Camillo di Christian RoccaRE: NO SUBJECT di Christian Rocca & Luca Sofri

Caro Christian, l’altro giorno mi sono distratto un attimo – colpa d’Alfredo – e sono sentrato in un negozio di sport. Stavo per comprarmi una felpa con le scritte piuttosto figa, quando mi sono ripreso e con un colpo di reni mi sono scaraventato fuori. È che un mio amico mi ha dato questa linea, sul come ci si deve vestire nell’età di mezzo: mai mettersi qualcosa che a vent’anni avremmo considerato ridicolo e da vecchi, e mai mettersi qualcosa che consideremo ridicolo e da ragazzini quando avremo sessant’anni. Bisogna stare attentissimi: basta un niente e ti trovi con la bandana in testa e il borsello.

Caro Luca, è sufficiente guardare un calciatore a riposo per capire come non bisogna vestirsi. Da tempo mi chiedo però che cosa siano quegli strani cerottini che taluni di loro si mettono sui lobi dell’orecchio? Ne sai qualcosa? Questo, comunque, è il mese delle europee e degli europei. Non credo che vincerò né le une né gli altri, ma mi è venuta un’idea. Usiamo le pagine di GQ per fare un po’ di politica, sai mai che alle prossime elezioni non ci diano un seggio come a Gruber e Santoro (e Gruber e Santoro, qui, al nostro posto, a scambiarsi mail). Io voterò per i radicali in qualunque travestimento si presentino, ma stavolta ho un dubbio angoscioso. Vorrei mandare Lilli a Bruxelles e finalmente ritirare le sue trousses da Baghdad.

Caro Christian, sulle trousses sto consultando un dizionario, poi ti faccio sapere. Quanto alle dichiarazioni di voto, io da anni voto solo amici e parenti: diffido di chiunque altro. Se non ho amici o parenti in lista, non voto. Poi non capisco le circoscrizioni e non mi ricordo se devo votare a Porta Venezia o a Quarto oggiaro. Su Quarto Oggiaro ho appena visto però un bel film che si chiama Fame Chimica, una via di mezzo tra Spike Lee e il Tempo delle Mele (lo so che suona da pazzi, l’ho scritto apposta). Ho chiesto ai registi perché la cartolina pubblicitaria del film fosse fustellata in tanti rettangolini da strappare. Mi hanno guardato sogghignando. “Per fare i filtrini”. Sono sempre l’ultimo a sapere le cose.

Caro Luca, tranquillo, il tuo girone alle europee va da ventimiglia a venezia, non puoi sbagliare. A proposito, l’altro giorno mentre leggevo il nuovo stupendo libro di Bernard Lewis sulla crisi dell’Islam che potresti leggere anche tu (e senza l’uso del dizionario!), mi ha chiamato il tuo ex compare a radiorai, Michele Boroni. Era trafelato. Non aveva dormito la notte perché non riusciva a ricordare come si dicesse “marinare la scuola” in siciliano. Pare abbia passato una serata tra amici a ricostruire la mappa geografica del come si dice qui e come si dice lì, versione metropolitana del noto gioco per cretini noto come “nome, cose, animali”. Il think tank di Boroni ha concluso che il modo più idiota di dire marinare è il milanese “bigiare”. Era, invece, orgoglioso del modo in cui si dice a Livorno. Io gli ho detto che a Messina si dice “fare vela” (non chiedermi perché), a Palermo “me la sono buttata” (dove, di grazia?), mentre dalle mie parti, cioè ad Alcamo, Trapani, si dice “fare Sicilia”, che spiega my country molto più di qualsiasi trattato sociologico.

Caro Christian, per prossimità geografica oso sospettare che a Livorno si dica “bucare”, come a Pisa. Ma quasi mi dimenticavo di dirti che ho sentito il disco nuovo dei Wilco, di cui tu eri un grande fan, mi pare. Esce il 22 giugno e secondo me è bello bello. E leggo sul loro sito che suoneranno a Brescia il 29. Ma tu sarai a Formentera, con la bandana e le chiavi al collo, immagino.

Caro Luca, non ti dimenticare di spedire una cartolina da una delle prossime copertine di Novella 2000, mi raccomando. Formentera, come dicevano i King Crimson, sarà my lady dark lover solo a luglio. Starò tranquillino a casa, dunque. Ascolterò il disco dei Bad Plus, che suonano il jazz come lo avrebbero suonato i Nirvana e finirò di leggere “Zuckerman scatenato” di Philip Roth. David Byrne, nel frattempo, ha ribadito che “Creuza de ma” di De Andrè è uno dei migliori dischi degli ultimi trenta anni. E’ vero. Ma glielo mandi tu Zerolandia?

Le newsletter de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter