Camillo di Christian RoccaGonzales dovrà rifare (il diffamato) Patriot Act

New York. Alberto Gonzales, il nuovo ministro della Giustizia americano, avrà una priorità nei prossimi mesi: preparare il nuovo Patriot Act, la legge che il Congresso ha approvato dopo l’11 settembre per coordinare le attività di indagine contro il terrorismo. Alcune parti della legge scritta dal predecessore di Gonzales, John Ashcroft, scadono il 31 dicembre 2005. Secondo Repubblica di ieri, ma l’accusa viene ripetuta in automatico ogni giorno da tre anni, il Patriot Act "ha calpestato i diritti civili". Secondo l’editoriale principale del Washington Post dello stesso giorno, invece, "non è affatto minaccioso quanto credono i suoi critici". Il Washington Post va oltre, e spiega come Ashcroft, dentro l’Amministrazione, fosse il ministro che insisteva per combattere il terrorismo senza i tribunali militari e cercando di mantenere la gestione dei "nemici combattenti" all’interno del sistema legale. La stessa cosa ha scritto il Wall Street Journal.
Che cos’è dunque il Patriot Act e quali sono le libertà che calpesta? L’esatta definizione della legge è USA PATRIOT Act, iniziali per "Uniting and Strengthening America by Providing Appropriate Tools Required to Intercept and Obstruct Terrorism". Il Patriot Act è diventato legge con un voto quasi unanime un mese dopo l’attacco all’America. Al Senato è passato con 98 voti a favore e uno solo contrario. John Kerry ha votato sì, John Edwards ha votato sì, Hillary Clinton ha votato sì. Le parti della legge che la Corte Suprema ha giudicato incostituzionali sono state cassate regolarmente, mentre gli aspetti investigativi più invasivi, come le intercettazioni, sono da anni operativi contro il crimine organizzato e sono ridicoli se paragonati all’uso che se ne fa, per esempio, in Italia. Com’è possibile, dunque, che si parli del Patriot Act come dell’istituzione dello Stato di polizia?
Il Patriot Act, intanto, non c’entra con Guantanamo. Nella base cubana sono detenuti soltanto i "nemici combattenti" catturati in battaglia in Afghanistan, non i sospettati stranieri di terrorismo arrestati in America. Non c’entra nemmeno con la detenzione senza diritti dei due cittadini americani Jose Padilla e Yaser Hamdi, i quali, infatti, hanno fatto causa al Pentagono, non al dipartimento della Giustizia. Il Patriot Act c’entra invece con Zacarias Moussaoui, il ventesimo kamikaze che fu arrestato un mese prima dell’11 settembre 2001. Prima dell’approvazione del Patriot Act, l’Fbi aveva dei limiti investigativi, al punto che non potè controllare il computer portatile di Moussaoui. L’autorizzazione a ispezionare il computer fu negata perché Moussaoui era cittadino straniero. Se gli agenti avessero potuto aprirlo, come volevano, avrebbero trovato un simulatore di volo, documenti sui Boeing 747 e altre informazioni che avrebbero potuto far scattare l’allarme. Con il Patriot Act questa ricerca si può fare.
La stragrande maggioranza degli articoli del Patriot Act riguarda il coordinamento tra le varie agenzie investigative. Prima era impossibile condividere le informazioni raccolte, oggi si può. Con il Patriot Act tutte le indagini, tutti gli arresti, tutte le intercettazioni, tutte le ricerche devono essere autorizzate o confermate da un giudice.
Per poter controllare dati, tabulati telefonici e altri documenti, prima del Patriot Act, le agenzie investigative dovevano ottenere l’ok del giudice ma dimostrare anche la probabilità che era stato commesso un crimine. Ora, con l’articolo 215, e soltanto nelle indagini che riguardano il terrorismo internazionale, è sufficiente l’autorizzazione del giudice. Grande scandalo ha provocato la possibilità (mai utilizzata) di poter seguire il sospettato ­ sempre con autorizzazione del giudice ­ fino al punto di controllare i libri presi in prestito in biblioteca. Un’altra cosa che ha sollevato critiche è la possibilità di chiedere, in casi ristretti, un ritardo nella notificazione dell’inchiesta al sospettato (fino al 2003 è accaduto una cinquantina di volte, in Italia è la regola nelle indagini antimafia). Altro punto: con il Patriot Act si può detenere senza accusa uno straniero, non un americano, ma soltanto per 7 giorni. Dopo una settimana, però, l’accusa deve essere formulata. In totale, dopo l’11 settembre, sono stati arrestati 1017 stranieri, poco più di un paio di blitz antimafia in Sicilia.

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