Camillo di Christian RoccaArchivio blog – Gennaio 2005

Raccolta mensile del blog


(Ig)nati(eff)

Perché oggi Rep. ha pubblicato il bell’articolo di Michael Ignatieff tagliando i primi due paragrafi e il finale?
Forse perché i due paragrafi iniziali (mancanti) sono questi?
“The election in Iraq is without precedent. Never, not even in the dying days of Weimar Germany when Nazis and Communists brawled in the streets, has there been such a concerted attempt to destroy an election through violence — with candidates unable to appear in public, election workers driven into hiding, foreign monitors forced to ”observe” the election from a nearby country, actual voting on election day a gamble with death in at least 4 of the 18 provinces and the only people voting safely the fortunate expatriates and exiles in foreign countries.
Just as depressing as the violence in Iraq is the indifference to it abroad. Americans and Europeans who have never lifted a finger to defend their own right to vote seem not to care that Iraqis are dying for the right to choose their own leaders”.
Forse perché il finale è questo?
“Let us have the decency to support people who are fighting for a free election, and let us have the honesty not to blame them for our own incompetence if they fail. There is still no reason to assume they will”.

31 gennaio


Time come il Corriere

Pubblica l’elenco dei 25 evangelici più influenti d’America, ma due sono cattolici (Santorum e Nehaus).

30 gennaio


E ora tornate pure a seguire le analisi di Rep. e di Lilli

30 gennaio


60?

Forse il dato finale dell’affluenza in Iraq si attesteràsul 60 per cento. Ah, comunque Bush ha perso i dibattiti 3 a 0.

30 gennaio


“Un gruppo di neocon”

Ennio Caretto è ossessionato dai neocon, li vede ovunque. Specie dove non ci sono. Oggi sul Corriere ha scritto di “un gruppo di neocon” che ha protestato con toni “apocalittici” per l’assegnazione a Finmeccanica dell’appalto per l’elicottero presidenziale. Quale gruppo, di grazia? Erano evangelici o ebrei?
Due righe prima aveva scritto che l’elicottero è andato all’Italia per “punire” il Connecticut (sede della concorrente Sikorsky) reo di aver votato Kerry alle elezioni. Il dubbio che l’elicottero italiano sia migliore non gli è venuto.
Niente, nun ce vonno sta.

30 gennaio


72 iracheni su 100

Il primo dato ufficiale, ma bisognerà verificarlo, parla di 72 per cento di affluenza alle urne. Dodici punti di percentuale in più rispetto al voto presidenziale in America. Quarantuno punti di percentuale in più rispetto al collegio senatoriale di Bari.

30 gennaio


Una piccola palma. Rep. oltre ogni limite

Oggi si vota in Iraq. Rep. dedica 5-pagine-5 a chi? Al povero Saddam, definito “il prigioniero di Bagdad”. Sommario: “Saddam da 400 giorni sta in una cella tre metri per quattro dove scrive poesie e cura una piccola palma”. Che carino.
Non ci sono parole.
In prima pagina, rubricata “idee”, c’è la trascrizione di un discorso di uno che non ha un’idea da circa quaranta anni: Ted Kennedy. Il senatore spiega che l’Iraq è una vergogna, come lo fu il Vietnam. Ma si dimentica che l’intervento in Vietnam è opera di suo fratello.
Poi c’è Bernardo Valli, al quale ogni tanto scappa qualcosa di buono. L’articolo comincia così: “Sarà un successo più o meno relativo di chi ha voluto il voto, se la maggioranza dei 15 milioni di iracheni andrà alle urne”. Vedrete però che domani troveranno un’altra scusa.

30 gennaio


Caro Luca,

Oddio, sto male. Ho appena googlato Giannina Facio e ho scoperto che… Renosubject.

GQ, febbraio


Bush volerà italiano

Finmeccanica vince la gara d’appalto del Pentagono: fornirà
la flotta di elicotteri presidenziali Marine One. Un contratto da 1
miliardo e seicento milioni di euro. Per il New York Times, Berlusconi
ha fatto un’indefessa opera di lobbyng.

28 gennaio


Mamma mia il Corriere

Oggi, come previsto, Ennio Caretto firma un pezzo per decretare l’ennesima fine dei neocon, stavolta a causa delle dimissioni di Doug Feith. Il Corriere lo definisce “neocon e evangelico”. Feith è ebreo. Funziona così al Corriere: appena c’è uno con la faccia e la reputazione da cattivo scatta il “neocon”, anche se magari è un paleocon o un teocon. Fino al 2 novembre scorso, tutti i neocon erano ebrei, sionisti, amici del Likud. Ora vanno di moda gli evangelici, quindi sono tutti evangelici.

28 gennaio


Giovanni Reale, filosofo cattolico, all’Espresso:

“Qualcuno dovrebbe spiegarmi come si può considerare persona sia pure in potenza un embrione che non si trova ancora nel luogo giusto, cioè nel ventre umano”

28 gennaio


Luca Sofri Challenge Account

A prova del fatto che, secondo lui, Bush parla bene ma razzola male (posizione legittima) porta un editoriale del NYT sul Millennium Challenge Account. Si tratta del progetto ideato da Bush di “regalare” 5 miliardi di dollari (in più rispetto a quanto già l’America finanzia) ai paesi poveri che mostrano atti concreti di sviluppo e di rispetto dei diritti umani. Il NYT, che allora criticò il progetto, ora critica Bush perché anziché chiedere al Congresso di finanziare interamente il progetto, in due anni ha ottenuto dal Congresso soltanto due miliardi e mezzo.
Lo stesso Times dice che l’obiettivo di 5 miliardi l’anno è stato previsto da Bush per il 2006, e siamo appena nel 2005. E, comunque, mi pare si tratti di una promessa mantenuta, anche se ridimensionata nell’entità.

