Camillo di Christian RoccaControl Room

Nella bacheca della redazione di Al Jazeera, la televisione del Qatar che ha sede a Doha, i giornalisti hanno affisso due fotografie, una dello sceicco del terrore Yassin, un’altra del leader di Hamas, Rantisi. Entrambi sono stati uccisi dall’esercito israeliano perché mandanti delle stragi dei kamikaze. Sotto quelle due fotografie, i giornalisti di Al Jazeera hanno scritto: "Martiri". I notiziari di Al Jazeera, che vantano 40 milioni di telespettatori in tutto il mondo arabo, rispecchiano quel sentimento assolutorio nei confronti del terrorismo, tanto che in America si dice che il network qatarino sia il megafono di Osama Bin Laden. Ma l’America è tutto e il contrario di tutto, così una giovane regista americana, ma di origini egiziane, Jehane Noujaim, ha girato un film-documentario dal titolo "Control Room" che racconta il modo in cui Al Jazeera spiega ogni giorno al suo pubblico cosa sta accadendo in Iraq, comprese quelle vivide immagini di sangue e di devastazione causate dalla guerra, spesso giudicate come false dai vertici militari americani. La regista non nasconde di parteggiare per Al Jazeera nella guerra di propaganda che l’America sta perdendo nel mondo arabo, ma velatamente lascia intendere che la verità, forse, potrebbe stare nel mezzo. Tanto è vero che un producer di Al Jazeera che compare nel film, a un certo punto dice che per i suoi figli vorrebbe un’educazione americana. Andrebbe pure a lavorare anche per la iperconservatrice Fox News, se solo ricevesse un’offerta, perché "il sogno americano" è pur sempre meglio "dell’incubo arabo".

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