Molti anni fa (1995 o 1996) feci un’intervista a Roberto Maroni per l’Indipendente. Ai tempi era praticamente fuori dalla Lega, ma con quell’intervista abbastanza supina chiese perdono a Bossi e fu ripreso dal gran capo. La stima nei suoi confronti, con quell’intervista, non è aumentata. Eppure è l’unico leghista non del tutto troglodita (come quelli che a Milano vogliono i posti riservati negli autobus non so se agli italiani o ai lombardi o a quelli delle varesine). Già nell’altro governo Berlusconi, Maroni è stato il miglior ministro (riforma Biagi e delle pensioni). Quello che ha fatto ieri – cioè rimandare i clandestini al porto di partenza, anziché chiuderli nei centri di accoglienza in attesa di lasciarli in clandestinità o non si sa di che cosa – è un atto da ministro dell’Interno di un paese serio.

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