Camillo di Christian RoccaArchivio blog – Marzo 2004

Raccolta mensile del blog


I Vulcans

Uno dei libri più belli dell’anno. Trentacinque anni di politica estera americana raccontati in modo avvicente, attraverso le biografie dei Vulcans di Bush.

31 marzo


Quando Clinton impedì a Clarke di testimoniare a una commissione del Congresso

Capita, a volte.

31 marzo


D’Alema: “Fassino, si sa, è un po’, diciamo, sionista”

Le ultimissime scopiazzature, imprecisioni e non conoscenze del Giovane Pioniere ed ex leader della sinistra che vorrebbe fare il, diciamo, il ministro degli Esteri

30 marzo


Una commissione inutile

Il Foglio, 30 marzo


In fondo sono solo 40

Gli ultimi dittatori del mondo.

Vanity Fair, 1 aprile


Renosubject aprile

Caro Luca, qui in America come sai si parla molto di matrimoni tra gay, e sia Bush sia il suo sfidante Kerry sono contrari. La battaglia si è spostata all’Onu, dove si è costituita un’associazione che si chiama GLOBE, cioè Gay Lesbian or Bisexual Employers, cioè impiegati gay, lesbiche e transessuali che chiedono uguali diritti e altrettante facilitazioni per i matrimoni gay. Ma non nel mondo, stai attento,
piuttosto per gli impiegati dell’Onu.

Gq, aprile


Kerry e la più scarsa squadra di hockey

Vanity Fair, 1 aprile


Ciampi, finalmente

Da Repubblica.it (nella versione cartacea il passaggio è saltato):
Il Capo dello Stato ha quindi sollecitato tutti a leggere attentamente e a fare conoscere il testo della Risoluzione 1511 del Consiglio di Sicurezza. Ciampi ha detto ai giornalisti: Leggetelo, per favore. Sono solo due paginette, non è un documento lungo. Purtroppo quel che spesso si manca di fare è leggere i documenti importanti prima di scrivere gli articoli, basandosi su quel che hanno già scritto altri. Leggete questo documento. Vi sono molte cose di estrema importanza di cui forse qualcuno di voi non si è accorto”.
E noi che vi avevamo detto? Uno, due e tre.
D’Alema, Prodi e gli altri continuano a fantasticare sull’Onu (che a Baghdad c’è già). Ora l’ultima novità, anche di Ciampi, è quella di imporre agli americani un’altra risoluzione. Peccato che l’abbiano già chiesta loro, molte settimane fa. Perché la 1511 che secondo i zapateros (che non leggono o non sanno o imbrogliano) non sarebbe stata applicata, ha già raggiunto tutti i suoi obiettivi: tra una novantina di giorni gli iracheni si autogovernerranno.

29 marzo


L’Avvenire su Esportare l’America

Anche qui.

29 marzo


Perché è stato necessario

Yossi Halevi sul Washington Post

29 marzo


Mr. Clarke, no grazie. Lei sta facendo politica

Alcune famiglie delle vittime dell11 settembre.
Krauthammer smonta Clarke.
Per quelli che scrivono che Clarke avrebbe votato per Bush:
[MEET THE PRESS]
RUSSERT: Did you vote for George Bush in 2000?
CLARKE: No, I did not.
RUSSERT: You voted for Al Gore?
CLARKE: Yes, I did.

29 marzo


Se la sinistra fosse questa

Giampaolo Pansa.

28 marzo


Meno 95

Il Foglio, 27 marzo


Oil for fraud

Editoriale del Washington Post

26 marzo


Kerrey, con la e, for veep

L’ex senatore del Montana, star della Commissione 9/11. Il falchissimo
che potrebbe fare da vicepresidente di Kerry, quello senza e.

26 marzo


Yo no soy Zapatero/16

Abdallah di Giordania: “Per la maggioranza degli iracheni il cambio di regime e la possibilità di decidere il proprio futuro sono elementi positivi, il presente è oscuro, ma il futuro è promettente”
Chissà se qualcuno ha letto che cosa ha detto.

Il Foglio, 26 marzo


Previsione

Quando a luglio la commissione di indagine sull’11 settembre concluderà che non c’è stato nessun complotto e dirà che Clinton in otto anni ha fatto poco e Bush in sette mesi e mezzo altrettanto, vedrete i commenti sul vergognoso colpo di spugna perpetrato dai dieci Lord Hutton americani….

26 marzo


Repubblica

E’ riuscita a far passare come una richiesta dell’Europa, quasi un’imposizione agli orribili americani, una decisione dell’Onu e degli iracheni già presa da tempo, già in corso e per arrivare alla quale si sono impegnati solo gli americani. Ora si aspetta un’altra intervista di Fassino che saluta la novità, salvo poi aspettare la prossima richiesta di un intervento Onu.

26 marzo


Par condicio

Ahmed Chalabi, il leader laico e liberale dell’Iraq che ha il maggior merito di aver convinto prima l’Amministrazione Clinton (che da allora lo finanzia) e poi Bush della politica di regime change, non piace ai fighetti. Appena ce n’è uno che parla, vive e mangia come noi, i fighetti gli preferiscono sempre uno meno liberale. L’accusa di questo articolo del NYT, ridicola: Chalabi in Iraq non è conosciuto. Certo, negli ultimi 35 anni, Saddam lo faceva vedere tutti i giorni in tv e i giornali lo intervistavano più volte la settimana.
L’articolo è pieno di cattiverie gratuite e da salotto newyorchese però dà una notizia: Chalabi si sta accreditando con gli sciiti come il possibile mediatore con gli americani.

26 marzo


Diceva WittSofri

Il sonno della ragione produce weblog.
Piscialetto e ignoranti, però.

25 marzo


L’America indaga su se stessa, ma senza schiamazzi

Con una tripla smentita all’ultimo accusatore di Bush (e di Clinton), provenienti da se medesimo. Qui la lettera di dimissioni dove lodava e ringraziava Bush; qui il briefing alla Casa Bianca dove spiegava ai giornalisti che Bush era un drago, qui le mail dove ripeteva i concetti)

Il Foglio, 25 marzo


Oil for what?

Il più grande programma di aiuti dell’Onu è diventato il più
grande scandalo della sua storia.

Il Foglio, 24 marzo


Chi ha vinto?

“Quando Zougam (sospettato di essere uno degli organizzatori dell’attentato dell’11 marzo a Madrid, ndr) è arrivato in tribunale, dopo cinque giorni in stato di isolamento, ha chiesto ai cancellieri: ‘Chi ha vinto le elezioni?‘”.
dal New York Times, 22 marzo 2004

24 marzo


I fascisti islamici volevano uccidere il presidente tedesco

E perché mai, cari zapateros, non avevate detto che i
terroristi vogliono uccidere solo gli alleati di Bush?

24 marzo


Un iracheno chiede ai pacifisti occidentali: secondo voi perché
in Iraq non ci sono state grandi adunate contro la liberazione?

Il Foglio, 24 marzo


Always

“It has been an enormous privilege to serve you these last 24 months”, ha scritto il 30 gennaio 2003 Richard Clarke a Bush quando si è dimesso dall’incarico. “I will always remember the courage, determination, calm, and leadership
you demonstrated on September 11th”. Quasi always.

24 marzo


Il leader spirituale

The so-called peace path is not peace and it is not a substitute for jihad and resistance
Qui come irrorava lo spirito delle nuove generazioni
Qui il suo Mein Kampf
Qui il risultato della sua leadership

24 marzo


Sì pasaran

I fascisti della guerra civile spagnola avevano lo slogan “W la muerte”, come i fascisti islamici di oggi. Ma allora la sinistra gridava “no pasaran”
Appunti per D’Alema e Barbara Spinelli

24 marzo


Wolfowitz, un anno dopo

Racconta l’Iraq attraverso il nostro blogger iracheno preferito.

Il Foglio, 24 marzo


Il Foglio di oggi

E’ particolarmente bello. Segnalazioni: l’apertura, tutta la prima pagina e un editoriale su Yassim. Un editoriale sulla folla che crede alle menzogne (war for oil o bambini uccisi) e grida assassini sia a Bush e Blair sia ai poliziotti dell’Olimpico.

24 marzo


Stati Uniti d’Europa e d’America

Opinione dei radicali Capezzone e Mecacci ospitata dal Washington Times.

24 marzo


Pictures from an antiwar demonstrarion

Americani antiamericani
Americani comunisti
Americani antisemiti
Americani scemi

24 marzo


The Baghdad Mosquito

La redazione di analisti che in Iraq lotta contro l’ostacolo
più duro alla democrazia: le dicerie.

24 marzo


Yo no soy Zapatero/15

Franco Debenedetti, senatore Ds, sul Foglio (anticipazione prefazione
a Glucksmann).

24 marzo


Zapatero, sempre peggio

Ora propone di mandare in Iraq forze armate “di molti paesi arabi guidati dalla Lega Araba”. Un genio. Così gli iracheni si sarebbero liberati di Saddam per avere in cambio la lega dei dittatori.

23 marzo


Yo no soy Zapatero/14

Giampaolo Pansa, sull’Espresso

23 marzo


Yo no soy Zapatero/13

Andre Glucksmann, oggi sul Wall Street Journal. Nei giorni scorsi
su Corriere e Foglio.

23 marzo


Informazione di servizio

Massimo Giannini, su Repubblica di oggi, cita il saggio di Amartya Sen ma non ne ha capito il senso.

23 marzo


Tutto si tiene

Arafat, capo di quelle brigate Al Aqsa che massacrano i civili israeliani, ha visto The Passion di Mel Gibson e dice che non è affatto antisemita. Il suo consigliereha aggiunto: “I palestinesi quotidianamente sono ancora esposti al tipo di dolore che Gesù subì durante la sua crocifissione”

22 marzo


Appunti per D’Alema

e per chi chiacchiera ancora, senza sapere di che cosa sta parlando, della necessità di un coinvolgimento dell’Onu che c’è già da tempo.

22 marzo


Questo per capire come l’America che raccontano sia una proiezione dei propri luoghi comuni

Sondaggio Newsweek:
One year after the start of the Iraqi war, a majority (57%) of Americans says the U.S. did the right thing in taking military action against Iraq (37% disagree).

21 marzo


Blix

Michael O’Hanlon, analista liberal della Brookings Institution sul New York Times fa gentilmente a pezzi il libro dell’ispettore Onu, segnalando le contraddizioni, i ricordi annebbiati e le accuse politiche e non fattuali a Londra e Washington. Riconosce, però, che le critiche di Blix a Bush rispetto alle cose che si sentono in giro in Europa (e O’Hanlon non ha mai sentito D’Alema) sono di tipo corretto.

