Camillo di Christian RoccaRedazionalmente Corretto del 20 dicembre 2003

La
prima pagina del quotidiano di Largo Fochetti, cioè La
Repubblica (Rep.), ieri 19 dicembre si apriva con "Scontro
sulla par condicio" (l’altro ieri lo "scontro"
era sul "decreto salva-Retequattro"). L’editoriale
di Massimo Giannini spiega che Prodi è una specie di Adenauer
e i partitini della sinistra dei "guastatori". A pagina
3 c’è un’intervista di Curzio Maltese, bravo quando fa
parlare altri, a Piero Fassino, il quale spiega che la vicenda
Rete 4 è facilissimo risolverla: vendendola. Eccezionale
la titolazione della bella intervista di Goffredo De Marchis
a Vittorio Foa. Si legge che Foa "critica Pera" per
le sue dichiarazioni sul mito della Resistenza. In realtà
Foa dice le stesse cose di Pera: "E’ un mito che abbiamo
costruito noi"; "Noi abbiamo lavorato fortemente per
creare un’immagine dell’Italia del periodo fascista non compromessa
col regime"; "Questo è sicuramente un elemento
mitologico, non corrispondente alle realtà, che siamo
riusciti a far entrare di prepotenza nella storia del dopoguerra";
"cerchiamo di non rendere troppo virtuoso il passato".

Renato Caprile, che ancora non si è accorto come il 10
dicembre a Baghdad si sia svolto un corteo di 5 chilometri (fonte
Corriere) con 15 mila persone (fonte Al Jazeera) che protestavano
contro il terrorismo (fonte Le Monde) e contro la tesi di Rep.
secondo cui gli attentati sarebbero Resistenza, spiega che il
processo a Saddam sarà una farsa o una vendetta perché
"non è ancora ben chiaro in base a quali leggi giudicare
l’ex dittatore". In realtà è chiarissimo,
basta informarsi: all’articolo 17 della Sezione 6 della legge
istitutiva del Tribunale c’è scritto che si applicherà
la legge penale irachena in vigore fino al 17 luglio 1968 (che
recepiva il codice penale di Baghdad del 1919) per i reati commessi
tra il 17 luglio 1968 e il 14 dicembre 1969; la legge 111 del
1969 (codice penale iracheno) in vigore fino al 15 dicembre del
1969 (senza considerare gli emendamenti successivi) per i reati
commessi tra il 15 dicembre 1969 e il primo maggio 2003; e, infine,
la legge 23 del 1971 (il codice di procedura penale iracheno).

Infine, l’inenarrabile Michele Serra. Ha scritto che l’arresto
di Saddam è uno show e tutte le solite banalità
sull’immagine eccetera, ma anche che "dopo la cattura"
del rais "il conflitto contro il terrorismo mondiale è
più aperto che mai". Cioè, secondo Serra,
se Saddam fosse libero, la guerra al terrorismo andrebbe meglio.
Poi ha scritto che Bush è in testa ai sondaggi solo grazie
all’evento tv. Se si fosse votato prima, scrive, "Bush avrebbe
perduto". E’ una balla. E Serra non legge neanche il suo
giornale, che il giorno precedente la cattura del rais, in un
articolo dal titolo "Bush straccia Dean nei sondaggi, in
crisi la speranza dei democratici", ha scritto che Howard
Dean "ha 27 punti di distacco da Bush". (continua)