Camillo di Christian RoccaSTEFANO BOLLANI – JESPER BODILSEN – MORTEN LU – CHARLES MINGUS – DAVE DOUGLASND – DIANA KRALL – MARILYN CRISPELL TRIO – FLY – KURT ROSENWINKEL

STEFANO BOLLANI-JESPER BODILSEN-MORTEN LUND
Mi ritorni in mente (Sundance)
Mi ritorni in mente, caro Stefano Bollani, mentre ascolto questo tuo disco in trio. Mi ricordo che non condividevo le gran lodi che ti facevano tutti quanti. Non che abbia mai dubitato della tua bravura al piano, solo che fino a questo disco, pardon fino a quello in cui hai accompagnato Enrico Rava, il tuo talento mi sembrava un ciccinin sprecato in progetti e dischettini confusi e vagabondi. Idee carine, come si dice per esempio dei film italiani, ma niente di più. Questo disco, invece, è diverso. Qui sembri una sintesi italica tra la nuova accademia di Keith Jarrett e la dolce anima romantirock di Brad Mehldau. Bello lo standard How deep is the ocean, che non è Come è profondo il mare di Lucio Dalla, e splendida Mi ritorni in mente, che è proprio Mi ritorni in mente di Lucio Battisti. Bravo. Così bravo che a fine anno registrerai a New York un disco tuo con la Ecm. Auguri.

DIANA KRALL
The Girl in the other room (Verve)
Bella come sei, cara bionda-naturale-Diana-Krall, devi dimostrare di essere anche brava. Non sarai come Jarrett né come Mehldau, però brava sì, specie ora che molte delle canzoni te le scrive tuo marito Elvis Costello. Ecco, le più belle canzoni del disco sono quelle che non sembrano il tuo solito e inutile jazzettino da pianobar ma, appunto, sdolcinate canzoni di Elvis Costello cantate chissà perché da sua moglie.

MARILYN CRISPELL TRIO
Storyteller (Ecm)
Forse ancor di più, anzi certamente, Marilyn Crispell oggi è quanto di più vicino ci sia al Keith Jarrett etereo e spirituale. La Crispell si è fatta un nome come pianista free jazz, libera e informale, capace però di isolare qua e là flussi melodici. Ora il suo pianismo è più melodico che free. Ed è un bene. E’ un gran bel disco.

FLY (SAVOY JAZZ)
Un angelo caduto in volo, diciamo così, è questo disco di un trio che si fa chiamare "Fly", volare. Mark Turner al sax, Jeff Ballard alla batteria e Larry Grenadier al contrabbasso. Tre dei giovani jazzisti più alla moda oggi. Turner è un numero 1. Cover di Jimi Hendrix.

DAVE DOUGLAS
Strange liberation (Bmg)
Questo tu ora sei in tutti i sogni miei, ha scritto nelle note di copertina Dave Douglas, di professione trombettista. Pare che una notte abbia sognato Bill Frisell, campione della chitarra minimal-country. Era dal 1987 che Douglas voleva suonare con Frisell, finalmente c’è riuscito, con loro ci sono anche Uri Caine, Chris Potter, Clarence Penn e James Genus. La "strange liberation" del titolo è il pegno alla retorica anti Bush che, mannaggia a loro, colpisce anche i jazzisti. I quali non sanno che il teorico del fondamentalismo islamico moderno, Sayyid Qutb, vedeva il jazz come il segno di decadimento dell’occidente, come "un tipo di musica inventata dai neri per appagare le loro tendenze primitive". Un giorno, grazie a quella che definisce "strana liberazione", Douglas potrà suonare la sua tromba in un club di Baghdad.

KURT ROSENWINKEL
Heartcore (Verve)
Come ti vorrei, come ti vorrei far vendere un fracco di dischi, caro Kurt Rosenwinkel. Sei il Brad Mehldau della chitarra elettrica e te lo meriti. "Heartcore" è uno dei dischi più belli dell’anno, moderno, nuovo, inaudito. In due brani c’è anche il fenomenale pianista dei Bad Plus, Ethan Iverson.

CHARLES MINGUS – The great concert of Charles Mingus (Universal)
Ma c’è qualcosa che non scordo, dicono i musicofili. Una di queste è un portentoso concerto del 1964 al teatro dei Campi Elisi di Charles Mingus con Eric Dolphy e Jacki Byard. Maestri dell’improvvisazione jazz. Ora il concerto esce in un doppio cd che serve ai fan di Mingus per immaginare che quella sera ballavi insieme a me e ti stringevi a me. All’improvviso. Come il jazz.

 

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