21 marzo


I neo-punk

Il punk è di sinistra ma ora c’è una scissione, una parte di loro si è rotta le scatole della sinistra che accusa l’America di ogni misfatto. Ora vota per Bush. Attenzione.

21 marzo


I Ds: “Fascisti”

No, sono fascipisti, pacifisti che difendono i fascisti. I fascisti sono i fondamentalisti islamici.

21 marzo


No blood for Strauss

Con Embedded, Tim Robbins accusa il filosofo ebreo per la guerra in Iraq e fa addormentare i fan

20 marzo


Yo no soy Zapatero/12

Joe Lieberman, ex candidato democratico alla presidenza
For now the response of too many Spanish voters looks more like
Munich

20 marzo


Yo no soy Zapatero/11

Charles Krauthammer, Washington Post
In the 1930s Europe chose appeasement. Today Spain has done so again. Europe may follow.
E su Romano Prodi:
This is beyond appeasement. This is decadence: Terror rages and we tend our garden

20 marzo


Kerry non è affatto Zapatero ma è ancora ambiguo

Sul Washington Post, David Ignatius.

20 marzo


Difficile dirlo meglio

We do love life, the life given to us and to all. We believe in the values that uphold the dignity of life: tolerance and freedom and the right of conscience. And we know that this way of life is worth defending. There is no neutral ground — no neutral ground — in the fight between civilization and terror, because there is no neutral ground between good and evil, freedom and slavery, and life and death. The war on terror is not a figure of speech. It is an inescapable calling of our generation. The terrorists are offended not merely by our policies, they’re offended by our existence as free nations. No concession will appease their hatred. No accommodation will satisfy their endless demands. Their ultimate ambitions are to control the peoples of the Middle East and to blackmail the rest of the world with weapons of mass terror.

20 marzo


Todos Zapatero

D’Alema continua il gioco delle tre carte, Carlo Panella lo smentisce ancora.
Al direttore ­ Nel corso di Porta a Porta di giovedì, Massimo D’Alema si è dato alla fantapolitica mesopotamica. Ha sostenuto che gli sciiti iracheni avevano chiesto elezioni entro il 30 giugno (cosa vera), ma che gli americani le hanno negate (cosa falsa, le ha negate Kofi Annan). Quando Franco Frattini ha fatto presente che, comunque il più alto leader sciita, l’ayatollah al Sistani, ha accettato lo spostamento di data e ha firmato la Carta costituzionale, D’Alema ha ribattuto: “Certo! Con 150 mila soldati americani in Iraq!”, un modo per dire che al Sistani non è libero nelle sue posizioni, perché sotto mira delle forze di occupazione. Il punto è discriminante. D’Alema chiede “un cambio di fase”, chiede cioè che sia l’Onu a gestire la transizione. Ma fa finta di non sapere, o non sa, che il “cambio di fase” è già concretizzato da mesi: il 19 gennaio Paul Bremer e il Consiglio iracheno sono andati a New York a chiedere ad Annan di essere arbitro sulla data delle elezioni; Annan ha inviato in Iraq una missione guidata da Lakhdar Brahimi che ha ritenuto impraticabili le elezioni prima del 2005; gli sciiti hanno accettato lo spostamento di data; il 24 febbraio Annan ha pronunciato un discorso al Senato di Tokyo in cui ha ringraziato per il voto che ha inviato in Iraq un contingente militare “in risposta all’appello del Consiglio di sicurezza” (sancendo così formalmente che anche il contingente italiano è in Iraq su mandato Onu)…
Carlo Panella

Il Foglio, 20 marzo


Victor Davis Hanson

This is not the old realpolitik of giving a pass for pumping oil and keeping Communists at bay, or ignoring the usual descent into demonocracy. Instead of slurring our efforts as colonialist and self-interested, we should at least concede that the implementation of consensual rule in Iraq is the most idealistic, perhaps expensive, and in the end audacious initiative in the
last half century of American foreign policy.

20 marzo


Verdad y Bonini

Ieri Rep. aveva una paginata di Carlo Bonini con i documenti segreti che “Repubblica ha ottenuto alla Moncloa”, i quali dimostrerebbero gli imbrogli di Aznar. Non è così. Primo, quei documenti che “Repubblica ha” misteriosamente ” ottenuto alla Moncloa”, sono stati ottenuti da tutti perché il governo uscente ha convocato una conferenza stampa. E ovviamente l’ha convocata per dimostrare la correttezza. Bonini, invece, crede di aver trovato la prova dell’imbroglio. Ma confonde il detonatore con l’esplosivo. Sul Foglio di oggi, la tesi di Bonini ­ credo unica al mondo ­ viene smontata.
Qui quando Bonini per raccontare le emozioni dell’11 settembre 2001, un anno dopo, l’11 settembre 2002, si imbarcò sul volo che l’anno prima era finito come era finito. Ma prese l’aereo sbagliato.

20 marzo


Yo no soy Zapatero/10 Richard Holbrooke

Probabile Segretario di Stato se vincesse Kerry. Leggete cosa scrisse prima dell’inizio della guerra in Iraq
In a roughly similar situation, in 1999, the Clinton administration and our NATO allies decided to bomb Serbia (for 77 days) without even seeking U.N. approval, after it became clear that Russia would veto any proposal. This contrast with the supposedly muscular Bush administration is especially odd when one considers that Saddam Hussein is far worse than Slobodan Milosevic, and that Iraq has left a long trail of violated Security
Council resolutions, while there were none on Kosovo”.

