Camillo di Christian RoccaBertinotti non la trionferà

C’è da fare i complimenti a Fausto Bertinotti. Il segretario di Rifondazione ha avviato con acume e serietà una lunga traversata nel deserto del totalitarismo comunista. Ha ribadito, come nessun riformista ha fatto, che la stagione staliniana fu una delle più grandi tragedie della storia, ha denunciato senza se e senza ma le foibe e, da ultimo, ha aperto un dibattito interno sulla nonviolenza, suggerendo ai no global e ai disobbedienti di partecipare alle manifestazioni senza spranghe né elmetti. Il paradosso è, come già scrisse Adriano Sofri a proposito delle continue professioni di antifascismo cui è costretto Gianfranco Fini, che il più anticomunista d’Italia sia proprio il segretario di Rifondazione comunista. Non che Bertinotti rinneghi completamente una storia e una tradizione, come invece gli contestano i detrattori marxisti-leninisti, ma ripudiando l’uso politico della violenza cerca di tracciare una via nonviolenta al comunismo, qualunque cosa voglia dire. Ce la farà? Difficile, stando almeno alla discussione che si è aperta sulle pagine di Liberazione. Ieri, con un lungo articolo-manifesto, Piero Bernocchi, Marco Bersani, Salvatore Cannavò e Luca Casarini hanno contestato le tesi bertinottiane, di Rina Gagliardi e di Sandro Curzi: "Di fronte al potere violento non ci basta dirci non violenti".
I disobbedienti, no global o come diavolo si chiamano, non rinunciano alla violenza, si considerano i nuovi partigiani di fronte al regime nazista globale: "Non si può calare sulle lotte, dall’alto di una definizione astratta, una categoria, la nonviolenza, che ne cristallizza il divenire e rischia di paralizzarne l’azione". Per cui: al Qaida non è un male assoluto, ma un male "altrettanto sporco e spietato" del terrorismo imperialista americano; i terroristi palestinesi sono compagni che non sbagliano perché soltanto "a volte" attaccano i civili, si limitano a uccidere "i coloni" (che sono civili); le stragi in Iraq "nulla hanno a che fare con il terrorismo". Dire che tutto ciò è terrorismo ha "effetti assai negativi". No, Bertinotti non la trionferà.

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