Camillo di Christian RoccaL'Onu c'è già. Chissà se la sinistra lo capirà

Milano. La sinistra italiana chiede "una svolta", vuole il pieno coinvolgimento delle Nazioni Unite in Iraq. Si segni questa notizia: le Nazioni Unite sono già pienamente coinvolte. La sinistra chiede anche che l’Onu assuma la guida politica della transizione irachena. Pregasi appuntarsi la seguente notizia: l’Onu se l’è già assunta. La sinistra italiana, e non si capisce se ci è o ci fa, invoca una rapida transizione verso la sovranità del popolo iracheno. Terza notiziola: è stato già deciso, il 30 giugno Paul Bremer tornerà a casa e la sua Autorità si scioglierà. Dal giorno dopo governeranno gli iracheni. Quarta notizia: in alcuni casi l’autogoverno iracheno è già operativo. Il ministro dei Lavori pubblici, per esempio, che è una donna, ha già la piena responsabilità.
Eppure Massimo D’Alema chiede che il governo si impegni per una "nuova risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite". Quinta notizia: questa è la posizione di George Bush. Dice Piero Fassino: "Una nuova risoluzione dell’Onu che affidi alle Nazioni Unite il controllo della transizione per il ritorno della democrazia in Iraq". Il diessino si è dimenticato che l’Onu, sesta notizia, controlla già la transizione per il ritorno della democrazia, grazie alla risoluzione 1511. Il 20 ottobre Fassino disse al Corriere che "la risoluzione 1511 dell’Onu supera l’unilateralismo di Bush e riapre la strada a una strategia fondata sul multilateralismo e su un ruolo cruciale delle Nazioni Unite" e, ancora, che "è cambiato il quadro. Fino a ora abbiamo contestato la legittimità di un intervento unilaterale, deciso senza un mandato dell’Onu. Adesso, le cose non stanno più in questi termini".
Carlo Azeglio Ciampi, un paio di giorni fa, ha invitato i giornalisti a leggere attentamente il testo della risoluzione 1511: "Sono solo due paginette, non è un documento lungo. Purtroppo quel che spesso si manca di fare è leggere i documenti importanti prima di scrivere gli articoli, basandosi su quel che hanno già scritto altri. Leggete questo documento. Vi sono molte cose di estrema importanza di cui forse qualcuno di voi non si è accorto". Se la sinistra non crede né al presidente né al Foglio, dovrebbe fidarsi delle Nazioni Unite, no? Sul sito dell’Onu potrà scoprire che a) c’è in corso "una missione Onu per aiutare a formare un governo che il primo luglio prenda il potere dalle forze di occupazione guidate dagli americani"; b) la stessa missione Onu si sta occupando di "preparare le elezioni per il prossimo anno"; c) Kofi Annan ha nominato un suo inviato speciale, Lakhdar Brahimi, il quale è a Baghdad; d) mentre da noi si chiacchiera, Brahimi incontra ogni giorno partiti, politici, associazioni non governative, professori e società civile per preparare la transizione; e) in Iraq c’è anche il team Onu guidato da Carina Perelli che valuta gli aspetti tecnici del voto che, secondo quanto deciso da iracheni, americani e Onu, si terrà entro il 31 gennaio prossimo.
In ogni caso, Onu o non Onu, Moqtada Al Sadr non smetterebbe di sparare. E va ricordato che i terroristi hanno già bombardato il quartier generale Onu di Baghdad, uccidendo Vieira de Mello e 21 persone.

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