28 gennaio


Chi può volantinare in Iraq?

L’Onu critica gli americani perché diffondono materiale informativo sulle elezioni

28 gennaio


Si sono presi il Magazine

Non c’è più l’intervista di Sabelli a Fioretti.

28 gennaio


“Forse è un idiota”

Ann Coulter su George W. Bush.

28 gennaio


“Seymour Hersh è l’equivalente giornalistico di Oliver Stone”

Max Boot sul Los Angeles Times racconta tutte le balle raccontate da Hersh nella sua carriera. Da noi è considerato come una specie di oracolo della verità.

28 gennaio


Bush progressista

“Per alcuni si può definire neoconservatorismo, ma per Tony Blair la diffusione della democrazia è un ‘perfetto obiettivo progressista’, in sintonia con i valori dei governi di centro-sinistra e vitale per la sicurezza di lungo termine dell’occidente”.
Da un’intervista a Tony Blair
(Financial Times, 26 gennaio 2005)

Il Foglio, 27 gennaio


Ah, ecco perché ha vinto le primarie

Da un’intervista ai genitori di Nichi Vendola su Vanity Fair in edicola:
Mamma Antonetta: Tutto, tranne del motivo per cui Nichi perde a Burraco”
Il fratello: “E’ il classico genio che si perde in un bicchier d’acqua. Perché a Burraco conta la strategia…”.
La famiglia Vendola è in sintonia con i gusti degli italiani (Corriere Weekend docet): gioca a Burraco.

28 gennaio


Sostiene Arlacchino

Oggi le comiche. Pino Arlacchi sull’Unità. “Il
voto sancirà una dittatura della maggioranza sciita”.
Quest’uomo è stato sottosegretario Onu e deputato al Parlamento
italiano.

28 gennaio


Sostiene Tabucchi

Sul Manifesto accusa di bugie gli americani, Berlusconi e tutti quanti ma, oltre a numerose inesattezze, è lui a dirne una molto grossa: “Quando Berlusconi, con Aznar e Barroso, all’incontro delle Azzorre, accettò di far parte della coalizone che invadeva l’Iraq…”.
Berlusconi, come è noto, al vertice delle Azzorre non partecipò, e l’Italia non invase l’Iraq. L’Italia mandò il suo contingente dopo la caduta del regime di Saddam, e dopo certamente una, ma forse due, risoluzioni dell’Onu.

28 gennaio 


Postilla

Ma non è che siamo andati fuori tema? Non è che questo gran ragionare sulla vitalità dell’embrione ha senso solo se parliamo di aborto?
Mi spiego: l’embrione è vita perché diventa feto e poi neonato e quindi chi interrompe volontariamente questo processo abortisce una vita. Ok. Ma l’embrione diventa feto e poi bambino solo dentro l’utero di una donna. Fuori no, non può. L’utero e la donna sono necessari. Senza non si nasce.
Gli embrioni di cui stiamo parlando non hanno mai visto un utero, sono stati creati in laboratorio. Fuori dall’utero un embrione non potrà mai diventare una persona. Non è che lo metti lì in un flacone e dopo nove mesi nasce un bebè. L’embrione fuori dall’utero o lo congeli oppure muore, anzi non nasce. Non è che l’embrione fuori dall’utero è un’altra cosa?

28 gennaio


Apologia delle ragioni di Luca Coscioni, uno da non lasciare ammuffire

La linea sulla linea del Foglio.

27 gennaio


Unità nazionale

E’ questo l’esito possibile delle elezioni in Iraq.

27 gennaio


See ya in 2008

Hillary Clinton ha votato sì alla conferma di Condi Rice

27 gennaio


Doug Feith lascia il Pentagono

Quest’estate, per motivi personali e di famiglia. (Presto, si ristampi un articolo qualsiasi sulla fine dei neocon e sulla sconfitta di Bush ai dibattiiti: 3 a 0)

27 gennaio


Consigli per Sirchia

Quattro impiegati sono stati licenziati in Michigan perché fumano a casa

27 gennaio


Ci siamo presi anche Newsweek

Il settimanale liberal si accorge che dietro il discorso di Bush di giovedì scorso c’è il libro di Natan Sharansky (ve ne avevo parlato mi pare) e il pensiero di Perle, Abrams, Wolfowitz, Feith. E’ vero, dunque, i neocon sono morti e, mi raccomando, Bush ha perso i dibattiti: 3 a 0.

26 gennaio


Esportare la democrazia al Meatpacking District

Stavolta mi arruolo volontario, mi trovate da Pastis. Comunque c’è che secondo Human Rights Watch l’industria della carne (Meat Packing Industry viola i diritti umani.

26 gennaio


Mi sa che questa cosa ha un futuro

Enzo Reale, fenomenale blogger dalla Spagna, grazie al suo blog 1972 ha iniziato a scrivere su Ideazione
Michele Boroni, fenomenale blogger leggiadro, grazie al suo blog prima ha condotto una trasmissione su Radio 2, ora ha una rubrica di marketing sul Foglio e pure si dà alla critica teatrale.
Edoardo Camurri, fenomenale blogger di Klamm, ha due altrettanto formidabili rubriche sul Riformista e su Vanity Fair.
Leibniz è già giornalista, ma potrebbe andare a dirigere Magazine se solo il suo fenomenale blog si riuscisse a visualizzare.

26 gennaio


L’economia spiegata con l’I-Pod

26 gennaio


Meglio Gasparri-Giulietti

L’ex proprietario della Cnn Ted Turner, che già una volta la fece simile e poi si scusò, ha detto che Fox News è nazista. Fox News ha risposto: “Ted is understandably bitter having lost his ratings, his network and now his mind — we wish him well.”

