Camillo di Christian RoccaMormone, del far west, antiabortista, amico di Bush e iper patriota. Chi è?

New York. I volenterosi cantori delle due Americhe ­ una buona, progressista, illuminata e di sinistra e l’altra cattiva, retrograda, ignorante, fondamentalista, e di destra ­ avranno bisogno di trovare una spiegazione a un paio di recenti notizie se vorranno continuare a caricaturizzare la cosiddetta divisione dell’America.
Prima notizia. Un senatore del far west, tradizionalista religioso (è mormone), contrario all’aborto, grande amico di George W. Bush, patriottico al punto da essere uno dei promotori dell’emendamento costituzionale che vieta di bruciare la bandiera, oggi sarà eletto leader del partito democratico al Senato. Del partito democratico, quello di John Kerry, non del partito repubblicano di Bush. Si chiama Harry Reid, è senatore del Nevada e sostituirà Tom Daschle, l’ex leader sconfitto nel suo seggio del South Dakota dal repubblicano John Thune. La guida dei senatori non è una carica tanto per dire. E’ una figura chiave della politica americana, è l’uomo-immagine nelle battaglie parlamentari oltre che il politico più importante del partito, specie in questa fase in cui i democratici hanno un presidente dimissionario (Terry McAuliffe) e per tre anni saranno privi di un candidato alla Casa Bianca. Il New York Times di domenica ha scritto: "Reid è un uomo del west le cui idee su alcune questioni sono più vicine a quelle della Casa Bianca piuttosto che a quelle del gruppo democratico". Eppure la designazione è avvenuta quasi all’unanimità.
L’altra notizia è stata pubblicata sabato dal Washington Post. In una cittadina dell’Oklahoma, Sand Springs, roccaforte dei valori religiosi cari al partito repubblicano, dove Bush è stato eletto con il 60 per cento e il referendum contro il matrimonio gay è stato approvato con il 75 per cento, è successa una cosa che confuta l’idea che essere "evangelici" voglia dire "fondamentalisti".
Nelle scorse settimane il Washington Post aveva pubblicato la storia di un ragazzo gay, Michael Shackelford, e di sua madre, Janice, per spiegare come vivono un omosessuale e la sua famiglia devota al Signore in una comunità iper religiosa della Bible Belt, cioè di quella cintura di Stati della Bibbia che si trovano nel sud e nel midwest. In seguito a quell’articolo, una congregazione religiosa del Kansas, la Westboro Baptist Church, ha organizzato una manifestazione anti gay nel paesino dell’Oklahoma per denunciare la depravazione sessuale e la vergogna di una comunità che non rinnega il peccatore. La principale chiesa evangelica di Sand Springs s’è opposta a questa mobilitazione, consentendo al giovane gay di partecipare tranquillamente alle messe domenicali dove uomini e donne non provano alcun imbarazzo a piangere a dirotto mentre pregano e leggono la Bibbia. Dal Kansas si sono preparati con volantini e striscioni e sono partiti per l’Oklahoma, convinti come i liberal di New York (o i poveri lettori di Repubblica) che si nasconda un fondamentalista dietro ogni frequentatore di chiese residente in uno Stato vinto da Bush.

Elettori di Bush favorevoli alle unioni civili
La chiesa frequentata dal giovane gay ha difeso Michael. Continua a considerare l’omosessualità un "peccato", come prescrive la Bibbia, ma vedere Michael in Chiesa significa che il ragazzo prima o poi potrebbe cambiare idea: "Qualunque sia il peccato ­ ha detto il predicatore evangelico della chiesa di Sand Springs ­ Dio ci ama". Nel giorno della manifestazione anti gay, davanti alla Chiesa frequentata da Michael è stato messo uno striscione che diceva: "Odio il peccato, ma amo il peccatore, parola di Dio". I parrocchiani invece consigliavano ai manifestanti di tornarsene in Kansas perché "Dio ci ama tutti". Una ragazza è stata più esplicita: "Lasciate stare i nostri omosessuali". Nel frattempo molte congregazioni religiose del Kansas, lo Stato dove è nata l’idea della manifestazione, si sono ribellate contro i promotori dell’iniziativa e hanno fatto sapere alla famiglia di Michael che "in queste settimane abbiamo pregato per voi".
Tutto questo mentre i dati elettorali svelano che in due Stati vinti da John Kerry sono stati vietati i matrimoni gay; che oggi sono 41 Stati su 50 a vietarlo; che sono nate migliaia di chiese evangeliche a New York al punto che il Times, domenica, ha parlato di "trasformazione sociale in corso"; che la maggioranza degli elettori di Bush, e Bush medesimo, sono a favore delle unioni civili; e che i primi 23 Stati più generosi, cioè che fanno più beneficenza, non sono quelli illuminati e ricchi della costa est e ovest, ma quelli del Sud e del west bushiano.

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