Camillo di Christian RoccaPasseggiate denveriane

Hillary Clinton parlerà stasera alla convention democratica, ma lo psicodramma intorno alla sua sconfitta non è ancora finito. Ieri la senatrice ha incontrato la delegazione di New York, ma non ha invitato i suoi delegati a passare con Obama. Ai giornalisti, prima di entrare nel meeting, ha detto che lei voterà per il senatore dell’Illinois, “ma come voteranno loro è una decisione più personale”. I team dei due leader sono in trattative serrate, intanto le fan di Hillary girano per Denver a giurare che alle presidenziali non voteranno mai per il sessista Obama. Bill è furioso perché Obama vuole che limiti il suo discorso ai temi della politica estera. I repubblicani, ieri sera, hanno organizzato un “happy hour per Hillary” in un bar del centro. John McCain e il partito ieri hanno diffuso altri due spot tv pro Hillary, e sono tre in una settimana. Uno presenta Debra, un’elettrice di Hillary che non si fida di Obama e voterà McCain. L’altro mostra Hillary dire che Obama non è pronto a guidare il paese e una domanda: “E se avesse ragione lei?”. Lei ai delegati di New York ha detto: “I’m Hillary Clinton and I do not approve that message”.

“Edward Kennedy Tribute” in onore del vecchio leone liberal da poco operato per un tumore al cervello. Ken Burns ha preparato un corto sulla vita del senatore. Il programma prevedeva soltanto la presenza di Caroline Kennedy, sua nipote. Ma Ted Kennedy, a sorpresa, ieri mattina è arrivato in città.
 
Non è ancora certo, ma pare che due delle sorprese che giovedì Obama riserverà ai settantacinquemila dell’Invesco Field saranno un concerto di Bon Jovi, prima del suo discorso, e una chiusura acustica con una performance solitaria di Bruce Springsteen.

Oggi il tema della convention è l’economia (“Rinnovare la promessa dell’America”). Dopo Hillary, l’ospite principale è l’ex governatore della Virginia Mark Warner. Sarà lui il “keynote speaker” della convention, il ruolo che quattro anni fa, a Boston, fu di Obama.

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