New York. A fine mese potrebbe scomparire il New York Sun, l’elegante e rispettato piccolo quotidiano conservatore di New York nato nell’aprile del 2002. Il suo direttore, l’ex Wall Street Journal Seth Lipsky, spera ancora che trattative con nuovi investitori e altri editori possano andare in porto, ma ha spiegato che in caso contrario a fine settembre il quotidiano di Chambers Street chiuderà bottega. Il Sun perde molti soldi, si dice intorno al milione di dollari al mese, anche se Lipsky non li ha quantificati. In questi anni sono stati coperti da un gruppo di investitori conservatori di New York, e all’inizio anche da Conrad Black, convinti che a New York ci fosse spazio per un quotidiano di qualità diverso dal gigante New York Times (che negli ultimi due giorni ha annunciato l’accorpamento di alcune sezioni, per risparmiare soldi, e il licenziamento di 550 persone che lavorano al suo dipartimento di diffusione). Lo spazio giornalistico, il Sun lo ha trovato. E lo confermano le testimonianze di solidarietà, anche dai vertici dell’establishment liberal dell’editoria newyorchese. L’inserto culturale è probabilmente l’esperimento meglio riuscito del giornale, insieme con le pagine degli editoriali, ma anche la copertura della politica locale è considerata la migliore della città. Il Sun, inoltre, è la fonte più informata sulle attività delle Nazioni Unite e, con Eli Lake, ha pubblicato numerosi scoop di politica interna e internazionale.
10 Settembre 2008