26 gennaio


Hersh come Bocca

Avete presente lo scoop pubblicato sul New Yorker a proposito di militari americani che operano in Iran? Bene, le stesse cose (poi dimostratesi false) Hersh le aveva scritte alla fine del 2001 sul Pakistan.

26 gennaio


L’America è un paese civile

Né Moore né Gibson candidati agli Oscar

26 gennaio


Ci siamo presi il Corriere

Oggi editoriale di Angelo Panebianco a favore della Alleanza
delle Democrazie e una paginata, rubricata “Il Documento”,
con un brano di Natan Sharansky e del suo libro The Case for
Democracy. Ne avevo parlato,
mi pare.

25 gennaio


O musulmani!

Il più potente manifesto politico a favore dell’intervento in Iaq è firmato da Al Zarqawi. Il testo integrale oggi sul Foglio. Estratti:
“La democrazia si basa sulla libertà di credo e di religione che permette a una persona di scegliere la fede che vuole; si basa sulla libertà di parola, qualsiasi forma essa abbia, anche se insulta la religione; si basa sulla separazione tra Stato e Chiesa che contraddice i principi dell’Islam; si basa sui partiti politici e sui gruppi, al di là della loro ideologia, sulla regola della maggioranza, anche se è corrotta, che permette all’infedeltà e alle pratiche sbagliate di moltiplicarsi.
O musulmani! Non fate la pace con chi vuole la democrazia, con chi fa pace con voi solo a patto che rinunciate alla vostra religione e con chi a questi obbedisce”

25 gennaio


E’ curioso

Questo agitarsi della nuova struttura di intelligence del Pentagono (in parte ridimensionata, peraltro) da parte di chi da tre anni ci spiega che la guerra al terrorismo non si fa con mezzi militari ma, appunto, con l’intelligence

25 gennaio


Copiare Zeman

Mentre il Chievo, sabato sera, stava battendo un calcio d’angolo, il telecronista Beppe Bergomi spiegava che l’Inter, adesso, difende a zona sui calci d’angolo. Cioè lascia liberi gli avversari per “aggredire gli spazi”. Pare che quel genio di Mancini, ha detto Bergomi, abbia preso spunto da una tattica applicata da Zeman. Per completezza d’informazione, mentre Bergomi parlava della svolta tattica sui calci d’angolo, il Chievo ha battuto il corner e ha fatto gol.

25 gennaio


Il Palazzaccio di Vetro

I paesi arabi e musulmani, con l’eccezione di Afghanistan e Giordania, hanno disertato la commemorazione dell’Olocausto alle Nazioni Unite.

25 gennaio


Uno strano virus

Ieri un giudice del Tribunale di Milano ha assolto dall’accusa di terrorismo una cellula di reclutatori di kamikaze, definendo l’attività di strage di civili (iracheni) resistenza e non terrorismo.
Questo tribunale è lo stesso delle vergogne giuridiche del rito ambrosiano e della giustizia politica.
Questo tribunale è lo stesso del caso Sofri.
Ci deve essere un virus.

25 gennaio


Potevano pensarci ancora un po’

Ieri, per la prima volta nella loro storia, le Nazioni Unite hanno commemorato i morti della Shoah.

25 gennaio


Corna/4 fine

22 gennaio


L’ho già detto?

Ma il discorso di Bush di giovedì, the Freedom speech, ha interi passaggi presi dal libro di Nathan Sharansky. Due mesi fa avevo titolato: “Il libro che sta leggendo Bush e che i diplomatici europei e del medio oriente farebbero bene a procurarsi“.

22 gennaio


Corna/3

Hail to the devil. Per i norvegesi i Bush hanno fatto il segno del diavolo. (grazie a V.A.)

22 gennaio


I nuovi disfattisti

Il Foglio pubblica la seconda lunga riflessione di Norman Podhoretz sulla Quarta Guerra Mondiale: “La guerra alla Quarta Guerra mondiale”.
Sul Foglio, 5 pagine.

22 gennaio


Corna/2

Repubblica spiega che le corna della figlia di Bush non erano né corna né il classico saluto dei concerti rock. Sono il più popolare saluto d’augurio texano.

22 gennaio


Dio Hudson

Non è una bestemmia. C’è che è iniziata una campagna per la secessione di New York City dallo Stato di New York.

21 gennaio


Si sono presi il Corriere (battuta ironica)

La novità introdotta dal Corriere di Mieli/Riotta, cioè pubblicare ogni giorno un Documento lungo un’intera pagina è molto, molto buona (per quanto Il Foglio lo faccia da 4 anni). Oggi mi sarei aspettato la traduzione del magnifico discorso di Bush (l’ha fatto Rep), invece c’era un pezzo di Victor Davis Hanson. Molto bello, e l’idea che il Corriere abbia pubblicato materiale “eversivo” da National Review me lo fa piacere doppio.

21 gennaio


Simpatia Zuccopycat

Un caro lettore segnala questo passaggio, tra gli altri, del commento di Zuccopycat al discorso di Bush:
“L’uomo tranquillo è persuaso di avere ricevuto un mandato politico e non, come altre ricerche di opinione indicano,
“.
Certo. Oltre 60 milioni di voti non sono un mandato politico, esprimono solo tanta tanta tanta simpatia. Quanto è simpatico Zuccopycat!
(In realtà sotto c’è una sottigliezza di traduzione. Zuccopycat riporta le polemiche, in verità flebili, sul “mandate” di Bush. Termine che nel linguaggio politico americano ha un significato leggermente diverso dal nostro semplice uso comune della parola “mandato”. “Mandate” in inglese vuol dire prevalentemente “obbligo”, infatti per dire “il secondo mandato di Bush”, nel senso dei secondi 4 anni alla Casa Bianca, non dicono “second mandate” ma “second term”. Resta, però, la simpatia).