20 marzo


Il Compagno Zdanov

“Infine, la tendenza degli Stati Uniti al dominio mondiale e a una politica antidemocratica contempla anche la lotta ideologica. Il compito fondamentale della parte ideologica del piano strategico americano consiste nel ricattare l’opinione pubblica diffondendo calunnie su una pretesa aggressività dell’Unione Sovietica e dei paesi di nuova democrazia, e nel presentare, così, il blocco anglosassone in veste di blocco difensivo per scaricarlo della responsabilità di preparare una nuova guerra (). Per la sua lotta eroica, piena di abnegazione, contro l’imperialismo, l’Unione Sovietica si è attirata l’amore e la stima dei lavoratori di tutti i paesi. () I circoli reazionari degli Stati Uniti e dell’Inghilterra si domandano, preoccupati, come dissipare l’impressione incancellabile che l’ordinamento socialista ha suscitato tra gli operai e i lavoratori di tutto il mondo”.
(“Politica e ideologia”, di Andrej Zdanov, edizioni
Rinascita, 1949)

Il Foglio, 20 marzo


Carmen Consoli debutta a New York

20 marzo


Reality show, real cheesecake

Aprite questa pagina, andate giù col cursore, sulla destra
troverete il mostro che in questo momento (19 di sera per voi)
sto mangiando.

19 marzo


Yo no soy Zapatero/9

Il Foglio, 19 marzo


Yo no soy Zapatero/8

Il Corriere di oggi e di questi giorni.

19 marzo


Regime Change

Un simpatizzante dei neocon sale al trono culturale del santuario liberal d’America, la Book Review del New York Times

Il Foglio, 19 marzo


Yo no soy Zapatero/7

Zapatero e Mahatir (il fascista antisemita della Malesia) si augurano la vittoria di Kerry, Kerry ha risposto così: John Kerry does not seek, and will not accept, any such endorsements”.
E’ per questo motivo che Andrew Sullivan potrebbe considerare l’ipotesi di votarlo.

19 marzo


Yo no soy Zapatero/6

Alian Finkielkraut

19 marzo


Yo no soy Zapatero/5

Paul Berman

Il Corriere della Sera, Cultura, 18 marzo


Yo no soy Zapatero/4

Emma Bonino

Il Corriere della Sera, 18 marzo


I tre zapateros italiani esigono che in Iraq si faccia quel che la Casa Bianca ha già fatto (senza consultarli)

Il Foglio, 18 marzo


Yo no soy Zapatero/3

John Kerry.

18 marzo


Romano Prodi: “E’ chiaro che il conflitto con i terroristi non si risolve solo con la forza”. Riprovi con le sedute spiritiche.

18 marzo


Un Polo di manette e ballerine

18 marzo


Yo no soy Zapatero/2

Thomas Friedman, New York Times:”The new Spanish government’s decision to respond to the attack by Al Qaeda by going ahead with plans to pull its troops from Iraq constitutes the most dangerous moment we’ve
faced since 9/11″.

18 marzo


Non sarà Zapatero, ma è Kerry

“I actually did vote for the $87 billion before I voted against it”, John Flip Flop Kerry al New York Times. (non è una battuta, è fatto così)
Un paio di gioni prima aveva detto che se il suo voto fosse stato decisivo avrebbe probabilmente cambiato voto.

18 marzo


Sullivan assegna i Prodi Awards a chi invece che accusare Al Qaida se la prende con Bush, Blair e Aznar per l’attentato di Madrid

E non ha ancora letto Conc: Piange Ana Botella: lacrime certo
di tensione e forse di vergogna»

18 marzo


Fare pipì a Jfk

18 marzo


People rockin’ in the free world

Ieri sera Neil Young alla Radio City Music Hall

18 marzo


Al Qaida chiede la Verifica

Dalla Reuters:
“A group that said it had links to Al Qaeda said it was calling a truce in its Spanish operations to see if the new government would withdraw its troops from Iraq, a pan-Arab newspaper said. “Because of this decision, the (our) leadership has decided to stop all operations within the Spanish territories…until we know the intentions of the new government that has promised to withdraw Spanish troops from Iraq,” the statement said. “And we repeat this to all the brigades present in European lands: Stop all operations”.

17 marzo, sera


Elezioni libere e giuste?

Prendete il Ruanda o qualsiasi altro paese dove le istituzioni internazionali inviano osservatori per monitorare la legalità delle elezioni. Bene. Se a poche ore dal voto qualcuno fa una strage con l’obiettivo politico di influenzare il risultato, i medesimi osservatori internazionali cosa fanno? Dicono che sono state elezioni regolari oppure no? Stando al manuale for Election Observation Training, le elezioni sarebbero irregolari: “A free election means absence of intimidation of voters by any party or force. Any form of undue influence, coercion or violence is anathema to the freedom of elections”.

