Camillo di Christian RoccaUn giudice da sogno americano

New York. “Non esistono sogni irraggiungibili negli Stati Uniti d’America”, ha detto Barack Obama nel presentare Sonia Sotomayor, il magistrato newyorchese di 54 anni che il presidente ha scelto per sostituire alla Corte suprema il dimissionario giudice David Souter.

New York. “Non esistono sogni irraggiungibili negli Stati Uniti d’America”, ha detto Barack Obama nel presentare Sonia Sotomayor, il magistrato newyorchese di 54 anni che il presidente ha scelto per sostituire alla Corte suprema il dimissionario giudice David Souter. Terza donna nominata a far parte del terzo organo costituzionale americano, quinto giudice cattolico dell’attuale Corte e primo esponente ispanico di sempre, Sonia Sotomayor è cresciuta nel Bronx da genitori che non parlavano inglese, provenienti da Portorico, è rimasta orfana del padre a nove anni e si è ammalata di diabete l’anno successivo. Grazie all’impegno della madre, ha frequentato una scuola privata cattolica, è andata a Princeton e poi a Yale.

La nomina di Sotomayor non dovrebbe incontrare difficoltà al Senato, dove ora comincerà il processo di conferma che si dovrebbe concludere con un voto favorevole in tempo, così spera Obama, per la sessione di fine anno della Corte. E’ improbabile che i repubblicani diano battaglia a una ispanica o che ricorrano all’ostruzionismo, ammesso che abbiano i numeri per poterlo fare, nei confronti di un giudice che è certamente liberal, ma non un ideologo di sinistra capace di fronteggiare il pensiero conservatore dei due dominus dell’attuale Corte, Antonin Scalia e il presidente John Roberts.

La sinistra, hanno scritto i giornali, non è stata accontentata da Obama, perché non avrà un giudice in grado di delineare una filosofia giuridica per il XXI secolo, come Scalia aveva fatto per la destra negli anni Ottanta, ma l’approcio del presidente è in linea con il pragmatismo progressista e moderato della Sotomayor. I conservatori sono seguaci dell’originalismo, la corrente di pensiero che vuole applicare la Costituzione nel modo in cui l’interpretavano i padri fondatori nel Settecento, mentre i liberal e Obama considerano il testo costituzionale “un documento vivente” grazie al quale poter affrontare in senso liberale i problemi di una società moderna. “Per quello ci sono le leggi e le urne elettorali – dice Scalia, preoccupato che le convinzioni personali dei giudici possano influenzare le decisioni della Corte e tradire la Costituzione – Lo scopo della Costituzione è quello di evitare che la società futura faccia ciò che voglia fare”. Al centro del dibattito al Senato ci sarà l’idea della Sotomayor secondo cui le scelte dei

Al centro del dibattito al Senato ci sarà l’idea della Sotomayor secondo cui le scelte dei giudici devono basarsi non solo sullo studio della giurisprudenza, ma anche sulla propria esperienza personale. Sotomayor, tra l’altro, è sulla sponda opposta con la stessa amministrazione Obama in un caso che dopo la sua sentenza d’Appello a breve sarà discusso dalla Corte Suprema: un ricorso di due pompieri bianchi del Connecticut che non hanno ottenuto dal Comune la promozione che gli spettava perché non c’era nessun afroamericano qualificato a ottenerla. giudici devono basarsi non soltanto sullo studio della giurisprudenza, ma anche sulla propria esperienza personale.

La rivista liberal New Republic ha pubblicato un articolo del suo analista giuridico Jeffrey Rosen che descrive Sotomayor come “prepotente” e non particolarmente dotata di talento giuridico, scatenando le critiche di blogger e giuristi.
Gli equilibri della Corte, una volta confermata la Sotomayor, non dovrebbero cambiare, perché il giudice dimissionario, malgrado sia stato nominato da Bush senior, si posizionava quasi sempre con il gruppo dei liberal. Il Wall Street Journal ha scritto che non è proprio così, perché in realtà Souter è un moderato pro business, mentre non si può dire la stessa cosa di chi lo sostituirà.

Sotomayor ha un passato da procuratore a Manhattan, ma anche di avvocato in uno studio legale newyorchese, guidato da George Pavia, che seguiva gli interessi della Fiat e di molte aziende italiane. Nel 1991 è stata nominata giudice federale di Manhattan da Bush senior; nel 1994 è stato Bill Clinton a nominarla per la Corte d’Appello, ma fu confermata dal Senato dopo una lunga opposizione dei repubblicani e il voto contrario di metà dei senatori conservatori. L’opposizione era di due tipi: la prima era tattica, perché i repubblicani sapevano che il passaggio di una donna ispanica alla Corte d’Appello l’avrebbe trasformata in un candidato per la Corte Suprema. A preoccupare i repubblicani era l’atteggiamento militante della Sotomayor, sintetizzato da lei stessa durante una conferenza: “Le corti d’Appello sono il posto dove si fanno le politiche pubbliche”. Obama ieri ha tenuto a specificare che Sonia Sotomayor riconosce “i limiti del ruolo del giudice” e crede che il suo lavoro sia quello di “interpretare le leggi, non farle”.

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