Camillo di Christian RoccaModelli americani: Mike Huckabee per Max D'Alema

Sono molti i giornalisti che a un certo punto della loro traiettoria professionale decidono di passare dall’altra parte, di candidarsi alle elezioni e di diventare uomini politici. Gli esempi sono numerosi, da Benito Mussolini a Giovanni Spadolini, da Lilli Gruber a Fiamma Nirenstein. Più interessante, perché più raro, è il percorso inverso, quello di chi lascia la politica per fare il giornalista o il conduttore televisivo. In America capita abbastanza spesso. George Stephanopoulos era il portavoce di Bill Clinton, ora conduce programmi d’informazione su Abc. Joe Scarbourough era deputato repubblicano della Florida, ora presenta lo show mattutino della Msnbc. Karl Rove è stato l’architetto delle vittorie elettorali di George W. Bush, ora scrive editoriali per il Wall Street Journal ed è un commentatore fisso della Fox News. L’elenco è infinito.
Il caso più clamoroso, perché recente e repentino, è quello di Mike Huckabee, l’ex predicatore battista che ha governato per due mandati lo Stato dell’Arkansas. Fino a sette mesi fa, Huckabee era candidato alla presidenza degli Stati Uniti. Meno di un anno fa aveva vinto il caucus repubblicano dell’Iowa, nella stessa notte in cui è cominciata l’avventura di Barack Obama. Huckabee sembrava il conservatore più accreditato a conquistare la nomination presidenziale. Invece da un paio di mesi, Huckabee conduce un talk show politico settimanale su Fox News.
Nato a Hope, un paesino che ha dato i natali anche a Bill Clinton e si chiama come uno slogan elettorale di Obama, Huckabee è un conservatore tradizionale, un militante cristiano, un sincero populista. Suona il basso elettrico in un gruppo country, è noto per aver perso 60 chili di peso e per la sua capacità di sfoderare battute.
Quando Huckabee faceva la campagna elettorale, i giornalisti lo amavano non solo perché diceva cose bizzarre (voleva abolire le tasse sul reddito), ma anche perché non parlava in politichese e sapeva sintetizzare messaggio evangelico e battute da vero comico. Qualcuno aveva scritto che  la candidatura di Huckabee in realtà non era una corsa alla Casa Bianca, ma ad accaparrarsi uno show televisivo. Così nessuno s’è stupito del suo finale approdo a Fox News, anche se magari tornerà a fare politica.
Massimo D’Alema è quanto di più lontano ci possa essere da Huckabee, ma è il più formidabile battutista del mondo politico italiano. Se scegliesse il modello Huckabee, invece di presiedere una Fondazione, D’Alema sarebbe un fantastico conduttore di un’imperdibile trasmissione politica televisiva.
Christian Rocca

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