17 marzo, sera


CLAMOROSO (E’ VERO)

Kerry, nel 1997, voleva fare la guerra a Saddam, per le armi e per stabilizzare il Medio Oriente, accusava l’Onu e soprattutto la Francia e diceva che la guerra andava fatta anche da soli. E disse anche una frase sulla risoluzione Onu che ora legittima l’intervento di Bush del 2003 (intervento che, peraltro, ha votato al Senato)

Il Foglio, 17 marzo


Yo no soy Zapatero

(da La Bamba).
Osservatorio sugli antifascisti che si oppongono alla resa incondizionata ai fascisti, che non accettano indicazioni di voto dai fascisti islamici, che conoscono la storia, che sanno che cosa voglia dire “spirito di Monaco”
Panebianco (Corriere), Brooks (NYT), Luttwak (NYT) Washington Post, Hitchens, Sullivan, Kagan, Saunders (San Francisco Chronicle), John O’ Sullivan, Wall Street Journal

17 marzo


Todos Zapateros

Osservatorio su chi si accoda ai Zapateros e non capisce che tra giovedì e domenica si è scritta una delle pagine più vergognose della storia europea. George Orwell chiamava i predecessori dei tempi di Monaco: “fascipist” (fascisti+pacifisti).
Sono troppi, ogni giorno. Quello che ieri faceva più specie era Massimo D’Alema (intervista al Corriere), cioè l’ex bombardiere dei Balcani e già aspirante commensale di Blair. Ecco la patetica dichiarazioncina: “La posizione di Zapatero è la stessa da noi sostenuta”.
Ieri l’altro: Romano Prodi: “E’ chiaro che l’uso della forza non è la risposta per i risolvere i conflitti con i terroristi”. Riprovi con le sedute spiritiche.

17 marzo


Ora

Dopo aver fallito con gli americani, e poi con le forze alleate, e poi con gli iracheni civili, e poi con gli iracheni politici, e poi con gli iracheni poliziotti, ora i fascisti islamici hanno come obiettivo i civili stranieri: e li ammazzano. Questo è il terzo assassinio di fila. Los zapateros gli mandano a dire che questa è la strada giusta.

17 marzo


Editoriale del Washington Post

“It is clear that using force is not the answer to resolving the conflict with terrorists,” European Commission President Romano Prodi said yesterday. Should such sentiments prevail, the next U.S. administration — whether led by President Bush or Sen. John F. Kerry — may have no alternative to unilateralism.

17 marzo


Lo hanno capito anche i realisti

La democrazia è l’unica realpolitik possibile

17 marzo


Appunti per Vattimo

17 marzo


Non trovate più

Nella colonna di sinistra alcuni blog italiani, causa inutilità degli stessi

17 marzo


Se al Qaida punisce Aznar per l’Iraq, allora l’Iraq c’entra con al Qaida

E’ peggio dell’11 settembre, è l’11 settembre senza Rudy Giuliani, senza i pompieri, senza l’united we stand. E’ l’11 settembre del 1938.
David Brooks di questa mattina sul New York Times usa gli stessi identici
argomenti

Il Foglio, 16 marzo


Iraq, il bicchiere è tre quinti pieno

Le analisi dei liberal e dei realisti a un anno dalla liberazione
del’Iraq

Il Foglio, 16 marzo


Non è ancora troppo tardi, scrive New Republic

Sbaglia, è tardi. Le elezioni Bin Laden o chi per lui le ha già vinte.

16 marzo


Israeliani, gente seria

16 marzo


Il democristiano Prodi non lo voterei neanche se l’avversario fosse un palo della luce

16 marzo


Buone notizie

Mel Gibson ha dubbi su Bush

16 marzo


Magdi Allam spiega l’alleanza tra fascisti, comunisti e fondamentalisti islamici, tutti uniti dall’antiamericanismo e dall’antisemitismo, che sta dietro l’attentato di Madrid

15 marzo


La Spagna e l’orgoglio

Il terrorismo è arrivato anche a casa nostra, ma solo un idiota poteva pensare che new york non fosse già casa nostra. Come risposta abbiamo dato la solita risposta europea: prego si accomodi, come è buono lei, faccia pure (copyright Monaco 1938 o un qualsiasi film di Fantozzi). La colpa viene al solito data alle vittime, agli israeliani che vengono massacrati, agli americani che danno da mangiare ai musulmani e non hanno la pensione e la sanità solo perché ci hanno dovuto salvare due volte in 50 anni. Infine accusano Aznar che aveva capito come l’attacco riguardasse anche noi. Chi l’11 settembre diceva che ci avevano davvero dichiarato guerra, è stato preso in giro come se fosse un fanatico cocacolista, ora che attaccano anche qui in Europa, dove siamo così buoni, dicono che la colpa non è dei fascisti islamici ma della coca cola medesima e che se invece della coke ci fosse la pepsi i fascisti starebbero buoni a fumare il calumet della pace.
La guerra al terrore si combatte con l’intelligence, blatera chi però vede la Cia dietro ogni male del mondo e chi spera che diventi presidente degli Usa uno che la voleva smantellare perché ormai inutile. Il terrorismo si batte con le azioni di polizia, blatera sempre lo stesso che poi grida al colpo di Stato se il Congresso passa il Patriot Act che facilita i compiti di prevenzione e poi vorrebbe Perry Mason o Sante Licheri per i talebani catturati nei campi di Osama.
Sanno che il terrorismo è tollerato e finanziato da alcuni regimi, ma non hanno un’idea che sia una su come convincere quei regimi fascisti che ospitano, aiutano, sostengono e finanziano il terrorismo, se non che, semmai, la guerra andava fatta altrove, in Pakistan o in Arabia Saudita.