21 gennaio


Corna

Qualcuno può spiegare ad Alessandra Farkas (peraltro residente in America da anni) che le “corna” della figlia di Bush non sono “corna”, ma che in America vogliono dire “I love you”?

21 gennaio


Luca Sofri risponde

Come al solito risponde così: Bush parla bene, ma agisce male.
Bene, almeno Luca Sofri riconosce che Bush parla bene (a leggere i giornali di sinistra – quelli italiani – Bush anche in questo caso ha parlato male).
Luca, però, dimentica che:
a) appunto almeno Bush parla bene, mentre gli avversari no. Loro parlano male. Dicono che l’America non si deve impegnare per diffondere libertà e democrazia. Che deve stare rintanata a farsi gli affarucci suoi. Dicono che si stava meglio quando si stava peggio. Dicono che è una follia, anzi una farneticazione, pensare che gli arabi o i musulmani o gli iracheni possano vivere come noi occidentali, liberi e governati da uno stato di diritto;
b) se una persona di sinistra si fosse svegliata ieri (per usare l’immagine di Luca) si sarebbe accorta che in tre anni, Bush ha già liberato due paesi (35 milioni di persone) dalla tirannia, ha fatto votare democraticamente per la prima volta gli afghani, si appresta a farlo fare agli iracheni (sempre per la prima volta), ha chiuso per tempo la porta al dittatore palestinese accelerando la nuova consapevolezza della leadership palestinese, ha sostenuto a suon di dollari la democrazia in Ucraina.
c) infine, la cosa più grave e che non dimentica soltanto Luca, la dimentico anch’io: parole a parte (qui sì che ci vuole) dobbiamo ricordarci che la storia della sinistra italiana ed europea non è affatto una storia di libertà e di democrazia, piuttosto il contrario.

21 gennaio


Reazioni al Freedom Speech

Il New York Times, imbarazzato, per non dire bravo a Bush scrive che il discorso inaugurale non è un discorso del presidente ma della presidenza (ma ammette che le parole usate dal presidente pro tempore hanno unito il paese – qualcuno lo dica a Zuccopycat). C’è anche un editoriale di Safire che dice meraviglie del discorso. Il Washington Post, un po’ come Luca Sofri, dice “belle parole” però dovrebbe applicarle davvero a tutti i paesi del mondo (insomma più bushiano di Bush, che già è bello bushiano…). Secondo il primo editoriale del Los Angeles Times, il discorso di Bush è “quasi marxista” nell’analisi sull’oppressione dei popoli. Noi, qui in Italy, ci dobbiamo accontentare degli analisi di Zuccopycat e dei titoli dell’Unità (“Bush si insedia e parla di guerra”. Bush, invece, ha detto esplicitamente che questa battaglia “non è compito primario degli eserciti”, ma all’Unità sono fatti così).
Il testo del discorso, non integrale, si trova in italiano su Repubblica.

21 gennaio


Freedom Now

Mezzogiorno di Libertà. E’ uno dei discorsi politici
più libertari di tutti i tempo. E’ una specie di
Mister-Gorbaciov-tiri-giù-quel-Muro, però in versione
globale. E’ bellissimo e va letto ascoltando
questo.

21 gennaio


Domanda (per esempio a Luca Sofri)

Ma una persona di sinistra che legge (collegando il cervello) questo discorso non dovrebbe alzarsi dalla sedia è urlare: “Cazzo, ma questo tizio è fenomenale, proprio il leader di sinistra che abbiamo sempre sognato”?
(Camillo, che è di sinistra, non si è né alzato né ha urlato perché l’ha già fatto quattro anni fa)

20 gennaio


“May I be the first to say ‘Mr. President’?” (2 novembre 2004, ore 7 pm)

Bob Shrum, lo stratega populista e perdente in 7 campagne presidenziali, si ritira. Si ritira anche Joe Trippi, l’inventore del fenomeno Dean. Ora i Democrats hanno qualche speranza.

20 gennaio


Al consigliere giuridico di Clinton piace Bush.

E ricorda come ai tempi dell’Università, prima che diventasse di moda, il futuro presidente difendesse i gay. Confessioni di un Democratico.

20 gennaio


0,6%

50 mila detenuti nella guerra al terrorisno, 300 accuse di maltrattamenti (non tutti confermati da prove). In totale la percentuale di abusi (compresi quelli non provati) è dell’0,6 per cento. Dati della Commissione indipendente guidata da James Schlesinger.

20 gennaio


Amartya Sen, economista liberal, premio Nobel:

“Tifavo Kerry ma George W. è più intelligente” “Cerchiamo di essere pragmatici: ci sono terreni sui quali Bush ha avuto posizioni politiche molto più intelligenti di quelle di Kerry”. “Su questi temi, le posizioni di Kerry erano espressione di una ‘economic illitteracy’, vero analfabetismo economico”
Intervista al Corriere della Sera

20 gennaio


Perché

delle torture inglesi non frega niente a nessuno?

20 gennaio


I secondi quattro anni di Bush

20 gennaio


Tutti i cowboy del presidente

20 gennaio


Sindrome Occhetto

Dopo Al Gore, ex falco (soprattutto contro Saddam) dell’amministrazione Clinton, poi diventato pacifista perché gnè-gné aveva perso le elezioni già vinte, ora tocca anche a John Kerry essere colpito dalla terribile sindrome dello sconfitto incompreso. Dopo aver fatto alcune domande risibili a Condi Rice, è stato l’unico senatore, insieme con l’iper pacifista Barbara Boxer, ad aver votato contro la conferma di Condi a Segretario di Stato. Tutti gli altri senatori hanno votato a favore. Sia i repubblicani, sia i democratici. Sia il leader dei democratici Joe Biden, che era in lizza per diventare Segretario di Stato se avesse vinto Kerry, sia il neo senatore Barack Obama.

