Camillo di Christian RoccaMcCamerica versus Obamamania

New York. La campagna elettorale tra John McCain e Barack Obama è già cominciata a colpi di stoccate e di accuse su Iraq ed economia, malgrado il senatore nero dell’Illinois debba ancora ottenere la certezza della vittoria su Hillary Clinton alle primarie del Partito democratico. Qualcosa di più si saprà il 4 marzo, quando voteranno altri quattro stati, ma in particolare il Texas e l’Ohio. Se Obama dovesse vincere in entrambi i posti, le speranze di Hillary sarebbero ridotte a zero. Se l’ex first lady dovesse riuscire a mantenere il piccolo vantaggio che ancora i sondaggi le assegnano, la partita continuerà ancora a lungo.
Nei circoli politici di Washington, però, ci si concentra già sulla più probabile delle sfide, McCain contro Obama, che si concluderà il 4 novembre. L’idea più diffusa è che Obama possa sconfiggere McCain, certamente con più possibilità della Clinton, sebbene per Obama il senatore repubblicano sia l’avversario peggiore da affrontare, perché capace di attrarre indipendenti e moderati. I sondaggi delle ultime settimane confermano la tendenza, ben usata da Obama per convincere i democratici a scegliere lui che avrebbe più chance di vincere, invece di Hillary. Senonché l’ultimissimo sondaggio di due giorni fa, pubblicato dal Los Angeles Times, dà McCain in testa di due punti su Obama. I due hanno cominciato a confrontarsi a distanza sull’economia, sul finanziamento delle rispettive campagne elettorali e soprattutto sull’Iraq, con Obama che vuole ritirarsi, ma che è pronto a cambiare idea se al Qaida dovesse tornare, con McCain che sfotte l’avversario dandogli la notizia che in Iraq al Qaida c’è già, con il senatore nero che ribatte dicendo che senza l’invasione di Bush e McCain al Qaida non ci sarebbe mai stata e con il senatore dell’Arizona che definisce “illogica” la politica irachena di Obama. Ieri Bush ha liquidato le idee di Obama sull’Iraq, consigliandogli di occuparsi di Hillary.

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