Camillo di Christian RoccaRecensire New Rep. (ma in realtà Stille)

Un paio di settimane fa ho segnalato su Camillo l'ennesimo articolo di Alexander Stille su Silvio Berlusconi, questa volta su New Republic, una delle più belle riviste politiche americane

Un paio di settimane fa ho segnalato su Camillo l’ennesimo articolo di Alexander Stille su Silvio Berlusconi, questa volta su New Republic, una delle più belle riviste politiche americane di sinistra nota per le posizioni di politica estera (Israele, Iraq, Afghanistan, jihadismo) molto simili a quelle del Silvio Berlusconi post 11 settembre e molto lontane da quelle di Stille. Ma non era questo il punto. In quel post avevo sottolineato la doppia scorrettezza giornalistica contenuta nei primi due paragrafi dell’articolo sulle gaffe di Berlusconi, non due paragrafi a caso, ma esattamente quelli che giustificavano l’articolo stesso.
Stille ha fatto lo spiritoso su Berlusconi che chiama Obama davanti alla regina al recente G20 e su Berlusconi che parla al telefono e fa aspettare la Merkel. Un giornalista, anche praticante e anche di Repubblica, avrebbe dovuto perlomeno riportare la smentita della regina e le ragioni della telefonata dell’ultim’ora di Berlusconi. Stille ha preferito non farlo, malgrado sia professore di giornalismo alla Columbia University.
Così ho scritto a New Republic e New Republic ha pubblicato.
Stille ha risposto con una replica lunga il doppio del suo articolo originale, in cui a) svela al mondo anglossassone chi mi paga lo stipendio (non c’entra niente con ciò che gli avevo detto io, ma è gente fatta così), b) sostiene che ciò che dice la regina o qualsiasi autorità non conta niente, c) continua a ignorare le conferme di tre paesi Nato all’Associated Press sulla telefonata tra Berlusconi e Erdogan, d) ripubblica l’elenco di gaffe berlusconiane che io però non ho contestato e quindi non si capisce perché.
Ho ri-risposto, via New Republic, a Stille, evitando di usare la sua medesima eleganza argomentativa anche se avrei potuto benissimo puntare sul fatto che se io scrivo per un giornale di Berlusconi (che lui, ancora una volta scorretto e da bocciare a un esame di giornalismo, sostiene essere la stessa cosa del Giornale), diciamo che lui scrive per il giornale di proprietà della controparte giudiziaria di Berlusconi nella battaglia per il controllo di Mondadori e Repubblica, e altro (tipo Sme).
New Republic non ha ancora pubblicato la mia seconda replica (si saranno rotti), ma una serie di esagitati lettori italiani, del tipo di quelli convinti che sia tempo di ricantare Bella Ciao, non ha perso occasione per dimostrare anche agli americani l’evidente declino del nostro paese.
Il dibattito con Stille è continuato via email private, ma ve lo risparmio.
Questo è l’articolo di Stille dal titolo "Prime Minister of WTF", "Primo ministro del Ma Che Cazzo".
Questa è la mia risposta
Questa è la replica di Stille, colto con le mani nella marmellata
Segnalerò il mio secondo intervento, quando lo pubblicheranno. Oppure no.

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