20 gennaio


The Neo-Late late show

Il nuovo conduttore del Late late show della Cbs è già un idolo per Camillo:
What do you think of President Bush?
I don’t want to get into that. I come from Europe, where people blow each other up over political differences. One thing I love about America is that you poke fun at each other, rather than poking each other with guns. As a left-wing-thinking individual, I love this country and everything it stands for. So you’re a left-winger?
I prefer to think of myself as a patriotic liberal.
The word liberal needs to be retired.
How about ”compassionate liberalism”?
Too bland.
What about ”nonconservative patriotism”?
A little verbose.
How about, ”I’m a neo-patriot!”

19/20 gennaio


Jenin sciò

Il regista di “Jenin, Jenin”, il film che denunciava la strage di palestinesi compiuti dagli israeliani (ma era un falso) ha deposto in tribunale, perché accusato di diffamazione, ammettendo di aver imbrogliato e falsificato le testimonianze contro gli israeliani. Non c’è stata alcuna strage, come peraltro ammise anche l’Onu. Il regista di Jenin è il protagonista di quella sòla politica del film del figlio di Maurizio Costanzo.

20 gennaio


Non per ripetermi

Ma, ieri, Condi Rice al Senato ha parlato del libro di Natan Sharansky

19 gennaio


Rice vuole rafforzare le alleanze internazionali per esportare democrazia e libertà

La politica di Bush è “difficile, necessaria, giusta”.

19 gennaio


I have a prayer

Il lato religioso di MLK e altre cose.

19 gennaio


Al direttore

Le parole definitive, e di sinistra, sulla socialdemocrazia travolta da un insolito destino non sono di Rutelli, ma del lavoratore Giancarlo Giannini alla radical chic Mariangela Melato: “Bottana industriale e socialdemocratica”.

18 gennaio


Bush dà il premio I have a dream a Colin Powell

18 gennaio


Desperate Editors

Una didascalia di Repubblica di oggi (pagina 25) recita: “Una scena del nuovo telefilm dedicato alle casalinghe appetitose”.

17 gennaio


Il secondo mandato

Ideazione, gennaio/febbraio 2005


Qui lo dico

La Juve sembra l’Inter

16 gennaio


Tramballi una ragione ce l’ha

“Hamas e Al-aqsa sostengono di averlo fatto contro l’occupazione israeliana, non contro Abu Mazen. Una ragione l’hanno: il giorno dopo le elezioni palestinesi l’esercito israeliano aveva pianificato la distruzione di altre tremila case di Gaza: e in questi giorni i militari avevano diminuito la portata delle loro operazioni nei territori occupati, ma non le avevano cessate: anche nella prima settimana di speranza ci sino stati altri morti palestinesi. Ma quello che non hanno capito gli estremisti è che la loro guerra privata è fallimentare: indipendentemente dalle azioni israeliane, la via politica indicata da Abu Mazen è l’unica e forse ultima occasione di pace.”
E, ancora: “Con una pazienza in fondo straordinaria per le sue vecchie abitudini alla rissa, Sharon ha deciso di dare ancora tempo a Mazen.” Dal Sole 24 Ore ripreseo dal benemerito Informazione Corretta.

16 gennaio


Non c’è speranza

Non c’è un simbolo, non c’è un nome, non c’è una lista, non c’è un leader, non c’è unità, non c’è un programma, non c’è una politica estera e, da oggi, non c’è nemmeno un linguaggio comune. Per curiosità: ma come le dovrebbero vincere le elezioni?

16 gennaio


Il subcomandante Marcos è dell’Inter

“Gli interisti sono gente molto amicadegli zapatisti e che aiuta i profughi di Zinacantan”, dice il sub Marcos a Repubblica, prima pagina della cronaca di Milano di sabato. Con foto di zapateristi con passamontagna e maglia di Zanetti.

16 gennaio


Life on Mars (e altre canzoni di Bowie) in portoghese

Nel film di We Anderson Life Aquatic c’è anche questo, oltre al grande Antonio Monda di Repubblica.

16 gennaio


Torture

Il saggio definitivo sugli abusi è di Andrew Sullivan… (continua a leggere)

15 gennaio, sera


Io ve l’avevo detto

Alla fine dell’intervista al Washington Times, Bush ha detto: “If you want a glimpse of how I think about foreign policy read Natan Sharansky’s book, The Case for Democracy. . . . For government, particularly–for opinion makers, I would put it on your recommended reading list. It’s short and it’s good. This guy is a heroic figure, as you know. It’s a great book”.

15 gennaio


Il New York Times lancia corsi New Age per i suoi cronisti

I numeri e il futuro del giornale dei record

15 gennaio


I 3 migliori dischi jazz del 2004, anzi i migliori 3, non sono quelli scelti da questa confusa colonna

15 gennaio


Who’s that girl?

Titolo, link e immagini di Drudge

15 gennaio


Quelli che closer

Ho finalmente visto questo verissimo film con Simo, Betta, Cri e Gori

15 gennaio


Immagini dello tsunami: false

Così racconta questo sito.

14 gennaio


Egemonie culturali

Repubblica risponde all’articolo di Guia Soncini su Jerry Springer facendo scendere in campo Timothy Garton Ash.