15 marzo


Il terrorismo riguarda tutti

Il Foglio, 15 marzo


Toh, l’hanno capito anche quelli di Le Monde

“If the trail back to Al-Qaida is confirmed, Europeans should rethink the war against Islamic fundamentalist terrorism, as did the United States after the attacks of September 11, 2001. . . . Will March 11 have in Europe the same effect as September 11 in the US? After having spontaneously expressed their solidarity with the Americans, the Europeans, preoccupied with other forms of terrorism, found that the Americans had become consumed with paranoia. Contrary to the latter in 2001, Europeans today discover not only their own vulnerability, but also that they are confronted with a new phenomenon, mass terrorism. Like the Americans, they may now be forced to admit that a new form of world war has been declared, not against Islam but against totalitarian and violent fundamentalism. That the world’s democracies are confronted with the same menace and should act together, using military means and waging at the same time a war for their ideals.”
(traduzione di Andrew Sullivan dell’editoriale di Le Monde)
In italiano sul Foglio

15 marzo


Altra balla svelata

Il Washington Post e la Commissione bipartisan del Congresso, dentro la quale i Democratici volevano fare un mazzo così ai falchi dell’Amministrazione Bush, scoprono che il team di intelligence del Pentagono NON ha modificato i rapporti della Cia né fornito al presidente informazioni diverse da quelle raccolte da Tenet.
Era, al solito, una balla.
“Congressional Democrats contend that two Pentagon shops — the Office of Special Plans and the Policy Counterterrorism Evaluation Group — were established by Rumsfeld, Feith and other defense hawks expressly to bypass the CIA and other intelligence agencies. They argue that the offices supplied the administration with information, most of it discredited by the regular intelligence community, that President Bush, Cheney and others used to exaggerate the Iraqi threat.
But interviews with senior defense officials, White House and CIA officials, congressional sources and others yield a different portrait of the work done by the two Pentagon offices.
Neither the House nor Senate intelligence committees, for example, which have been investigating prewar intelligence for eight months, have found support for allegations that Pentagon analysts went out and collected their own intelligence, congressional officials from both parties say. Nor have investigators found that the Pentagon analysis about Iraq significantly shaped the case the administration made for going to war”.

14 marzo


Riotta (anche) su Esportare l’America, Io Donna

14 marzo


Un tabloid inglese intervista un ex detenuto che denuncia torture & puttane a Guantanamo

E’ il primo che lo fa, finora ne aveva parlato soltanto chi non c’era stato, per sentito dire. Chi c’è stato, giornalisti, deputati, esperti e soprattuto detenuti, ha sempre detto il contrario. Il New York Times mercoledì ha ripreso la notizia dell’intervista, a pagamento, rilasciata al più sputtanato dei tabloid inglesi, il Daily Mirror, e ha riportato le stranezze del racconto e la smentita secca degli americani. Rep, ovviamente, nella persona di Enrico Franceschini, ovviamente, ci si è buttata a pesce, ovviamente con quattro giorni di ritardo. Ovviamente ci si è buttato a pesce anche chi crede che gli americani siano così stupidi da rilasciare uno che torturavano più volte il giorno, cui iniettavano sostanze misteriose e intimidivano con le puttane. Leggere per (non) credere.
ULTIMORA. Anche gli altri due detenuti inglesi parlano a un giornale serio, The Observer (ripreso dal Corriere), di maltrattamenti ricevuti prevalentemente in Afghanistam e di dure condizioni a Guantanamo. Smentiscono, però, le assurdità pubblicate dal Mirror. Colin Powell definisce anche queste accuse “improbabili“.

14 marzo


Neocon alla sbarra in un tribunale del popolo a Bruxelles e a Broadway

Nella tana del Pnac e del Weekly Standard

Il Foglio, 13 marzo


Idiozie

Sei sei di sinistra è stata Al Qaida; se sei di destra
è stata l’Eta.

13 marzo


Ieri sera a Washington

Colin Powell mi ha dato una pacca sulla spalla e mi ha detto enjoy your evening.

12 marzo


Oscar a Sean Penn, pensate a Madonna

Ritratto di Sean Penn

Vanity Fair, 12 marzo


I possibili vice di Kerry

Vanity Fair, 12 marzo


Eta o Al Qaida?

11 marzo


Produrre pensiero

Due giorni tra i think tank americani
(e mr. Capezzone)

Il Foglio, 11 marzo


Manifestazioni in Siria, riunioni a Sanaa, nuove costituzioni e ora questa cosa in Arabia Saudita

11 marzo


Cambierà la politica estera americana se Kerry fosse eletto presidente? Pochino, quasi niente

Rispondono al Foglio otto analisti indipendenti ed esperti di politica estera.

Il Foglio, 9 marzo


Leader

Il Foglio, 9 marzo


Urrà: (ecco il testo)

In soli dieci mesi l’Iraq ha la più liberale, anche se
provvisoria, delle Costituzioni del mondo arabo e islamico. Dieci
mesi dopo la liberazione di Baghdad e due anni dopo la liberazione
di Kabul, l’Iraq e l’Afghanistan hanno più libertà
di quanto non ne abbiano avuto tutti gli altri paesi delle ragione
negli ultimi quaranta anni. Grazie a W. (e a Bin Laden).
“E dopo aver sconfitto i nemici, non abbiamo lasciato
eserciti di occupazione, ma costituzioni e parlamenti”.
George W. Bush, Discorso all’American Enterprise Institute, 26
febbraio 2003

8 marzo


“Che fortuna essere stato a Guantanamo, ora mi manca. Cuba era grandiosa”

