Camillo di Christian RoccaRedazionalmente Corretto del 23 gennaio 2004

La
prima pagina del quotidiano di Largo Fochetti, cioè La
Repubblica (Rep.), ieri 22 gennaio si apriva con "Fino a
12 anni a chi truffa i risparmiatori". Non un italiano elegantissimo.
Cinque le cose da segnalare sul numero di ieri. La seconda puntata
dell’inchiesta di Giulio Anselmi sulle banche e sui risparmiatori
e un saggio breve di Khaled Fouad Allam sul velo islamico e il
Corano. Le altre tre segnalazioni meritano un po’ più
di spazio. Il caso Kelly, lo scienziato che si suicidò
in seguito allo scontro tra la Bbc e Tony Blair sulle armi di
distruzione di massa di Saddam, è un punto dolente di
Rep. Su questo specifico punto ha sempre disinformato i suoi
lettori. Enrico Franceschini ha sempre raccontato che Blair aveva
imbrogliato gli inglesi e non ha mai dato notizia dei numerosi
mea culpa fatti dalla Bbc e dallo stesso giornalista che aveva
accusato Downing Street di aver sexed up, reso cioè più
attraenti, gli indizi dei servizi segreti sulle armi irachene.
L’altro giorno, quando la Bbc ha annunciato che avrebbe trasmesso
una contro incheista che discolpava Blair e autoaccusava i propri
giornalisti, Rep. ovviamente non ne diede notizia. Ieri, il giorno
seguente la messa in onda della trasmissione, con accuse tra
giornalisti e dirigenti e uno scandalo grande così, Rep.
è stata costretta a occuparsi del caso. Il titolo del
Corriere era: "Bbc, retromarcia sulle armi ­ Trasmessa
un’intervista allo scienziato Kelly, morto suicida: Baghdad è
una vera minaccia". Il Guardian, giornale di sinistra, in
prima pagina ha titolato: "La Bbc si autopunisce mentre
emerge una nuova intervista a Kelly". E così via.
Il titolo di Rep? Eccolo: "Kelly: Saddam è una minaccia
ma non per noi". L’informazione di Rep. è questa.
Eppure riceve premi a schiovere. Ieri, le pagine culturali hanno
dato notizia che "a Guido Rampoldi" è stato
dato "il premio David inviato speciale". Max David
era un grande inviato e in suo onore c’è un premio, "una
sorta di Pulitzer italiano". Una sorta, però. Quest’anno
è andato a Ramp! per "i suoi reportages sui maggiori
eventi internazionali occorsi dal 1987, tra cui le rivoluzioni
nell’Europa orientale, la prima guerra del Golfo, tutte le guerre
jugoslave, l’avvento dei talebani in Afghanistan, alcune importanti
vicende in Asia, Africa e America latina". La rava e la
fava, ma non i suoi servizi sull’America e sulla guerra al terrorismo.
Si noti un’altra cosa: sembra che il premio gli sia stato assegnato
anche per lo scoop su Telekom Serbia del 1999, ma non per l’affossamento
del 2003.
Viva la polemica di Sandro Viola contro chi si ostina a definire
"un regime" il "pessimo" governo del Cav.
Viola è perfido quando definisce Tabucchi "uno scrittore
di cui ho letto tutti i libri" in contrapposizione a Umberto
Eco, "uno scrittore che va per la maggiore". (continua)