14 gennaio


Ecco

Dall’Espresso: “Furio Colombo e Osama Bin Laden amano lo stesso giornalista. E’ Robert Fisk, firma di The Independent. Colombo lo pubblica su L’Unità, Osama gli dà un voto altissimo nel suo ultimo video: addirittura lo definisce “neutral. Detto da Bin!”
Nota:
E’ il preferito anche di Internazionale.
Nota 2
Anche oggi L’Unità pubblica Robert Fisk che scrive: “Le voci di furti americani nelle città irachene non sono nuove. Amnesty International ha elencato numerose circostanze in cui i soldati americani si sono impadroniti di denaro trovato nelle case o negli abiti delle persone arrestate”. Certo. No blood for spiccioli.

14 gennaio


Al direttore

Volete voi abrogare (solo parzialmente, per carità) la Corte costituzionale?

14 gennaio


The Right Soros

Un nuovo libro, molti soldi e centri studi per far circolare le idee che Bush sta già realizzando

14 gennaio


Billary

Si candida. Intanto al Senato

Vanity Fair, gennaio


Barack

Si candida, dopo. Intanto è al Senato

Vanity Fair, gennaio


Scandalo

Bocciato il referendum abrogativo della legge 40 promosso dai radicali, l’unico ontologicamente costituzionale. La Corte è sempre la stessa.

13 gennaio


Posticiparle o no?

New York Times e Washington Post si dividono sulle elezioni irachene del 30 gennaio. Paul Bremer difende con efficacia sul WSJ la debaathificazione dell’Iraq e smantella il mito dello smantellamento dell’esercito iracheno.

13 gennaio


Senza se e senza ma

Camillo si dichiara totalmente a favore delle liste dei governatori e dei sindaci sempre, ovunque e comunque.

13 gennaio


Il ritorno di Carol Alt

La sto vedendo su Fox News, ospite di Bill O’Reilly. Pare vada fortissimo il suo libro di ricette a crudo. Dice che da quando non mangia più cibi cotti si sente meglio e sembra più giovane. Non è vegetariana, mangia tutto anche la carne. O Reilly le ha chiesto: “Si fa lanciare una bistecca cruda e poi la sbrana come le bestie?”. “No, ordino tartare, carpaccio…”. O Reilly: “Io non so neanche pronunciare le cose che mangia lei, morirei di fame”.

12 gennaio


Americana

Bush nomina due falchi, la Cbs caccia 4 producer anti Bush, Dick Clarke scrive una fiction che racconta la vittoria di Osama

12 gennaio


Il feticista di Partinico

Il mio amico Franco ha già comprato on line l’I-Pod Shuffle. “In fondo mi serviva un’unità portatile dati Usb”.

11 gennaio


Live Coverage dal Macworld

Via sms Luca Sofri mi fa sapere in diretta che Steve Jobs ha presentato un Mac Mini davero minuscolo. Questi i suoi texts: “Beh” (nel senso di stupore) e “No monitor no tastiera no mouse, 499 dollari, grande un palmo“.
Poi: “IPod sulla Volvo”. (Luca secondo me ora si compra un’altra Volvo).
“I-Pod flash, no display, microbo”. “120 canzoni, 99 dollari” “Si chiama Ipod shuffle” (Come Harlem Shuffle)
Prima solo noiose novità di software e di OSX.
“Era tutto vero. Bah…”
“Fine, delusione del cronista”
E anche mia.

11 gennaio


Chi è Robert Zoellick, il nuovo idolo dei liberal?

E’ uno dei firmatari del famoso appello anti Saddam del Project for the New American Century. Perché i neocon vorrebbero cacciare Rumsfeld.

11 gennaio


L’Onu sapeva

Prime prove ufficiali dalla Commissione che indaga sui 21 miliardi di dollari rubati da Saddam ai bambini iracheni con la complicità di politici europei e funzionari Onu.

11 gennaio


Bubba and Dubya

Secondo Newsweek, Clinton e Bush cominciano a piacersi un casino.

10 gennaio


Appello a Steve Jobs: think different

Le anticipazioni dal Macworld di San Francisco, diciamo la verità, non entusiasmano il vero Macniac. Chi se ne frega di un computer a prezzo basso senza monitor? Chi se ne frega di un minuscolo I-Pod da un 1 giga. Capisco che queste cose servano e siano necessarie per aggredire il mercato e consolidare la posizione. Ma a noi Macsepolcristi della prima ora che ci date? Io vorrei un I-Pod che sia anche telefono/palmare/registratore. Grazie.

10 gennaio


La Cbs caccia tre dirigenti e un funzionario per il falso anti Bush di Dan Rather

10 gennaio


Chiamate l’antidoping

“Arrivando qui dalla proibizionista e oscurantista California, a Pechino ho finalmente scoperto cos’è la tolleranza, la flessibilità, il rispetto degli altri”.
Federico Rampini, La Repubblica 10 gennaio

10 gennaio


La colpa dell’antisemitismo è di Israele

“La diaspora, messa in pericolo nel mondo intero da un antisemitismo che le condotte coloniali dello Stato ebraico hanno dilatato”.Questo articolo di Barbara Spinelli è davvero pessimo. Speriamo che Paolo Mieli non la porti al Corriere.

9 gennaio


Zuccopycat: “La novità vera di questo lavoro”

Non avevo niente da dire su Zuccopycat, oggi. Ho letto il suo articolo sul Pianeta Terra visto fotografato dallo Shuttle e l’ho trovato, come sempre, ottimamente scritto. Poi io non ne so nulla di queste cose, quindi ero pronto ad applaudire Zuc. Senonché mi ha scritto Fabrizio. E mi ha fatto notare come la novità annunciata da Zucconi (le immagini tridimensionali della Terra) sia vecchia di anni 5 (almeno del 17 febbraio 2000). E per provarlo, fate attenzione, mi ha fornito il link a un articolo di… Repubblica. Eccolo. Qui il sito della Nasa (sempre anno 2000)

9 gennaio


Weekend

Migliorate le pagine della domenica del Corriere. Ottimo il racconto su Michael Crichton, nonostante quell’orribile “trilioni di dollari” ripetuto in prima pagina e nel sommario. Il weekend di Repubblica è molto più bello, però. Eccezionale il racconto dell’avvocato milanese che la domenica prende l’aereo per andare a Londra a fare a botte. Bravi. Bello anche il reportage di Alberto Flores d’Arcais su una piccola tribù somala che è stata ospitata dalle parti di Seattle. Poi c’è Zucconi.

