Camillo di Christian RoccaRE: NO SUBJECT di Christian Rocca & Luca Sofri

Caro Christian, ma anche lì da te a New York ci sono i bar dove ti servono da bere e ti chiedono subito di pagare? Che il cameriere rimane lì, battendo il piede, e tu ti arrabatti a recuperare il portafoglio dalla giacca che avevi appoggiato su una sedia progettando di goderti un piacevole soggiorno al bar – che è un po’ come una casa, il bar – e questo sta lì con l’aria di uno che pensa che scappi senza pagare? Io gli ritirerei la licenza, a quei bar lì.

Caro Luca, quel cameriere ti avrà riconosciuto. E dico che ha fatto bene a non fidarsi di voi dello scintillante mondo dello spettacolo. Vedi un po’ che cosa è capitato all’ultimo poveraccio che si è affidato mani e piedi ad attori, giornalisti, cantanti e registi. Sai di chi parlo, no? Povero John Kerry. Credeva che tutto il cicaleccio degli attori, dei musicisti e di Michael Moore potesse aiutarlo a vincere in Ohio. No, invece. Però a Cannes è andato fortissimo.

Caro Christian, non sapevo che ti occupassi di politica. Delle elezioni americane allora ti do la notizia più importante e benaugurante, che a molti è sfuggita: tra quattro anni il presidente degli Stati Uniti non sarà più Bush. Io sono un tipo paziente e ottimista. Soprattutto ora che ho saputo che il 3 gennaio parte – in America – la quarta serie di “24”, il miglior programma televisivo degli ultimi anni assieme all’Isola dei famosi. Basta che non ci sia ancora quella catastrofe della figlia di Jack Bauer, Kim, una specie di Vilcoyote del nuovo millennio.

Caro Luca, sulla riva del fiume di St. Louis, in Missouri, c’è il formidabile Arco di Eero Saarinen, il genio dell’archittetura che ha disegnato il terminal Twa all’aeroporto JFK di New York e il tavolo da pranzo di casa mia. Sapevo che a St. Louis c’era un Arco, lo si vede in tutte le fotografie ma non avevo idea di quanto fosse bello, alto e meraviglioso. Hai presente qual è, no? E’ quello che sembra il logo di McDonald’s, però non puzza di fritto. E’ stato completato nel 1964, quando Saarinen era già morto e simboleggia il gateway per il west, il cancello per l’Ovest, perché fino al 1900 St. Louis era il confine occidentale degli Usa e da qui partì la prima spedizione alla conquista del west. No, non quella di Zeb McCain.

Caro Christian, e quale, allora? Comunque a me l’arco è sempre sembrato mezzo logo dei McDonald’s. Sto stilando una lista delle migliori cover di questo mese (penso che il boom della “cover” sia stato il trend musicale più notevole degli ultimi dieci anni). Ne sono uscite di formidabili: “Everybody’s got to learn sometimes” dei Korgis, rifatta da Beck per la colonna sonora di “Eternal sunshine of the spotless mind”; “Common people” dei Pulp rifatta da William Shatner (il capitano Kirk, per capirsi) assieme a Joe Jackson: “Imagine” tenebrosissima, di una band che si chiama “A perfect circle”; “A love supreme” di John Coltrane, cantata dai Twilight singers; “Inside and out” dei Bee Gees rifatta da una canadese che si chiama Feist; “I’m so excited” delle Pointer Sisters in versione elettropop di una band di ragazzacce esaltate che si chiamano Le Tigre. Devo ammettere con dolore la totale inutilità di Phil Collins che canta la bellissima “The way you look tonight” (e anche della raccolta di Phil Collins che la contiene). Riciclare, comunque, dà sempre buoni frutti: il mese prossimo proviamo a mandare a GQ una rubrica dell’anno scorso?

Caro Luca, è la fine dell’anno e non abbiamo ancora fatto una classifica del meglio e del peggio. Ecco la mia. Miglior film: Sideways. Miglior film che prende per i fondelli la sinistra radical chic: Team America (ma che cosa sono i “fondelli”?). Miglior notizia dell’anno: elezioni in Afghanistan. Peggior band sul mio I-Pod: Goldfrapp. Miglior blog italiano: Leibniz.blogs.it. Migliore blogger femmina con cui sono andato a cena da Sushi Samba a New York: eustonstation.blogspot.com. Miglior Karl Rove italiano: Luciano Moggi. Miglior disco jazz: The Out-of-towners di Keith Jarrett. Disco più inutile acquistato: The Electras, del 1961, il bassista è John Kerry. Migliore intervista di Sabelli Fioretti: Ilaria D’Amico. Migliore conduttrice italiana: Ilaria D’Amico. Migliore qualsiasi cosa: Ilaria D’Amico. Miglior libro: I am Charlotte Simmons di Tom Wolfe. Miglior sfottò agli interisti dopo “5 maggio”: grazie per Cannavaro.

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