Camillo di Christian RoccaRE: NO SUBJECT di Christian Rocca & Luca Sofri

Caro Christian, ho finalmente scoperto che differenza c’è tra Ulisse e Freccia Alata. Non sono ubriaco, sono i nomi delle due classi di frequent flyers di Alitalia, quelli che siccome sono clienti abituali li dovrebbero trattare meglio. Morale: si diventa Ulisse con cinquantamila miglia e Freccia Alata con settantacinquemila, tipo il Gran Mogol delle Giovani marmotte (io ero Governatore del Club di Topolino, comunque). Nessuna delle due classi però ti permette di avere un posto senza che il cafone del posto davanti ti si reclini sulle ginocchia appena decollato. E poi mi avanza una manciata di miglia di American Airlines che ci ho viaggiato una volta sola e ora vorrei barattarle con qualcos’altro, che so, un pacchetto di salatini, una mascherina per dormire.

Caro Luca, qui in America come sai si parla molto di matrimoni tra gay, e sia Bush sia il suo sfidante Kerry sono contrari. La battaglia si è spostata all’Onu, dove si è costituita un’associazione che si chiama GLOBE, cioè Gay Lesbian or Transgender Employers, cioè impiegati gay, lesbiche e transessuali che chiedono uguali diritti e altrettante facilitazioni per i matrimoni gay. Ma non nel mondo, stai attento, piuttosto per gli impiegati dell’Onu. I paesi arabi si sono opposti, quindi niente incentivi ai membri del simpatico Globe. Avresti mai pensato che un transessuale potesse fare il dirigente all’Onu? Comunque dentro il Palazzo di Vetro, che è parecchio brutto, hanno appena finito di girare un film di Sydney Pollack. E’ la prima volta che il palazzo viene aperto a una produzione cinematografica, ai paesi arabi evidentemente non dispiacciono né le meraviglie di Nicole Kidman né le idee poltiche di Sean Penn.

Caro Christian, Sydney Pollack per me numero uno. Nel frattempo ho trovato questo sito dedicato solo ai fanatici delle Millemiglia di tutte le compagnie, si chiama Webflyer: ho scoperto che c’è gente che si fa certi Boston-Tokyo e ritorno in superofferta solo per portarsi a casa le miglia, e ci guadagna. Si vendono l’anima, per dirla con William Gibson, che nel suo ultimo romanzo sostiene che il jet-lag non è altro che la tua anima che rimane per strada e ha bisogno di un po’ di tempo per raggiungerti (l’anima non può andare così veloce, capirai).

Caro Luca, hai presente quel giornalista imbroglione che copiava gli articoli e si inventava gli scoop? No, non quello italiano. Dico Jayson Blair, del New York Times. L’anno scorso le sue magagne fecero scandalo e il direttore del più grande giornale del mondo fu costretto a dimettersi. Ora ha scritto un libro dove racconta tutta la verità e dice che ha mentito, mentito, poi ancora mentito. Tu gli credi? E’ il paradosso del bugiardo, come si fa a credere a uno che dice di aver sempre mentito? Avessi la sua faccia tosta copierei a piene mani un libro di tal Kyle Smith che si intitola Love Monkey. E’ una specie di Sex and the City al maschile, pieno di fidanzamenti, party, marche, musica, ristoranti e luoghi di Manhattan. Il protagonista è un giornalista di tabloid e dice una battuta che al di là dell’Atlantico capiamo solo tu e io. Dice, infatti, di essere bassino e che l’unico modo per definirlo alto (tall) è quello di trasformarlo in una bevanda di Starbucks. Hai riso?

Caro Christian, sono qui che mi rotolo per terra. Sono appena stato nel primo Starbucks francese, aperto qualche settimana fa a cento metri dall’Opera, a Parigi. Ti dirò che il chocolate brownie non è ancora all’altezza, ma era domenica mattina e c’era lo stesso una fila di trentuno persone ad aspettare il proprio frappuccino. Mezze intontite, confortably numb, come dice la canzone. Hai sentito la versione dance degli Scissor Sisters? Il cd è molto divertente, indefinibile, incasinato, fantasioso e dalle foto loro sembrano una via di mezzo tra i Village People e i Kajagoogoo. Se li incontri, sono newyorkesi, stagli addosso.

Caro Luca, come annunciato sono andato a vedere Starsky e Hutch in un cinema di Union Square, accanto a me c’era seduto Michael Moore col regolare cappellino da baseball. Ora immaginati un regista intellettuale e impegnato italiano che a) porti il cappellino da baseball; b) vada a vedere il remake di un telefilm anni Settanta. Esiste? Credo di no. Il film fa molto ridere, alla fine compaiono i due originali S&H, ma la vera chicca è l’uscita in dvd dell’intera prima serie. Non andare a vedere, invece, Hidalgo: è un film western-eastern di indiani e tanti tanti cavalli. L’attore è Viggo Mortensen, l’unico membro del cast del Signore degli Anelli a non aver vinto un Oscar. In effetti, meglio di lui recita Hidalgo, che è il cavallo del west che beve solo caffè per mantenere il suo pelo il più nero che c’è.

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