9 gennaio


Oggi solo due gli articoli sui blog

Sul Corriere e sul femminile di Rep.

8 gennaio


Un nuovo diritto contro un nuovo nemico, ma gli stolti urlano: “Tortura”

Provate a leggere i memo giuridici di Alberto Gonzales. La Convenzione di Ginevra è stata applicata sia ai talebani sia ai baathisti iracheni. E’ stata esclusa solo per i terroristi di Al Qaida (ma non riguardo la tortura), per il semplice motivo che Ginevra (firmata nel 1949) non consente di interrogare i prigionieri e, peraltro, impone di dare la paghetta e le scarpe di ginnastica agli uomini di Osama.

8 gennaio


‘sto Bush è proprio una pippa

Nel 2004 ha creato 2 milioni e 200 mila posti di lavoro, praticamente recuperando tutti quelli persi dopo la recessione dovuta all’11 settembre. Ma, mi raccomando, il taglio delle tasse è solo per i ricchi e non serve a niente. E comunque, resta questa cosa incontrovertibile: ha perso i dibattiti 3 a 0.

8 gennaio


Max Boot del Los Angeles Times (in Italia ripubblicato il Riformista) ha visto Voices of Iraq.

Ecco la recensione del Foglio/Camillo di due mesi fa

8 gennaio


Robert Conquest lancia l’Anglosfera contro il grande terrore islamista

7 gennaio


Omaggio a Lilli

“Deve essere chiaro che i cosiddetti insorti non stanno combattendo per liberare l’Iraq dall’America, piuttosto per imporre di nuovo la dittatura della minoranza sunnita e baathista sulla maggioranza degli iracheni”. Thomas Friedman

The New York Times, 6 gennaio 2005


Raggiunto l’obiettivo, la coalizione ad hoc passa le incombenze all’Onu

6 gennaio


Terza coalizione ad hoc in due anni, lo tsunami travolge anche le Nazioni Unite

6 gennaio


Stre-pi-to-sa intervista a Ann Coulter

E’ matta come non so che cosa. Non sono in grado di riassumerla.

6 gennaio


Campagna acquisti nella blogosfera (Sì, ho scritto blogosfera)

C’è che Ideazione, la rivista di cultura e analisi politica, s’è buttata con convinzione sui blog. E ha “acquistato” sulla rete il nostro ottimo 1972 e I love America, che da oggi compaiono nella home page di Ideazione. Se a questo si aggiunge il loro blog residente, il bellissimo The Right Nation, più altri due che conosco ancora poco, si capisce la novità.
PS
(Full disclosure: il direttore di Ideazione il mese scorso mi ha chiesto di scrivere un articolo per la rivista cartacea)

5 gennaio


Lo tsunami in redazione

Soldi, numeri e fanasie sui giornali pronti a cavalcare l’onda per punire Bush e il Cav

5 gennaio


I passi falsi dell’Onu

Articolo bello di Gianni Riotta.

5 gennaio


Bocca 2005 come Bocca 1942

Dal Riformista di oggi: Secondo Giorgio Bocca, intervistato da La Sicilia, i siciliani sono “un’altra razza”. Un’altra razza, ha specificato,”belluina”. E poi “sudiciume” e altre carinerie.
Da Panorama di due anni fa: nel 1942, sulla Provincia Granda, organo dei fasci combattenti, Bocca scrisse testuale: “Questo odio degli ebrei contro il fascismo è la causa prima della guerra attuale. La vittoria degli avversari solo in apparenza, infatti, sarebbe una vittoria degli anglosassoni e della Russia; in realtà sarebbe una vittoria degli ebrei. A quale ariano, fascista o non fascista, può sorridere l’idea di dovere, in un tempo non lontano, essere schiavo degli ebrei?”.
E poi: “Sarà chiara a tutti, anche se ormai i non convinti sono pochi, la necessità ineluttabile di questa guerra, intesa come una ribellione dell’Europa ariana al tentativo ebraico di porla in stato di schiavitù”.

4 gennaio


Che cosa manca?

Oggi Furio Colombo s’è indignato per le reazioni alla fesseria detta da Mario Luzi a proposito del treppiedi lanciato su Berlusconi. Lo stesso Luzi, oggi su Rep. fa marcia indietro. Colombo lo fa in avanti. Dice che c’è il fascismo, perché Cicchitto (?) è così potente che può far chiudere giornali e quant’altro. Colombo, senza rendersi conto della comicità della cosa, scrive che ha portato dal notaio (?) alcune copie dell’Unità in modo che i posteri potranno conoscere la verità (?). Poi spiega che Luzi non ha detto niente di male: “Il grande poeta è colpevole di avere detto queste due frasi: ‘Non la facciamo tanto lunga’. E: ‘Anche Mussolini si era messo un cerotto sul naso’ “. Colombo fa finta di dimenticare la frase per cui è scoppiato il casino, che non era quella. Era: “Berlusconi se l’è cercata”. E, peraltro, era il titolo dell’intervista pubblicata dal Messaggero.

