati dalle truppe angloamericane. Ora, con la caduta di Saddam, Makiya ha presentato al Congresso americano la Fondazione della Memoria Irachena, una specie di museo e di archivio delle atrocità commesse dal regime tra il 1968 e il 2003 sull’esempio del Museo dell’Olocausto. La sede provvisoria si trova a Baghdad negli uffici all’interno del monumento della Vittoria, quello con le spade incrociate, ma Makiya conta di costruire un nuovo edificio nel centro di Baghdad. Il Congresso americano ha stanziato un milione di dollari, ma ne serviranno venti nei prossimi due anni. La Fondazione dispone di due milioni e quattrocentomila pagine di documenti sequestrati nell’Iraq del Nord e di altre 725 mila pagine prese al Sud. Ma ne mancano almeno altre trecento milioni: "La traccia cartacea del terrore", dice Makiya. Resta soltanto da capire se "la società irachena sarà in grado di sopportare il peso di così tanta memoria. E’ una cosa che riguarda la vergogna, la conoscenza, una cosa da ricomporre dentro noi stessi". Ci sono anche testimonianze orali e filmate di sopravvissuti, di gente torturata, dei familiari delle vittime del terrore. I documenti raccontano un regime repressivo basato sulla fedeltà assoluta al capo, sulla paura e sulla delazione. Tutti spiavano tutti, anche gli studenti delle scuole superiori erano sottoposti allo scrutinio degli uomini di Saddam. I quali redigevano rapporti quotidiani anche sui "pettegolezzi" e sulle voci che si diffondevano nei bar e nei luoghi pubblici del paese. Nelle carte ci sono le prove documentali del genocidio curdo, dello sterminio degli sciiti, dei finanziamenti ai martiri, delle fosse comuni.

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