Camillo di Christian RoccaBreve guida per questa notte (con previsioni)

PS- Alcuni dei conti contenuti nell’articolo non tornano.
Il senso però sì. Sorry.

New York. Breve guida per questa notte, in Italia. Potrebbe finire in tre modi: vittoria a valanga per Bush, vittoria di misura per Bush, vittoria di misura per Kerry. I primi risultati si sapranno a mezzanotte, a chiusura dei seggi in Indiana e Kentucky (19 grandi elettori per Bush). Un’ora dopo ci saranno la Georgia, la Carolina del sud e il Vermont (altri 23 voti per Bush e i primi 3 per Kerry). All’una di notte italiana, in quasi tutta la Florida si sarà già votato. E’ difficile che si possa subito conoscere il risultato, ma se gli exit poll rilevassero un chiaro margine per uno dei due, si tratterebbe della migliore indicazione su chi vincerà le elezioni. Mezz’ora dopo, una e mezzo italiane, chiudono le urne in Ohio e vale lo stesso discorso della Florida. E’ possibile che il risultato dei due Stati non si sappia prima della mezzanotte americana (le 6 del mattino in Italia).
Certo è che oggi i Grandi elettori sicuri per George Bush sono più di quelli su cui può già contare Kerry. Viceversa gli Stati debolmente pro democratici sono più di quelli debolmente pro repubblicani, cioè Bush ha più possibilità di vincere in casa di Kerry di quante lo sfidante ne abbia di prevalere in Stati del presidente. Sembrerebbe la fotografia di un clamoroso successo di Bush, il quale tra i suoi Stati rischia solo in New Hampshire (4), forse in Colorado (9 voti) e in Arkansas (6), dove domenica si è precipitato Bill Clinton. Senonché due dei principali Stati che consentirono la vittoria di Bush nel 2000 ­ Florida (27) e Ohio (20) ­ sono ancora in ballo, e quindi Kerry ha ancora intatte tutte le possibilità.
Se Bush vincesse in Florida e Ohio sarebbe una vittoria a valanga per il presidente, se prevalesse in uno solo dei due Stati sarebbe quasi certamente una vittoria, se perdesse in entrambi (specie in Florida) sarebbe molto probabile una sconfitta. Bush però ha un paracadute doppio. Intanto la possibilità di un’eventuale vittoria in Pennsylvania (21 voti), lo Stato che il presidente ha visitato 44 volte. Se vince qui, Bush può anche permettersi di perdere in Florida e in Ohio. Poi c’è il Michigan (17 voti), altro Stato democratico nel 2000, oggi aperto a una vittoria di Bush. Accanto c’è un altro gruppetto di Stati democratici che nel 2000 andarono ad Al Gore e che fino a poche settimane fa non erano in gioco: Iowa (7), Minnesota (10), Wisconsin (10), Hawaii (4 voti), New Jersey (15 voti). Qui ora Kerry è in difficoltà e in alcuni casi il presidente è in vantaggio. Kerry, dunque, ha più fronti aperti rispetto a Bush: per entrare alla Casa Bianca dovrà vincere in tutti quegli Stati che i sondaggi non riescono ad assegnare con certezza, e deve farlo senza eccezioni. Dovrà mantenere le roccaforti, non perdere gli Stati delle pianure del nord (Iowa, Minnesota, Wisconsin), non lasciarsi sfilare il Michigan, non affondare in Pennsylvania e vincere soprattutto in terra di Bush, cioè in Florida e in Ohio. Se gli riuscisse, se tutti gli aghi della bilancia pendessero verso di lui, otterrebbe 282 voti, 11 in più rispetto alla maggioranza necessaria (271) e sarebbe il nuovo presidente.
Nell’ipotesi in cui Bush mantenesse Ohio e Florida, e non conquistasse nessuno degli Stati di Kerry (con l’eccezione del New Mexico a compensare la sconfitta in New Hampshire) il presidente sarebbe agevolmente rieletto con 279 voti. Se conquistasse uno solo tra gli Stati del nord ne otterrebbe tra 286 e 289. La previsione più prudente oggi è questa: Bush mantiene i suoi Stati del 2000, perde in New Hampshire, vince in New Mexico e in almeno uno Stato del nord. Tradotto: Bush 289, Kerry 253.
Se lo schema fosse giusto, potrebbe anche capitare che Kerry riesca a spuntarla in Ohio. Bush avrebbe solo 269 voti, due sotto il quorum. Ecco perché negli ultimi giorni la campagna elettorale s’è spostata alle Hawaii, dove gli ultimi sondaggi segnalano un inaspettato vantaggio del presidente. Le Hawaii hanno 4 voti, e 269 più 4 fa 273, cioè due voti sopra la maggioranza. Ma difficilmente stanotte ci sarà bisogno di aspettare lo scrutinio delle Hawaii, le cui urne con l’Alaska saranno le ultime a chiudersi (tra le 5 e le sei del mattino italiano). In tv, dunque, stanotte ci sarà da guardare in primis i risultati di Florida e Ohio. E poi fare attenzione a Pennsylvania, Michigan, Wisconsin, Minnesota, New Jersey, Iowa. Se Kerry va male in questi Stati è spacciato, se va bene, allora è Bush quello che dovrà necessariamente ricevere buone notizie dalla Florida.

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