4 gennaio


“Una Schengen per fondere le culture del centrosinistra”

A proposito del centrosinistra: “Perché vede, quella sequenza di visi in televisione, che in 15 secondi dicono ciascuno la sua frasetta, ha ogni volta un effetto depressivo sui nostri elettori”, Giuliano Amato, oggi su Repubblica, nella solita intervista con cui, scatenando un effetto depressivo sugli elettori, dice la sua frasetta di 15 secondi.

4 gennaio


“L’episodio dell’Antitrust leva molti argomenti a chi, come il sottoscritto, esitava a usare con troppa disinvoltura la parola regime. Nel 2005 comincerò a usarla senza problemi”

Michele Serra. Ma com’è che l’umoralista non disse niente quando Giuliano Amato fu nominato presidente dell’Antitrust?

4 gennaio


Annan diserta la sua conferenza a New York

4 gennaio


“Un attacco alla mia professionalità”

Diaco si dimette da Sky Tg24 per “forti incomprensioni con Carelli”

4 gennaio


Quel genio di Bush

Ha arruolato Bill Clinton per gli aiuti umanitari in Asia. (Sì, deve essere proprio stupido e ignorante questo figlio di papà. E, comunque, ha perso i dibattiti 3 a 0)

3 gennaio


Altre strabilianti avventure erotiche di Mauro Suttora a Manhattan

Sul New York Observer

3 gennaio


Blog, cosa di masculi è

Secondo una ricerca di Pew, i bloggers americani sono 8 milioni, il 57 per cento dei quali è tenuto da un maschio.

3 gennaio


Il cretino

Articoli definitivi sul tiratore di treppiedi e i suoi cantori oggi sul Foglio e sul Giornale. Filippo Facci inizia così: “Un cretino è un cretino, imperversa diametralmente, non ha bisogno di un particolare contesto che lo giustifichi: è eterno, immortale, non è sempre il prodotto di un clima particolare, anzi, stavolta parrebbe davvero il contrario: non che un muratore mantovano abbia cavalcato un odio montante nel Paese, ma che alcuni odiatori politici siano stati disposti a cavalcare perfino lui – un cretino – pur di giustificare se stessi”.
Giuliano Ferrara conclude così: “L’impressione, triste, è che non sappiano far di meglio”.

3 gennaio


Poeta a vita

Mario Luzi, poeta, da poco nomimato senatore a vita. Sul
Messaggero: “Berlusconi se lìè cercata”. Più altre
cretinate. (Complimenti a Ciampi per aver nominato questo qui).

3 gennaio


Altri cretini

Secondo un sondaggio di Repubblica, gli italiani considerano peggior uomo dell’anno George W. Bush, col 21, 6 per cento. Osama Bin Laden (7.8%) e Saddam Hussein (4,6%), insieme, arrivano solo alla metà delle preferenze accordate al presidente della nazione più libera e democratica del mondo.

3 gennaio


Caro Luca, se i Beatles decidessero di ricostituirsi, come lo vedresti Tremonti al posto di John Lennon?

GQ, gennaio


La Francia non se ne sbatte, imbroglia

Fa circolare la notizia che Parigi guiderà l’intervento umanitario europeo in Asia meridionale, ma era un giochetto delle tre carte del solito Dominique de Villepin.

2 gennaio, sera


Nuovo anno, nuova minchiata

Una paginata di Vittorio Zucconi (incolpevole) su una chiesa cristiana vicino a Washington frequentata da tre o quattro bushiani, è titolata da Repubblica così: “Nel tempio neocon”.
Fino a tutto il 2004, se non sbaglio, Rep. ci aveva raccontato che i neocon erano tutti ebrei. Si saranno convertiti.
Nell’articolo, e anche in un bel titoletto rosso, il nuovo capo della Cia è chiamato Peter Gross, invece si chiama Porter (non Peter) Goss (non Gross). Qui Zuccopycat è colpevole, ma con i nomi non è mai fortunato. Così come è colpevole di sbagliare presidente a proposito del giudice Robert Bork. Non fu Bush padre a nominarlo alla Corte Suprema (poi il Senato non confermò la nomina) ma Ronald Reagan (nel 1987). Tutto questo soltanto nella prima colonna dell’articolo del cosiddetto approfondimento domenicale di Rep.
Poi mi sono fermato, anche perché avevo già letto l’articolo originale uscito sul Washington Monthly.

2 gennaio, 2005


Nobel per la letteratura

Dario Fo (con Giorgio Albertazzi) in una pagina a pagamento su Rep. ha scritto “qual’è” con l’apostrofo.
Grazie a Il Grande Cocomero.

2 gennaio 2005


I South Park Republicans

Dal sito di Ideazione ancora sulla relazione tra la serie di cartoni animati e la nuova destra americana. Un articolo del 2002. I South Park Republicans “believe in liberty, not conformity. They can enjoy watching The Sopranos even if they are New Jersey Italians. They can appreciate the tight abs of Britney Spears or Brad Pitt without worrying about the nation’s decaying moral fiber. They strongly believe in liberty, personal responsibility, limited government, and free markets. However, they do not live by the edicts of political correctness”.

1 gennaio 2005


Taccagni

Bush porta gli aiuti americani alle vittime dello tsunami a 350 milioni di dollari. E ne promette altri. Il cretinetto dell’Onu, e quelli che gli sono andati dietro, che aveva detto che l’America era stingy, cioè avara, ora commenta così: “I’ve never, ever seen such an outpouring of international assistance in any international disaster, ever”.
PS
La Francia, invece, se ne sbatte.

1 gennaio 2005 


Matteo Mecacci e Adrian Karatnyck sull’Herald Tribune

Radicali e Freedom House, insieme, per i caucus delle democrazie dentro l’Onu.

1 gennaio 2005


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