Altri due ragazzini, rimpatriati in Afghanistan, raccontano le straordinariamente positive condizioni di vita nel campo di Guantanamo. Al Guardian, noto giornale in mano al Pentagono e alla lobby ebraica dei neoconservatori.
Sono stati male dieci giorni, certo gli interrogatori non erano entusiasmanti e le famiglie – come è ovvio – hanno sofferto. Ma quanto alle presunte torture e alle supposte disumane condizioni di vita, sentite cosa dicono alla Bibbia del progressismo britannico:
He spent a typical day watching movies, going to class and playing football. He was fascinated to learn about the solar system, and now enjoys reciting the names of the planets, starting with Earth”.
The food in the camp was delicious, the teaching was excellent, and his warders were kind. “Americans are good people, they were always friendly, I don’t have anything against them,” he said. “If my father didn’t need me, I would want to live in America.”
“Americans are great people, better than anyone else,” he said, when found at his elder brother’s tiny fruit and nut shop in a muddy backstreet of Kabul. “Americans are polite and friendly when you speak to them. They are not rude like Afghans. If I could be anywhere, I would be in America. I would like to be a doctor, an engineer _ or an American soldier.”
Naqibullah, Asadullah and Mohammed Ismail were moved into one large room, which was never locked. They were taught Pashto (their own language), English, Arabic, maths, science, art and, for two months, Islam”.
“The boys played football every day, and sometimes basketball and volleyball with their guards”.
(grazie al migliore di tutti noi, 1972)
Nel frattempo la mamma di uno dei 5 detenuti russi che gli americani hanno consegnato a Mosca dice che il figlio vorrebbe tornare a Guantanamo perché in Russia neanche i resosrt di bellezza sono così piacevoli.

Have a good time, 8 marzo


Flip Flop

Il New York Times, infine, si accorge (addirittura in prima pagina) che le contraddizioni di Kerry sono una cosa seria e pericolosa.
Camillo ve lo dice da un mese e mezzo (guardare colonna sinistra).

6 marzo


Kerry ha sangue blu

Se ne leggono di tutti i colori.
David Brooks, invece, spiega quanto sia distante dal partito del popolo e antropologicamente vicino a Bush. In realtà è vero il contrario. Hanno un background simile, anzi uguale. Ma Bush ha combattuto tutta la vita per non essere quello che è Kerry, il quale per tutta la sua vita ha voluto essere proprio quello che è. E’ complicato, ma non tanto.

6 marzo


Schwarzenegger superstar

Ha vinto il doppio referendum sul budget che sembrava impossibile, i suoi avversari democratici ora dicono che è un bravo politico e che ha portato aria fresca nella politica californiana. Serviti gli idioti, dunque.
E, da ieri, è anche direttore di Muscle & Fitness, per far venire un po’ di rabbia agli idioti.

6 marzo


Powell, Soros, i neocon (e Pannella) esportano la democrazia dentro l’Onu

Incredibile ma vero, tutti insieme per la nascita del Gruppo democratico dentro le Nazioni Unite.

Il Foglio, 5 marzo


Marito di presidente Rai critica sul Washington Post Mediaset senza dire chi è sua moglie

Daniel Williams, uno dei più bravi giornalisti americani, e marito di Lucia Annunziata, racconta il degrado della tv italiana attaverso la trasmissione (peraltro americana) Bisturi di Italia 1. In questi casi di potenziali conflitti d’interesse i giornalisti americani usano scrivere, tra parentesi, full disclosure: mia moglie è la capa della concorrenza. Stavolta non è stato fatto. (Echissenefrega).

5 marzo


Finalmente smascherati i neocon

(Grazie a Vic)

5 marzo


Largo ai dilettanti

Non i cantanti, che sono bravi, ma il gruppo Ventura. Scombinati
e impreparati. Buone le canzoni, specie il rockettino di Simone.

5 marzo


Girotondo per Rocca

Sull’Avanti di ieri una protesta di Maria Cafiero per la soppressione della rubrica di musica del titolare da un mensile milanese:
“Per anni mi ero sentita sola, quando pensavo queste cose rigirandomi tra le mani alcuni cd davvero imbarazzanti, poi un bel giorno ho sfogliato una recensione su un mensile, Capital, cui mi ero avvicinata in modo casuale. La rubrica si chiamava “Il discolo”, l’estensore degli articoli Christian Rocca (…)
E’ stato bruttissimo scoprire che quella rubrica, su Capital, non ci sarà più. Dato il mio stile di vita ed il mio reddito l’unico motivo che avevo per acquistare quella rivista era la rubrica di Rocca dedicata alla musica. Ecco il problema, le persone che si emozionano al ricordo di Carlo Giuliani cantato da Guccini penserebbero subito al complotto, a protestare, a fare girotondi e raduni ammorbanti. Io penso solo che tutto questo regime poi non esiste; compravo un giornale perché pubblicava una bella rubrica, e adesso, invece, non lo comprerò più”.
Grazie.

5 marzo


Why The Economist, giornale fondato da Walter Bagehot, è diventato una barzelletta?

5 marzo


Quello che diceva Camillo su Kerry ora lo dicono tutti: da Bush a Slate.

5 marzo


I russi, i russi, gli americani…

5 marzo


La straordinaria rubrica Gang Land

Storie di mafosi italoamericani, altro che Soprano.

5 marzo


Lungo ritratto, cattivo ma non troppo, di Richard Perle sulla The New York review of books

5 marzo


Per quelli che credono ancora alla resistenza antiamericana

Carlo Panella sul Foglio, via informazione corretta

5 marzo


La maglietta di Hillary, la band di Kerry

Vanity Fair


Super Odio

Alla festa di Kerry

Il Foglio, 4 marzo


Democrazia e diritti in Iraq

Il testo della legge amministrativa provvisoria

4 marzo


Robert Kagan update

4 marzo


Ieri bruttino il festival

Tranne il vascolino grignanino.

4 marzo


Quel gran genio di Milton Friedman e il taglio di tasse a prescindere

“I am favor of cutting taxes under any circumstances and
for any excuse, for any reason, whenever it’s possible”

4 marzo


Sono due i candidati anti Bush, dottor Kerry e mister Kerry

3 marzo


Ps

Kerry ha vinto 9 stati su 10. Uno l’ha vinto Dean, che si era già ritirato. Edwards è arrivato a pari solo in Georgia e stasera si ritira
Amnesty protesta con gli Usa: perché avete rilasciato da Guantanamo i sette russi? Non sapete che in Russia c’è la tortura?

Non ci si può credere, ma è vero.

2 marzo


If he’ll ever know, he’s in the best selling show,is there LIF ON MARS

2 marzo


Bel Festival

Veruska, generale kamikaze, Masini che fa gli Oasis, il Bon Jovi piacentino con i Rolling Stones, il ragazzetto che canta guardami negli occhi (la migliore, forse), Elton John, Paola Cortellesi, Mario Venuti che fa gli Style Council e canta leccami le mani con bertinotti o qualcosa del genere.

2 marzo


Finalmente un paese civile

2 marzo


L’altro pilastro della dottrina Bush

La Middle East Initiative

Il Foglio, 2 marzo


Caro Luca, l’altro giorno ho incontrato Pat Metheny, aveva un problema al telefonino

Re: no subject sbarca su Gq.

2 marzo


Ehi, sveglia, gli iracheni hanno una costituzione (provvisoria) democratica, laica, liberale e con quote rosa al 25 per cento.

L’Iraq non è più uno stato soltanto arabo, ma anche curdo.

2 marzo


Una cabala di neozelandesi ha dirottato la politica della Academydi Hollywood

1 marzo


Va detto

Il Corriere ha un bravissimo corrispondente da Israele, Davide Frattini, il quale non è soltanto una bravo giornalista e amico mio ma anche uno dei rari (insieme con Claudio Pagliara della Rai) corrispondenti italiani che non ha pregiudizi anti-israeliani. L’articolo di ieri sui gay palestinesi perseguitati da Hamas e dalla polizia di Arafat e costretti a fuggire in Israele era esemplare.

1 marzo


Le cose gravi di Bush

Quando Bush fa una cosa davvero oscurantista, quelli con i paraocchi non se ne accorgono. Questa è davvero grave.

1 marzo


“I believe in God. And I believe in the power of redemption, and the capacity of individual human beings to be able to make a difference, because, as President Kennedy said, “Here on Earth, God’s work must truly be our own.”

Il fanatico George W. Bush? No, John Kerry (al dibattito presidenziale di domenica mattina).

1 marzo


Perché sono un popolo superiore

Pochi minuti dopo la fine del dibattito tra i candidati democratici, sul sito della Cbs i controllori (i fact checker) hanno verificato che le cose dette in diretta fossero vere. Edwards, Kerry e Sharpton hanno imbroglicchiato un po’.

1 marzo


La chiarissima posizione di Kerry sul matrimonio gay

(dal dibattito di Los Angeles)
KERRY: I said very clearlyI could not have been more clear on the floor of the United States Senate. My speech starts out expressing my personal opinion, that I do not believe — you know, I believe that marriage is between a man and a woman.
But notwithstanding that belief, there was no issue in front of the country when that was put before the United States Senate.And I went to the floor of the Senate and said — even though I was up for reelection, “I will not take part in gay bashing on the floor of the United States Senate. I will not allow the Senate to be used…(APPLAUSE)… for that kind of rhetoric.
BROWNSTEIN: But you also said in that statement…
KERRY: But let me just finish.
BROWNSTEIN: You also said in that statement that you believe the Defense of Marriage Act was fundamentally unconstitutional. And if the Defense of Marriage Act is unconstitutional, isn’t President Bush right, that the only way to guarantee that no state has to recognize a gay marriage performed in any other state is a federal constitutional amendment?
KERRY: In fact, I think the interpretation — I think, under the full faith and credit laws, that I was incorrect in that statement. I think, in fact, that no state has to recognize something that is against their public policy. And for 200 years, we have left marriage up to the states. There is no showing whatsoever today that any state in the country, including my own — which is now dealing with its own constitutional amendment — is incapable of dealing with what they would like to do.
And I believe George Bush is doing this — he’s even reversed his own position. He’s reversed Dick Cheney’s position. He is doing this because he’s in trouble. He’s trying to reach out to his base. He’s playing politics with the Constitution of the United States. (APPLAUSE)
BROWNSTEIN: But let me just nail down one thing very quickly. So are you saying that, now that gay marriage is on the table in a place like California or Massachusetts, that you would support the Defense of Marriage Act?
KERRY:
No, because…
BROWNSTEIN: That it’s not…
KERRY: … the Defense of Marriage Act is the law of the land today.
KING: And you would support it today?
BROWNSTEIN: And you would leave it…
KERRY: … no votes to take it back. And I think it’s more important right now to pass the employment nondiscrimination act, hate crimes legislation, and begin to move us forward so we have on the books those laws that will allow us to protect people in this country.
Commento di John Edwards
“I would not support the Defense of Marriage Act today, if there were a vote today, which is the question you just asked Senator Kerry. I’m not sure what he said about that. But I would not vote for it.
(LAUGHTER)

1 marzo


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